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Il libro “Sinfonia per San Salvi”:
omaggio a Carmelo Pellicanò

La nave dei folli dal padiglione / delle Agitate / ondeggia sul mare di erba, / di pini, si infrange contro il muro / che divide il giardino dal mondo

Roberto Mosi durante il collegamento via web con una rosa in mano
in omaggio alla canzone di Cristicchi.

Nell’incontro online dell’8 febbraio '21, molto partecipato, Roberto Mosi ha iniziato il suo intervento ricordando questi versi con i quali comincia, al secondo capitolo, la poesia La nave dei folli, del recente libro Sinfonia per San Salvi (Edizioni Il Foglio, Piombino 2020). La registrazione dell’incontro è riportata all’indirizzo: https://www.facebook.com/rmosi/videos/10225648500619478

La pubblicazione è il frutto di un progetto editoriale diretto da Roberto Mosi in collaborazione con gli interventi di Nicoletta Manetti e Gordiano Lupi, corredato da 28 fotografie dell’autore in bianco e nero che riportano le immagini di murales ed anfratti ambientali odierni, riguardanti interni ed esterni di uno dei Padiglioni dell’ex-Manicomio fiorentino riprese dalle griglie in ferro che sbarrano porte e finestre, secondo una concatenazione di accenti lirici che approdano a Piombino, città delle spente Acciaierie nella criticità industriale dell’oggi, secondo la visuale appagante del mare dalla panoramica Piazza Bovio. Una rapida rassegna delle immagini, è riportata nel video all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=auVpkFhoSzw

Variazioni per parola e musica (da YouTube.com)

Il testo, composito e corale nella sua miscellanea rielaborata da precedenti Sillogi - Concerto; NonLuoghi; Parole e paesaggi; Navicello etrusco – è dedicato a Carmelo Pellicanò, ultimo Direttore Psichiatra che ha curato – dopo la direzione dell’Ospedale di Volterra – la fase di transizione operata dalla Legge 180 di Franco Basaglia – 13 maggio 1978 - finalizzata alla chiusura dei Manicomi.

Il Parco di San Salvi in data 25 aprile -1° maggio dello stesso anno fu aperto alla cittadinanza ed i giovani della Brigata Rodolfo Boschi di Grassina, realizzarono con l’aiuto degli artisti della Tinaia, un murales su disegno creato dagli esuli cileni, in omaggio alla poesia “La città” che Pablo Neruda dedicò a Firenze, quando nel dopoguerra del 1951 ritirò la cittadinanza onoraria dalle mani del sindaco, Fabiani, un operaio.

È da rilevare una studiata orchestrazione di testi poetici e testimonianze plurime – tra cui la canzone di Simone Cristicchi:

Ti regalerò una rosa / Una rosa rossa per dipingere ogni cosa / Una rosa per ogni lacrima da consolare

Il cosiddetto Padiglione delle Agitate a San Salvi.

La canzone, vincitrice del 57° Festival di Sanremo sul tema della follia e della solitudine, si offre come una sinfonia melodica, nel ricordo di coloro che hanno sofferto il discrimine tra follia e ragione, verso un umanesimo da riabilitare secondo nuove direzioni rigenerative ed educative. Si rileva che sono stati ripresi due video nell’ambito del parco di San Salvi, presso il cosiddetto padiglione delle Agitate, a cura di Angiolo Pergolini, con la partecipazione di Nicoletta Manetti e Roberto Mosi. Per quello più breve (Una rosa rossa) l’indirizzo è: https://www.youtube.com/watch?v=GRnB9a3qF-k ; per l’altro (Metafore e memorie), l’indirizzo è: https://www.youtube.com/watch?v=QuIQYxszkDk

Una rosa rossa (da YouTube.com)
Metafore e memorie (da YouTube.com)

Emblematici i tempi della sintassi eufonica nelle modulazioni ritmiche al pari delle partiture musicali del Tempo e dello Spazio, alleate alla memoria sul refrain “TERRA”: “DESOLATA”, “FOLLIA”, “LIBERATA”, “RICONQUISTATA”.

In un commento all’opera, il critico Silvia Ranzi (in La Toscana nuova, giugno 2020, p. 45) afferma che “il poeta-fotografo Roberto Mosi dà prova ancora una volta di saper esaltare l’icasticità dello scatto fotografico al servizio della parola mito-poetica tra grafema e fonema, catturando l’identità dinamica dei luoghi, facendo proprio il concetto di “Terzo paesaggio” enucleato da Gilles Clèment per le aree dismesse diversamente biologiche, facendo risaltare i suoi densi itinerari lirici.”

Nicoletta Manetti e Roberto Mosi durante la presentazione.

Alla fine dell’incontro online, l’autore si è soffermato sul testo della Postfazione, scritta dai figli di Carmelo Pellicanò, che nella prima parte così recita:

“Ricorrono nel testo Sinfonia per San Salvi temi molto cari a nostro padre.

A lui questo libro è dedicato.

Sinfonia deriva dal termine greco συμφωνία, accordo di suoni o meglio suonare in accordo, insieme.

Non a caso le sinfonie sono forme musicali destinate esclusivamente all’orchestra, ad una piccola comunità fatta di tanti musicisti, ognuno con il proprio timbro e con una propria parte autonoma ma che solo insieme e in armonia giungono a creare il pensiero musicale.

La condivisione, l’ascolto dell’altro, il Bene comune, la comunione di intenti sono state una costante nella vita di nostro padre che ha costruito così con tenacia ed amore una strada di liberazione.”

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