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“Il vicolo dello scandalo”
nel quartiere di Dante Alighieri

Gruppo di fotografia "La Camera Chiara" presso la Biblioteca del Palagio d parte Guelfa.

Si è inaugurato il 17 maggio 2023 la Mostra “La città visibile. Firenze nelle pagine dei libri e nelle fotografie” a cura del Gruppo di Fotografia “La Camera Chiara di Palagio”, presso la Biblioteca Palagio di Parte Guelfa.

Nella Locandina della Mostra si legge: “Leggere per poi scattare una fotografia implica una voglia di mettersi in gioco e di giocare oltre che con la propria cultura e immaginazione, anche con le imprecisioni dei nostri ricordi: la fotografia diventa così un mezzo per veicolare le proprie emozioni agli altri.

Il lavoro iniziato l’anno scorso con il laboratorio Letteratura e Fotografia, con la mostra “L’amico ritrovato”, in cui si cercava un punto di incontro tra scrivere e fotografare, in un rimando continuo tra interno ed esterno, prosegue con la mostra “La città visibile”. L’intento è quello di entrare nelle pagine di un libro per ricavarne delle immagini che rappresentino i brani scelti da ognuno di noi. Abbiamo cercato tra la carta e il piombo e da questo fiume carsico sono emersi i ricordi, che si sono trasformati in immagini dei luoghi, delle piazze, delle vie, dei quartieri della nostra città, così “visibile” e vista, ma anche nascosta e sfuggente. Il continuo movimento tra interno ed esterno ci porta quindi nella “Città visibile”, titolo ispirato dal libro di Italo Calvino

Le città invisibili in cui Marco Polo racconta a Kublai Khan le città incontrate durante i suoi viaggi: non una semplice descrizione dei luoghi e dei loro abitanti, ma soprattutto delle emozioni provate dall’esploratore veneziano alla ricerca di qualcosa di misterioso ed emozionante.

Questo vuole essere anche lo scopo del lavoro del Gruppo di fotografia “La Camera Chiara”: cercare legami tra letteratura e fotografia. Prendendo spunto da una frase di Mallarmé: «il mondo è fatto per entrare in un bel libro», possiamo affermare che il nostro intento è quello di «…uscirne con una fotografia».”

Da parte mia, mi sono ispirato al passo del libro che ho scritto, ”Ogni sera Dante ritorna a casa”, Il Foglio Edizioni, che descrive il “Vicolo dello Scandalo”, un passaggio medievale fra due strade, via Dante Alighieri e via del Corso, oggi praticamente dimenticato ma cruciale per ricostruire un momento importante della vita del quartiere di Dante Alighieri.

Insegna della Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa.

Nel vicolo archi   con pietre tagliate alla grossa.

Uscita dal vicolo dello  Scandalo in via Dante Alighieri.

Nel vicolo il cielo è lontano.

Nel libro "Ogni sera Dante ritorna a casa" si legge (p. 85): "Poco dopo il ristorante “Pennello”, in via Dante Alighieri, si apre un passaggio nell’edificio fra i numeri civici 8 e 10, chiuso da un pesante cancello. “Conosco bene la storia di questo passaggio – ci dice Hannah – veniva nominato il vicolo dello Scandalo e fu costruito nel XIV secolo su ordine della magistratura fiorentina, per cercare di arginare l'insostenibile situazione di pericolo dovuta alla vicinanza tra le famiglie dei Cerchi e dei Donati, dalla cui rivalità erano nate le fazioni dei guelfi bianchi e neri. Queste due famiglie erano in lotta tra di loro e il fatto di avere le proprie case confinanti, faceva temere che si arrivasse al punto di abbattere i muri interni di notte, per sorprendere i nemici nel sonno. Per questo fu deliberato di separare le proprietà attraverso un vicoletto che per via della sua funzione fu popolarmente chiamato dello Scandalo. Oggi il passaggio è chiuso, sbarrato: sarebbe opportuno per i Settecento anni dalla scomparsa del poeta, approvare un progetto che preveda il recupero di testimonianze significative, anche se di poco valore, come il vicolo dello Scandalo, e un sistema di pannelli, diffuso nella città per orientare il percorso dei visitatori per le strade di Firenze.”

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