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Pescara
Dia-loghi in Biblioteca 2014

Quel che resta del tempo

Giovedì 6 marzo 2014, presso la Sala Figlia di Jorio della Provincia di Pescara, gremita di pubblico e di note personalità del panorama culturale abruzzese, è stato presentato il libro di narrativa Quel che resta del tempo della scrittrice e giornalista Daniela Quieti.

L’appuntamento si è inserito nell’ambito della rassegna Dia-loghi in Biblioteca 2014, un apprezzato ciclo di incontri pubblici organizzati dalla Biblioteca Provinciale di Pescara e promossi dall'Assessorato alla Cultura della Provincia di Pescara..

Tavolo degli organizzatori della manifestazione.

Dopo i saluti istituzionali ha introdotto l’iniziativa Enzo Fimiani, direttore della Biblioteca Provinciale, e ha coordinato lo storico Licio Di Biase. Le letture sono state a cura dalla scrittrice Vittorina Castellano.

L’opera Quel che resta del tempo (Ibiskos Ulivieri) con prefazione di Aldo Forbice, ha vinto il Premio Cultura e Territorio del 9° Concorso Internazionale Autori per l’Europa, si fregia della bandierina europea ed è stata inviata agli Istituti Italiani di Cultura d’Europa oltre che alle più note fiere librarie.

Sala Figlia di Jorio della Provincia di Pescara.

Si tratta di una selezione di testi ispirati a memorie individuali e collettive in cui natura, liturgie e tradizioni, soprattutto abruzzesi, si fondono in un unico grande patrimonio culturale denso di saggezza e istinto di sopravvivenza, di valori della civiltà contadina, della dignità e dei diritti umani.

Come scrive Forbice nella prefazione al testo: “I particolari, la microstoria, talvolta colpiscono più della narrazione dei grandi eventi. Daniela Quieti dimostra in queste “storie” di dedicare molto spazio alla riflessione. Lo fa anche quando ricostruisce la fantastica storia della “Madonna del fuoco”, dove svela i costumi e la cultura di un’antica immigrazione in Abruzzo di contadini romagnoli o quando trascrive e cerca di spiegare antichi detti popolari, la religiosità contadina e le storie popolari antiche che si tramandavano di madre in figlia. E proprio questa analisi antropologica dell’autrice della realtà sociale dell’Abruzzo che rende questo libro di grande interesse, stimolante e, in alcune parti, veramente affascinante. Lo stile giornalistico rende queste pagine straordinarie e coinvolgenti”.

Nel testo scritto dalla Quieti sono menzionate alcune patriote pescaresi del periodo risorgimentale, le quali, pur non presenti nell’elenco dei reclusi nel durissimo carcere borbonico dell’epoca, in quanto la legislazione prescriveva per le donne l’espiazione della condanna in ordinari reclusori invece che in bagni penali maschili, ebbero un ruolo rilevante nella formazione della nuova coscienza nazionale.

Daniela Quieti autrice del libro Quel che resta del tempo presentato nell'occasione.

Opera dell'artista Luigi Baldacci che rappresenta le patriote abruzzesi dell'Ottocento,

In sintonia con tale argomento è intervenuto alla presentazione l’artista Luigi Baldacci, autore del quadro “Le donne patriote abruzzesi”, esposto e commentato nell’occasione dalla dott. arch. Maria Pellicciotta.

Il dipinto in acrilico raffigura le patriote Rosa Cipollone, ritratta su uno sfondo marino, e Maria Antonietta Brandolini, su uno montano. Al centro è rappresentato un elemento che simboleggia il potere esercitato dai Borboni e, sulla sommità, lo stemma degli stessi con una maglia della catena spezzata e in procinto di crollare. Le due donne, sofferenti nel volto, collaborano alla liberazione con le forche, arma propria dei contadini. Al di sotto sono riprodotte la lumaca marina e quella di terra, figure importanti nell’iconografia antica per i tanti significati allegorici connessi.

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