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A Volterra per incontrare
il capolavoro del Rosso Fiorentino

Il centro di Volterra visto dalle Balze.

Il paesaggio delle Balze.

Sono molti i visitatori, in questo periodo di ripresa del turismo nelle città d’arte, della città di Volterra, come ho potuto constatare recentemente di persona, domenica 9 agosto 2020. Volterra, edificata fra le valli dell’Era e del Cecina, su un colle di 540 m. che domina un ampio territorio, è cinta da una doppia cortina di mura, etrusca e medioevale.

Il Teatro Romano visto dal Palazzo Minucci-Solaini.

I tetti rossi di Volterra.

Fra i molti tesori che conserva, nella mia visita alla vigilia delle feste di Ferragosto, sono rimasto suggestionato da una bella sorpresa, l’incontro con la Deposizione dalla Croce del Rosso Fiorentino, nella Pinacoteca posta nel Palazzo Minucci-Solaini in via dei Sarti. Giovan Battista di Jacopo di Gasparre, detto il Rosso Fiorentino, fu uno dei principali esponenti dei cosiddetti "eccentrici fiorentini", i pionieri del manierismo in pittura.

Mappa di Volterra.

Mappa della Pinacoteca.

Il cortile del Palazzo Minucci-Solaini.

Nel bel palazzo, splendido esempio di architettura rinascimentale, è raccolta la Galleria pittorica comunale, fondata nel 1905 nel Palazzo dei Priori e comprendente un largo numero di dipinti di artisti fiorentini, senesi e volterrani provenienti da chiese, monasteri e compagnie soppresse.

Le luci nell'interno del vano scale.

Al primo piano, l’incontro con la Deposizione dalla Croce che è la più famosa opera del nostro artista. Nella sala alcune annotazioni illustrano il valore della grande pala d’altare che “segna un momento significativo nella storia della pittura italiana”. Infatti molti studiosi la considera il quadro più rappresentativo del Manierismo, la corrente artistica che agli inizi del Cinquecento determina la nascita della pittura moderna in Italia.

Mi sono ritrovato da solo, nel silenzio del primo mattino, a contemplare il capolavoro. La scena, come noto, è inquadrata dalla croce e la disposizione delle scale addossate alla croce, aiuta lo sguardo a seguire le linee prospettiche verso il punto di fuga posto ai piedi della stessa croce.

Daniele da Volterra, La Giustizia.

Toto Formosa, Scultura lignea.

“Due momenti distinti – ci fa notare l’illustrazione presente nella sala – ciascuno dei quali esprime un diverso sentimento: la staticità della parte inferiore, dove sono raccolti i personaggi dolenti, si contrappone alla dinamicità della parte superiore, dove i personaggi si muovono intorno al corpo di Cristo. Due diverse tensioni, i personaggi in alto presentano un maggior numero di parti del corpo scoperte, si evidenzia la tensione dei muscoli, le vesti hanno tonalità chiare. Nel piano inferiore la Vergine è sorretta da figure che si caratterizzano per i colori più scuri e per la loro posizione statica, in piedi con il capo chino”.

Stefano Antonio Di Vanni, Madonna col bambino.

Francesco di Domenico Valdombrina, Annunciazione

Luca Signorelli, Annunciazione.

Una visita dunque ad un antico borgo come quello di Volterra – nel nostro Paese così ricco di borghi e di contrade – riserva facilmente una sorpresa del genere; e nella stessa Pinacoteca sono ospitati, come abbiamo detto, quadri che illustrano la storia artistica di Volterra dal Medioevo all’età moderna, affiancate da sculture, medaglie, monete e ceramiche.

Al terzo piano del Palazzo Rinascimentale Minucci-Solaini, altra sorpresa: la mostra dell’invenzione del motore a scoppio, di cui fu protagonista un figlio si Volterra, Barsanti. Dalle finestre delle sale, la vista spazia sui tetti rossi del Centro, sulle vicine rovine del Teatro Romano, fino all’ultima cinta delle mura etrusche, poste sopra gli “spaventosi” dirupi delle Balze.

Ritornano alla mente i versi del sonetto di Gabriele D’Annunzio:

Su l’etrusche tue mura, erma Volterra,
fondate nella rupe, alle tue porte
senza stridore, io vidi genti morte
della cupa città ch’era sotterra.

Pittura, poesia, paesaggio: è immediato unire l’avventura a Volterra, alla scoperta dell’opera del Rosso Fiorentino, alle pagine di poesia raccolte nell’Antologia “Poesie 2009-2016 (R. Mosi, Ladolfi Editore; video: https://www.youtube.com/watch?v=FuSecM_Ox8E ) dedicate a Vermeer:

Roberto Mosi, Poesie 2009-2016 (Ladolfi Editore) (da YouYube.com)

Vermeer, l’ossessivo immergersi
nella trama del silenzio -
Roberto Mosi

Vive assorto
una religiosa atmosfera
castamente medievale
bagnata del silenzioso
mistero della morte.

L’arte blocca l’attimo
rende fisso, eterno
il fare quotidiano
lo sguardo trepido e fuggevole
un gesto furtivo
il luccicare di una perla
il raggio più intenso
del sole tra le nubi.

La mutevole luce
degli alti cieli ventosi d’Olanda
respira di metafisica fissità,
unisce il tempo e lo spazio
immobilizza l’aneddoto
rende imperitura
l’effimera apparenza.

Ossessiva conquista del moderno
sottile dubbio sulla realtà
nascosta sotto un’ossessiva
precisione di dettagli
di un ossessivo immergersi
nella trama del silenzio.

Rosso Fiorentino, Deposizione dalla Croce.

L’universalità dunque dell’arte, la scoperta della luce e del silenzio nella pittura moderna, dai borghi della Toscana ai lontani paesi dell’Olanda.

Manifesto all'ingresso, particolare della Deposizione.

Roberto Mosi nella sala della Deposizione.

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