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Enrico Guerrini, Prometeo incatenato.
Copertina del libro Prometheus, il dono del fuoco. Manifesto per il murale di Pontassieve.

Il progetto “Promethéus”:
poesia, arte di strada, scienza

Il pittore Enrico Guerrini davanti al murale.

Copertina del libro Navicello etrusco dal quale è tratta la poesia sulla tragedia di Lampedusa.

Merita visitare il murale del pittore Enrico Guerrini, street artist, a metà del giorno, quando i raggi del sole si sollevano dal verde degli alberi sulle rive dell’Arno: i colori prendono una luce squillante, portano l’eco delle voci delle ragazze e dei ragazzi della Scuola Media Maltoni di Pontassieve che con il pittore hanno lavorato al progetto di questo grande racconto pittorico, approfondendo gli argomenti, raccogliendo preziose testimonianze, esprimendo emozioni e riflessioni.

Gli studenti all'inaugurazione del murale.

Il Sindaco di Pontassieve con gli studenti.

Il murale.

Particolare del murale.

In esposizione il libro Prometeo incatenato di Eschilo, nell'edizione di Oxford.

Il tema dei murales, del loro diffondersi e accendere di colori le città di tutto il mondo, ci interessa particolarmente e lo stiamo approfondendo con il progetto “Promethéus”, come vedremo più avanti.

Nell’incontro con le classi, dunque, Enrico Guerrini ha fissato i primi bozzetti, ha raccolto commenti, frasi, che poi hanno trovato vita, respiro nel murale del Parco Fluviale sull’Arno. L’autore ha detto, in occasione dell’inaugurazione, che aveva tenuto a dare una particolare luce ai colori per rendere ancora più ravvicinato il dialogo e le emozioni degli studenti.

Roberto Mosi ed Enrico Guerrini alla Casa di Dante.

L’opera abbraccia venti metri del muro che fa da contrafforte alla strada a scorrimento veloce a fianco del Parco Fluviale.

Questo lavoro, che va ad arricchire la civile comunità di Pontassieve, conferma la maturità di espressione dell’autore, impegnato in un percorso di ricerca personale dai caratteri originali, capace di consegnarci un’opera “fragile”, esposta come ogni murale all’aria e all’intemperie ma “solida” nel comunicare con forza i valori della solidarietà e della salvaguardia dei diritti umani, partendo dall’incontro con i cittadini più giovani.

Il giovane immigrato con la corona di fiori accanto alle autorità.

La corona è lanciata sulle acque dell'Arno e della Sieve.

L'opera è stata inaugurata il 3 ottobre 2021 dal sindaco di Pontassieve, con la partecipazione degli studenti e degli insegnanti, delle famiglie, in occasione del giorno della solidarietà e del ricordo del naufragio di 368 immigrati nelle acque dell'isola di Lampedusa: in maniera significativa e commovente, al termine dell'incontro un giovane immigrato residente nella cittadina toscana, in un punto dove si incontrano l'Arno e la Sieve, ha fatto scendere nelle acque una corona di fiori.

Personalmente ho consegnato al pittore Enrico Guerrini la mia poesia sulla tragedia di Lampedusa, tratta dalla Raccolta “Navicello Etrusco” (Il Foglio), che oggi fa parte del depliant che illustra il murale di Pontassieve:

Il traghetto per Lampedusa*

Parte a mezzanotte il traghetto
da Trapani per Lampedusa
il mare dei 305 figli annegati

Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.

Cerco dalla nave 305 stelle
sul cielo dell’Africa,
le parole della preghiera

Vidit suum dulcem natum
moriéntem desolátum,
dum emísit spíritum.

Sono sul camion, quindici giorni
da Tamara a Misurata
tempesta di sabbia, violenze

Eia, mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.

 

Sono nascosto fra le dune
in attesa del barcone
bagliori lancinanti di speranza

Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide.

Sono sul barcone carico di esistenze
da Misurata a Lampedusa
odore di nafta, paura, fame

Fac me vere tecum pie flere,
Crucifíxo condolére
donec ego víxero.

Sono nell’urlo dei disperati
le onde mi sbattono contro il relitto
sprofondo, conquisto la pace.

Sul silenzio del mare
il bisbiglio di mille preghiere
l’urlo assordante dei tamburi.

L'opera di Roberto Mosi nel catalogo della Mostra Prometeo incatenato di Eschilo.

Con il progetto “Prometheus”, al quale abbiamo prima accennato, facciamo riferimento al mito di Prometeo e del dono del fuoco agli uomini, alla quale si sono ispirati i lavori presenti alla Mostra dell'Officina del Mito, aperta nell'ottobre 2020, in una delle pause concesse dall'imperversare della pandemia. Ci sembra che questo passaggio sia ben illustrato da “Literary”, alla pagina:

http://www.literary.it/occhio/dati/mosi_rob/2020/39-il%20fuoco%20di%20prometeo/il_fuoco_di_prometeo.html

Il fuoco di Prometeo al Circolo degli Artisti di Firenze.

Il progetto è animato dal pensiero ripreso dalla tragedia di Eschilo “Prometeo incatenato”: il dono del titano agli uomini è rappresentato dai “segni intrecciati” e dal “calcolo”, che nei termini di oggi traduciamo dell' “arte” – dell'arte di strada, in particolare, che colora di colori brillanti tante parte delle nostre città – e della “scienza” , così decisiva oggi per vincere la catastrofe della pandemia.

Opera per il Prometeo incatenato di Eschilo.

Murale sotto il ponte dell'autostrada.

Murale La nave dei folli all'ex Manicomio San Salvi.

Il cantautore Francesco Rainero.

Al centro del progetto si pone il nostro libro di poesia “Promethéus. Il dono del fuoco” (Ladolfi Edizioni, 2021): il racconto poetico illustra percorsi alla scoperta dei murales nelle città e all'incontro con la storia della scienza. Una pagina di “Literary” illustra il recente incontro alla “Casa di Dante” di Firenze, per presentare il libro e illustrare questa visione poetica:

http://www.literary.it/occhio/dati/mosi_rob/2021/36-ptometheus/prometheus%20il%20dono%20del%20fuoco.html

Prometheus.Il dono del fuoco alla Casa di Dante a Firenze.

Il prossimo passaggio del progetto dedicato di Prometeo prevede, infine, la realizzazione di uno spettacolo dedicato alle suggestioni del mito, animato da molteplici forme espressive, dalla poesia, all' “arte di strada” di Enrico Guerrini, alle canzoni del giovane cantautore, Francesco Rainero, un nuovo argonauta sulla nave diretta all' isola che non c'è.

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