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S.E. Camillo Ballin, Vescovo d’Arabia

Camillo Ballin (1944-2020) nasce a Fontaniva (Padova) e muore a Roma dopo aver vissuto una vita da missionario in Libano, Siria, Egitto, Sudan, Kuwait, Arabia Saudita, Qatar e Bahrein. Perde la mamma Lucia quando aveva tre anni, studia nel seminario di Vicenza e poi presso i Comboniani del Cuore di Gesù a Padova, Brescia e Novara. Ordinato presbitero il 30 marzo 1969, celebra la sua prima messa a Fontaniva il 13 aprile 1969; nel 1970 inizia il suo percorso missionario. Nel 1981 torna in Egitto come professore presso l’Istituto di teologia al Cairo. Nel 1990 insegna nel Sudan, nel 1993 fa da interprete nell’incontro fra Papa Giovanni Paolo Secondo e il presidente del Sudan Omar Al Bashir, nel 2000 consegue il dottorato in Storia della Chiesa e nel 2004 pubblica due libri: The Ways of tha Spirit e History of the Church. Nel 2005 è nominato Vicario Apostolico in Kuwait, dove il 2 settembre riceve la nomina a Vescovo scegliendo il motto “In Verbo Tuo” ; dal 2011 la sua giurisdizione viene estesa all’Arabia Saudita, Qatar e Bahrein.

Vescovo Camillo Ballin.
La cattedrale “Nostra Signora d'Arabia”.

Il suo capolavoro. La Cattedrale “Nostra Signora d’Arabia” può essere considerata il testamento vivente di Mons. Camillo Ballin, in quanto resterà nella storia quale segno tangibile della sua opera durata per 50 anni in Africa e nella Penisola Arabica. Dalla posa della prima pietra, il 31 maggio 2014, è seguito un lungo iter fino al 10 dicembre 2021, quando la Cattedrale “Nostra signora d’Arabia” è stata consacrata dai suoi successori in sua memoria. Questo monumento alla fede viene quotidianamente visitato da oltre mille persone al giorno, non solo cattolici, in un solenne messaggio di dialogo, solidarietà e fraternità universale. È un’oasi di grazia nel deserto.

La Cattedrale “Nostra Signora d’Arabia” ha la forma di una tenda con una capienza di 2300 posti. Ha 2 cappelle e 2 grandi sale con spazi per le confessioni. È stata pensata da Mons. Camillo per offrire un sicuro rifugio a migliaia di immigrati, credenti cattolici originari dall’intero pianeta, in particolare dall’America Latina e dall’Asia (soprattutto dalle Filippine): questa meraviglia fiorita nel deserto, attraverso gli umani strumenti degli uomini che credono in Lui, sta manifestando l’opera miracolosa del nostro Creatore.

Capienza e magnificenza di immagini e di colori curati con arte anche nei particolari.

È un esempio di cooperazione fra il mondo islamico e quello cattolico in una terra per tanti aspetti controversa, può pertanto essere un modello da esportare in tutto il pianeta per superare i tanti conflitti causati da interessi diversi. E’ incredibile cosa ha fatto questo uomo nato a Fontaniva, e diventato cittadino del mondo, attraverso un paziente ed umile lavoro di tessitura per acquisire la fiducia del Re del Bahrein, Hamad Bin Isa bin Saman Al Khalifa, ottenendone una fraterna amicizia, passaporto unico per realizzare questo sogno: un’impresa grandiosa che resterà nella storia.

“Nella foto un giovane “Padre Camillo” che insegna in una precaria scuola nel deserto del Sudan. La sua attività di Insegnante è una costante della sua missione in Africa (Egitto e Sudan), dirigerà a Il Cairo anche il “Dar Comboni” accogliendo molti studenti stranieri e anche italiani in corsi per un dialogo con il mondo arabo”.

Fa da interprete nell’incontro fra Papa Wojtyla e il Presidente del Sudan Omar Al Bashir.
Mons. Camillo Ballin era molto apprezzato per il suo equilibrio, la sua competenza e la sua conoscenza del mondo arabo, tanto da essere spesso chiamato in Vaticano con compiti diplomatici e come interprete.

È sepolto nel cimitero di Fontaniva (PD)

Il Vescovo Camillo Ballin VIVE IN CHI LO AMA
Il suo IO INVISIBILE si trova nel cuore di tutte le persone che lo amano.

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