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La pittura costruisce mondi pieni di meraviglia

Ha avuto successo sabato 31 luglio 2021, nell’area estiva “La Toraia” sul Lungarno del Tempio, la presentazione del grande pannello, di dodici metri, realizzato dal giovane pittore fiorentino Enrico Guerrini, dedicato alla Fattoria La Fratta nel comune di Sinalunga, dove l’azienda La Toraia alleva, nella campagna senese, le mucche di razza chianina. Un luogo storico. La Fratta sorge su quella che fu una delle più importanti strade dell’antica Roma, la via consolare Cassia e, più precisamente, a metà tra le mansio Manliana e ad Mensulas. In una mappa degli inizi del Settecento si rileva che la strada di accesso alla fattoria ricalcava ancora l’antica via romana.

Enrico Guerrini e Roberto Mosi durante la presentazione.

Enrico Guerrini presenta le fasi del lavoro.

Nel Cinquecento il complesso degli edifici della Fattoria e della Villa, ad opera dell’architetto Peruzzi, viene concepito come un sistema unitario in cui lo spazio esterno e il giardino, non solo hanno valenza estetica, ma collegano l’architettura alla natura circostante secondo un ordine proprio del pensiero e della cultura del Rinascimento. Una data importante nella storia de La Fratta è quella del 1934: la Tenuta ottiene con Regio Decreto il titolo di nucleo di selezione e l’iscrizione al libro genealogico della Razza Chianina. Da questa tenuta provengono i celebri prodotti presentati in vari ristoranti in Italia, fra i quali il ristorante La Toraia nell’area estiva del Lungarno del tempio.

Roberto Mosi Enrico Guerrini e Mosi davanti alla parte centrale dell'opera dedicata a Pinocchio.

Il grande pannello dedicato, dunque, alla villa La Fratta è stato posto nella parte allestita per lo spettacolo, nell’area estiva, a fianco del palcoscenico: è riprodotto dal quadro originario, disegnato con colori a china, della lunghezza di sei metri, che troverà la propria collocazione in una sala della stessa Villa.

Il pubblico presente all’inaugurazione dell’opera è rimasto impressionato dalla vivacità e ricchezza delle figure, dei colori, dalla sintassi e dalla grammatica del dipinto, ossia dal respiro pieno di fantasia del complesso dell’opera, respiro che non si perde, anzi si ravviva ancor più nei particolari.

Un particolare.

Mangiafuoco.

Enrico Guerrini ha presentato dal palco, con la proiezione delle immagini, le fasi di realizzazione dell’opera, dal progetto iniziale, alla definizione della struttura del disegno, al suo compimento, in tempi relativamente brevi, grazie anche alla agilità e prontezza nel padroneggiare gli strumenti della sua arte. Ha fatto inoltre presente come nel pannello compaiano riferimenti a varie opere d’arte, da quelle riprese da autori classici come Michelangelo e Dante a quelle suggerite da immagini attuali del mondo dello spettacolo e del cinema, richiamando i vari percorsi di ricerca che ha seguito negli anni, come l’illustrazione della Divina Commedia e la ricerca sulla fiaba.

La fatina.

Particolare.

La parte centrale del pannello.

Da parte mia ho avuto il piacere di salire sul palco e aprire un dialogo con Enrico Guerrini, su questi diversi aspetti delle sue risorse artistiche. Ho posto in risalto che la nostra collaborazione – nel ruolo, rispettivamente, del poeta e del pittore – è di lunga durata, di oltre dieci anni in cui ci siamo misurati con la narrazione di vari “mondi”: i “nonluoghi”, i miti, la “ricerche” di Marcel Proust. Nel momento particolare che stiamo vivendo sentiamo forte il bisogno di avvicinarsi a mondi "altri" che ci facciamo respirare il profumo della speranza, con il gioco della fantasia, con la visione di frammenti del bello.

A questo riguardo è appena uscita la pubblicazione di poesie e disegni, nella forma dell’e-book, dal titolo “Dialoghi con Marcel Proust. Dieci anni di appuntamenti: poesia e pittura” (si veda in “Literary” all'indirizzo: http://www.literary.it/occhio/dati/mosi_rob/2021/30-dialogo%20on%20proust/il_dialogo_con_proust.html ).

L’aspetto peculiare nell’arte di Enrico, è la sua capacità di narrare e di rappresentare in modo “fulminante” i caratteri e i contenuti delle opere, capacità che si comprende bene ponendo attenzione alla sua formazione, alle sue passioni per il teatro, la musica, la poesia, la fiaba. A Firenze ha frequentato il Liceo Artistico, l’Accademia delle Belle Arti – diplomandosi in scenografia – e, negli stessi anni, il corso di illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics.

Particolare.

Particolare.

In base a questi riferimenti, acquista una nuova luce l’opera sulla Villa La Fratta, presentata nello spazio estivo La Toraia sul Lungarno del Tempio. La composizione si presenta come l’apertura della scena di un teatro, con il sipario rosso ai due lati: sul palcoscenico prorompono i vari mondi “narrati” da Enrico: al centro le linee rinascimentali della Villa La Fratta, ben scandite nelle loro cadenze e nelle loro simmetrie, con una regolarità interrotta dall’impennata di “improvvisazioni” – il “Brindellone”, per lo scoppio del carro, trainato dai bovi – come nei movimenti di una sinfonia.

Sulla sinistra dello spettatore, poi, il mondo di Dante, “presentato” dallo stesso poeta, con la trovata degli angeli-diavolo e l’intorcinarsi dei corpi dei mostri dell’Inferno. La mano del pittore è rapida, forte, incisiva, volta a stupire: è la mano “fulminante” che abbiamo incontrato più volte in diverse, recenti occasioni espositive e che sembra acquistare ora, un tono sempre più brillante.

Parte dstra del pannello.

Pinocchio e Geppetto.

Brindellone.

La parte sinistra del pannello.

Dalla parte destra dello spettatore, il “mondo” di Pinocchio, introdotto da una splendida Fatina, immerso nella atmosfera fantastica del cinema, della magia dei sogni “illustrati” dal regista Matteo Garrone, con la ricchezza di varie citazioni dal lessico familiare, all’apparire di vari personaggi inquietanti. È la prima volta che vedo Enrico misurarsi con la vita del cinema e devo dire che conquista in pieno la magia di questa arte.

Caronte.

La folla di forme e figure che si agitano sul palcoscenico, sono presentati con un afflato sapiente, unitario con un equilibrio sorprendente, fra l’architettura generale dell’opera e la miriade di piccoli particolari. L’impegno artistico di Enrico, si può dire, raggiunge con quest’opera, un livello veramente importante e ci fa pensare ad un percorso futuro coronato di successi. Gli applausi che il pubblico gli ha rivolto alla fine dello spettacolo, danno sostanza a questa convinzione.

Copertina dell'e-book Dialoghi con Marcel Proust.

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