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Altri tempi

XIV Rassegna Editoria Abruzzese
Pescara - 2009

Si è tenuta a Pescara, dall’11 al 17 Settembre 2009, presso il Museo delle Genti d'Abruzzo, la XIV Rassegna dell'Editoria Abruzzese, edizione questa dedicata alla città dell’Aquila ferita dal sisma. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Editori Abruzzesi con i patrocini della Presidenza del Consiglio Regionale dell’Abruzzo e del Museo delle Genti d'Abruzzo, in collaborazione con la Libreria Libernauta e la Comunità LAAD.

In questo ambito, martedì 15 settembre 2009 nell’Auditorium Petruzzi del Museo delle Genti, Daniela Quieti ha presentato il libro Altri tempi, Tracce. Sono intervenuti Fabrizio Rapposelli, Assessore alla Cultura della Provincia di Pescara ed Elena Seller, Assessore alla Cultura del Comune di Pescara. Ha relazionato il poeta e critico letterario Ubaldo Giacomucci e ha coordinato Nicoletta Di Gregorio, poetessa, Presidente dell’Associazione Editori Abruzzesi e delle Edizioni Tracce.

da sx: Nicoletta Di Gregorio, Fabrizio Rapposelli, Elena Seller, Daniela Quieti, Ubaldo Giacomucci.

L’opera letteraria è una raccolta di racconti che l’autrice dedica alle genti di altri tempi alla “loro tempra fiera, alla vita austera, alla saggezza antica e alla fatica con cui hanno saputo tramandare, nel solco della storia, tra le guerre, i valori morali sempre presenti nel segreto delle loro radici”.

Dalla Prefazione di Giulio Panzani (Poeta, Critico letterario, Giornalista)

Si ha una strana percezione, sfogliando queste pagine, quasi che dalle immagini evocate dall’autrice nel riproporre un tempo virtuale scaturiscano suoni, colori, odori altrimenti dissolti e qui indispensabili alla compiutezza di una narrazione che non è solo descrittiva bensì un percorso attraverso il quale si opera un ricongiungimento delle vicende di un mondo, di un’epoca, con un’individualità - quella appunto di Daniela Quieti - che vi attinge le ragioni dell’anima.

Per comprendere pienamente le valenze espressive dei diversi capitoli, certo non casuali nel loro succedersi, occorre rifarsi all’interpretazione soggettiva di una storia nella quale la metamorfosi delle cose rappresentate alimenta sia un’introspezione accorata che una potenzialità emotiva. Come dire, cioè, che l’autrice si aggira sia pure in punta di piedi e con un tono pittorico estremamente delicato oltre i limiti delle parole per strappare loro il senso del vivere e per stemperare le proprie attese nell’altrui vocazione al sacrificio e ad un destino indiscusso dal piglio quasi verista”.

Dalla postfazione in quarta di copertina di Ubaldo Giacomucci (Direttore editoriale delle Edizioni Tracce)

Daniela Quieti ci offre racconti brevi ed emblematici dalle trame suggestive, a volte dal sapore familiare, pervase da un’aura di passato e di tradizioni che ne rende più coinvolgenti i contenuti.

In questo modo i ricordi d’infanzia vengono trasfigurati su un piano letterario realistico e coerente, che suggerisce al lettore il confronto con i nostri tempi, così diversi sia sul piano socio-culturale che su quello etico-esistenziale.

Non si tratta, però, di semplice nostalgia, perché l’Autrice fa emergere volutamente una tensione narrativa all’interno dei singoli racconti che ne riscatta il tessuto descrittivo in un contesto più ampio.

La silloge di racconti si mostra così stranamente organica, anche se legata a tematiche esistenziali e a storie diverse, ricche di sfumature espressive.

Si tratta di un’opera narrativa particolarmente godibile proprio per il sapore di vita vissuta che riesce a trasmettere, oltre che per lo stile scorrevole, ma anche spigliato e comunicativo”.

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