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La mostra luccicante di Koons
e i grigi “Nonluoghi”

Palazzo Strozzi.

Il cortile del Palazzo Strozzi. Roberto Mosi a fianco di un'opera di Jeff Koons.

L'ingresso di Palazzo Strozzi.

Dal 2 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022 Palazzo Strozzi, a Firenze, ospita una nuova mostra dedicata a Jeff Koons, una delle figure più importanti e discusse dell’arte contemporanea a livello globale. A cura di Arturo Galansino e Joachim Pissarro, la mostra porta a Firenze una selezione delle più celebri opere di un artista che, dalla metà degli anni Settanta a oggi, ha rivoluzionato il sistema. Sviluppata in stretto dialogo con l’artista, la mostra Jeff Koons. Shine ospita prestiti provenienti da importanti collezioni e dai maggiori musei internazionali, proponendo come originale chiave di lettura dell’arte di Jeff Koons il concetto di “shine” (lucentezza) inteso come gioco di ambiguità tra splendore e bagliore, essere e apparire.

La prima sala.

La ballerina nella prima sala.

Autore di opere entrate nell’immaginario collettivo grazie alla capacità di unire cultura alta e popolare, dai raffinati riferimenti alla storia dell’arte alle citazioni del mondo del consumismo, Jeff Koons trova nell’idea di “lucentezza” (shine) un principio chiave delle sue innovative sculture e installazioni che mirano a mettere in discussione il nostro rapporto con la realtà ma anche il concetto stesso di opera d’arte. Le opere dell’artista americano pongono lo spettatore davanti a uno specchio in cui riflettersi e lo collocano al centro dell’ambiente che lo circonda. Come afferma lo stesso Koons:“Il lavoro dell’artista consiste in un gesto con l’obiettivo di mostrare alle persone qual è il loro potenziale. Non si tratta di creare un oggetto o un’immagine; tutto avviene nella relazione con lo spettatore. È qui che avviene l’arte”.

Il treno in acciaio inossidabile, nella seconda sala.

Il personaggio Hulk, nella terza sala.

Il treno.

Jeff Koons ha studiato al Maryland Institute College of Art di Baltimora e alla School of the Art Institute di Chicago. Vive e lavora a New York. Dalla prima mostra personale nel 1980, le sue opere sono state esposte nelle principali gallerie e istituzioni di tutto il mondo. Nel 2014 il Whitney Museum of American Art lo ha celebrato con Jeff Koons: A Retrospective, ospitata poi dal Centre Pompidou di Parigi e dal Guggenheim Museum di Bilbao. Jeff Koons è noto per opere iconiche come Rabbite Balloon Dogo per la monumentale scultura floreale Puppy (1992), esposta al Rockefeller Center e in seguito installata permanentemente al Guggenheim Museum di Bilbao.

L'aragosta.

Glazing ball.

Venere e il fiore.

Glazing ball.

Le suggestioni di Koons ci guidano, con i messaggi incisi nei bianchi pannelli, prendendo il visitatore per mano, sala per sala. Abbiamo colto ad ogni passo, riflessioni, pensieri che ci sono sembrati di rilievo e che riportiamo di seguito.

Sala 1- Le opere della mostra si concentrano sull’estetica dello splendore, attraverso il riflesso Koons dimostra come l’arte sia un’esperienza viscerale che coinvolge i sensi. Le sue superfici luminose forniscono un segnale visivo, che attesta la presenza dello spettatore nello spazio, ricordandogli che fa parte di una comunità e di un dialogo più ampio.

Sala 2 – Per me l’acciaio inossidabile è il materiale del proletariato, è ciò di cui sono fatte le pentole e le padelle.

Sala 3 – Non si tratta di trovare rilevanza, perfezione o imperfezione negli oggetti, ma si tratta di accettare te stesso e poi di usare e accettare gli altri.

Sala 4 – Sto cercando di catturare nell’oggetto il desiderio dell’individuo e di fissare le sue aspirazioni in superficie, in una condizione di immortalità.

Sala 5 – Quando guardo un oggetto per fare una scelta, non posso semplicemente prendere un oggetto e rappresentarlo in metallo. Non funziona.

Sala 6 – La gazing ball riflette il qui e ora, riflette te, lo spettatore.

