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Una rivista per parlare
dei cambiamenti della nostra epoca

Copertina del nr. 532-533
di Testimonianze.
Foto di Claudio Tirelli,  Cina cinque ragazze in conversazione. Visitazione di Jacopo Pontormo, Carmignano.

Martedì 27 ottobre 2020 è uscito l’ultimo numero della Rivista fiorentina “Testimonianze” dedicato ad “Antropologia di un mondo in cambiamento”, n. 532-533. La Rivista fu fondata nel lontano 1958 da Ernesto Balducci. La pubblicazione di un nuovo numero rappresenta, si può dire, un vero e proprio evento in tempi normali, per il grande impegno organizzativo, di dibattito, di promozione, che è richiesto ad ognuno di questi appuntamenti da parte di un piccolo gruppi di volontari che sopperiscono con il loro entusiasmo e i loro sforzi, alla limitatezza delle risorse.

Ernesto Balducci, dipinto.

Severino Saccardi, direttore di Testimonianze.

I vari tipi di difficoltà si manifestano con più evidenza nel periodo difficile come il nostro, della pandemia. La Rivista assolve, comunque, anche in questa occasione, secondo la sua tradizione, a un compito civile e culturale importante: il volume appena pubblicato, pensato per promuovere una riflessione a più voci sui cambiamenti in atto nel «mondo globale» – a partire dalle suggestioni che Ernesto Balducci aveva a suo tempo evocato ne L’Uomo planetario - è diventato anche, inevitabilmente, l’occasione per riflettere sugli effetti (in ambito psicologico, sociale, economico, educativo) della crisi provocata dalla pandemia che, in questo periodo, ha colpito (sia pure in modo diversificato) le popolazioni del pianeta. In un dibattito, dedicato soprattutto (come evidenziato dal titolo prescelto) ai temi di carattere antropologico, esistenziale e culturale relativi ai processi di cambiamento in atto, le analisi (proposte a partire da una pluralità di ottiche e di punti di vista) non potevano comunque prescindere dagli elementi di novità che l’attuale, drammatico, passaggio va producendo negli assetti di vita, nella mentalità, nelle relazioni sociali ed interpersonali in un contesto in cui la globalizzazione cambia segno e cambia verso.

L'arrivo dei pacchi dalla tipografia con la rivista.

La cinquecentesca sede di Testimonianze in via Ghibellina.

Roberto Mosi di fronte alla sede di Testimonianze.

Una festa dell'associazione culturale Testimonianze.

Il filosofo Sergio Givone.

Il contributo di Sergio Givone, Metafisica della peste.
Cimitero degli Inglesi.
Riunioni di lavoro nottetempo nel tempo del Coronavirus.

Fra gli interventi citiamo quelli del filosofo Sergio Givone, dell’antropologo Fabio Dei, del pubblicista Andrea Bigalli, dell’economista Andrea Giuntini, del politologo Mauro Ceruti, dell’ex senatore Vannino Chiti, del giornalista Piero Meuci, della studiosa di statistica Cristina Martelli, dell’ambientalista Giorgio Valentino Federici, degli architetti Pietro Bucciarelli e Giacomo Trentanovi. A queste, e a diverse altre voci, sono da aggiungere i contributi dei dottorandi e laureandi del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa (diretti e coordinati dal prof. Fabio Dei), Contagio e socialità sospesa.

Testimonianze: articolo di Roberto Mosi Quando la poesia parla dai balconi.

Un numero della Rivista dunque di spessore per la quantità – 270 pagine – e la qualità degli interventi. Si apre ora per “Testimonianze”, nella difficile fase del rispetto delle regole per i rischi della pandemia, il particolare impegno della diffusione del numero, della promozione, della apertura di un dibattito pubblico. Per questo ultimo aspetto, sono in preparazione video conferenze aperte a tutti gli interessati; per quanto riguarda le iniziative di promozione, è stata nostra cura preparare un video, reperibile su YouTube, che riporta le immagini della sede fiorentina della Rivista, presso il complesso de “Le Murate”, le parti introduttive degli articoli presenti nella Rivista, alcune fotografie “simbolo” dell’epoca drammatica che stiamo vivendo, che arricchiscono il numero ( indirizzo: https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=rZTQQzOWgds ).

Antropologia di un mondo in cambiamento. (da YouTube.com)
Da Testimonianze: Coda dal fornaio nei giorni della pandemia.

Il nostro intervento per la Rivista, “Quando la poesia parla dai balconi”, ha riportato le esperienze personalmente compiute con le realtà associative legate all’interesse per la fotografia e per la letteratura, la poesia in particolare.

Complesso de Le Murate.

Mostra Super women nel panopticon, tenutasi alle Murate.

Riguardo a queste esperienze, riportiamo in questa occasione le notizie sugli incontri di vicinato con al centro la poesia, episodi che hanno dimostrato che la stessa poesia è avvertita dalle persone, in maniera diffusa, come un conforto e un ristoro anche in momenti difficili della vita. Ci è stato fatto dono di un CD preparato dal gruppo di vicinato di Firenze, di via Domenico Veneziano, in Oltrarno, che documenta gli incontri dalle finestre e dai balconi che sono stati tenuti nel corso della pandemia. Gli incontri si sono svolti ogni giorno (marzo-aprile 2020) alle 18; “I Balconari”, il nome scelto dal gruppo, che aveva per insegna la celebre scritta “Andrà tutto bene”, sullo sfondo dei colori dell’arcobaleno e il manifesto: “In quarantena? Si, ma non in silenzio!”

Le Murate.

Interno della sede della rivista.

Ad Angiolo Pergolini, pittore e musicista, il compito, ogni sera, alle 18, di far risuonare uno squillo di tromba per la riunione del vicinato e per dare inizio, dopo un brano di musica jazz o folk accompagnato dalla chitarra e dall’armonica, la lettura di una poesia scelta, nel corso di un lavoro comune, di giorno in giorno. Le persone si sono alternate nella lettura dei testi al microfono e le registrazioni danno il senso di interpretazioni molto sentite, con un effetto speciale di eco nello spazio fra le case. Le poesie registrate nel CD sono oltre quaranta, con la scelta di testi di autori classici e di autori dei nostri giorni. Apre la rassegna, in maniera significativa, la poesia di Irene Vella “Era l’11 marzo 2020”, della quale ne hanno parlato i giornali e che è stata ripresa, in maniera “virale”, dai social:

Era l’11 marzo del 2020,
le strade erano vuote, i negozi chiusi
la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla
e i fiori continuavano a sbocciare
ed il sole a splendere
e tornavano le rondini …

Volantino dell'inaugurazione della sede di Testimonianze all'interno del complesso delle Murate.

Il gruppo “I Balconari” di via Domenico Veneziano, a Firenze, ci consegna dunque il ricordo di un’esperienza preziosa, per la vita di vicinato, una dimensione sociale persa nella vita anomica della città, secondo il significato attribuito dal sociologo Émile Durkheim. Sarà interessante rilevare in futuro se si sia trattato di un vero e proprio recupero.

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