Sala 7 – Una superficie riflettente richiede luce e, in biologia, un fiore ha bisogno della luce del sole e la vita ha bisogno dell’energia del sole. Siamo attratti da quell’energia e abbiamo una reazione fisica del nostro trasporto verso la luce.

Sala 8 – Penso che quando uscirai dalla sala, ne esca anche l’arte. L’arte riguarda le tue possibilità come essere umano. Riguarda la tua eccitazione, il tuo potenziale e ciò che puoi diventare. Afferma la tua esistenza.

Palazzo Strozzi da via Tornabuoni.

Siamo rimasti colpiti dal percorso concettuale che l’artista Jeff Koons, propone per la mostra “Shine” e abbiamo pensato che, in definitiva, era possibile proporre un percorso analogo, con spunti di riflessione simili, “di incontro” con la nostra opera di poesia “Nonluoghi” (pubblicata dal Comune di Firenze, 2009): al posto delle otto sale della mostra di Palazzo Strozzi, l’incontro con otto diversi spazi (aeroporti, stazioni, città, ospedali, periferie, luoghi d’acqua, mercati, luoghi allo stato liquido).

Nonluoghi di Roberto Mosi, disegni di Enrico Guerrini,

Manifesto della mostra Nonluoghi alla Biblioteca del Palazzo di Parte Guelfa.

Aeroporti

Intorno alla rotonda
fantasmi di cemento,
case d’altri tempi,
il rombo d’aerei
in fase di decollo
il boato dell’ascesa
il rientro del carrello.

Intorno alla rotonda
fiumi d’auto
tagliano la strada
oltre la rete dell’aeroporto,
al centro macchie d’erba,
vernice spray
sulle zampe dei viadotti.

Lontane le vie d’uscita,
la casa di una volta
la pace del cimitero
il chiostro della chiesa
l’argine del fiume culla
d’erba d’antichi amori.
Pensieri in fase di decollo.

Nonluoghi.

L’estetica non è più quella dello splendore ma quella del grigio anonimo del paesaggio urbano dei nonluoghi, ci si rivolge al viandante, alle emozioni che suscita il poeta in lui, attraversando la città, e alle sue emozioni, ai suoi desideri, alle sue aspirazioni, al possibile incontro con l’altro, ai riflessi che percepisce nelle gazing balls, negli specchi sparsi lungo le strade.

Nonluoghi.

Luoghi allo stato liquido

Bit byte bit byte
zero uno zero uno
uno zero
acceso spento spento acceso
locale globale globale locale
punto rete punto rete
rete punto
nano secondo nano secondo
secondo nano
blog ergosum sum ergoblog
google yahoo google yahoo
yahoo google
messaggio d’amore d’amore messaggio
you tube you tube
tube you

 

Non luoghi di Roberto Mosi - Poesia e  fotografia.

Insieme all’artista Jeff Koons pensiamo, appunto, che quando il nostro viandante “uscirà” dalla poesia dei “Nonluoghi”, uscirà dalla sala/città anche l’arte.

Per ritornare ad attraversare “poeticamente” le otto “sale” della città, sono dunque a portata di mano otto occasioni, rappresentate da composizioni poetiche e da immagini dei video:

– Biblioteca Palagio di Parte Guelfa, R. M., “Nonluoghi”, 2009

– E-book Yumpu, R. M., “Pensieri in fase di decollo” ( https://www.yumpu.com/it/document/view/15748596/roberto-mosi-pensieri-in-fase-di-decollo-literary )

– E-book, R. M., “Nonluoghi”, www.Larecherche. Libri Liberi n. 28 ( https://www.larecherche.it/librolibero_ebook.asp?Id=30 )

– La Cité, Roberto Mosi e Enrico Guerrini, Nonluoghi, 2011

– Video “Nonluoghi di Roberto Mosi, poesia e fotografia”, perfomance 17.9.2009 (https://www.youtube.com/watch?v=fkUsbX_dwxo )

– Video “Roberto Mosi & Enrico Guerrini "Nonluoghi" -Mostra LibreriaCaffè LaCitè 2011: Poesie/Disegni/Poesie ( https://www.youtube.com/watch?v=q5PeroQDBFM )

– Video "Nonluoghi" di Roberto Mosi - Viaggio di un gruppo di amici nella città. Foto voci rumori poesia (https://www.youtube.com/watch?v=wTjKcWJnCkk )

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