Servizi
Contatti

Eventi



La Terra salvata dai giovani

Domenica 26 settembre 2010 ad Empoli (Firenze) nel Chiostro degli Agostiniani si è svolta la cerimonia di premiazione della XIV edizione del Premio Città di Empoli - Domenico Rea, evento organizzato dal “Circolo poeti e scrittori” della Ibiskos Ulivieri in collaborazione con la rivista culturale “La Ballata” di Livorno, l'Associazione musicale contemporanea di Pisa, Assoartisti di Roma, la Compagnia italiana diretta da Maurizio Scaparro e la Fondazione Ignazio Silone capeggiata dal presidente Aldo Forbice.

Quest'anno per la prima volta è stato introdotto un premio speciale per il giornalismo ed anche «La Nazione» ha avuto il suo ruolo, collaborando alla selezione dei vincitori.

Daniela Quieti premiata dalla Giuria del premio “Città di Empoli - Domenico Rea 2010”.

Circa duecentocinquanta i concorrenti provenienti — come da tradizione di questo importante premio — da ogni parte d'Italia e dall'estero, che hanno preso parte all'iniziativa misurandosi nelle quattro sezioni presenti: Racconto breve, Poesia sui diritti umani, Inediti per cinema, teatro e televisione ed Articolo giornalistico. Oltre alla giuria formata da Andrea Spini, Giuliana C. Matthieu, Vera Franci Riggio, Arturo Molinari, Carla Lombardi con Anna Maria Rea presidente, e Alessandra Ulivieri segretaria e ideatrice, il Premio si è avvalso della collaborazione e supervisione dello scrittore e conduttore Aldo Forbice per la sezione Poesia sui diritti umani, del regista Ugo Gregoretti per gli Inediti per cinema, teatro e televisione e del caposervizio de «La Nazione» di Empoli Alberto Andreotti per la sezione Articolo di giornale. (testo liberamente tratto dal quotidiano “La Nazione” del 20 settembre 2010)

Alberto Andreotti, caposervizio de “La Nazione”, premia Daniela Quieti, vincitrice con l'articolo giornalistico sulle politiche ambientali

Vincitrice della sezione D “Articolo giornalistico” sul tema: “Salviamo il mondo, politiche corrette per I'ambiente”, Daniela Quieti di Pescara con l'articolo riproposto di seguito:

Papà, Mamma, in che mondo vivrò? Ci mancava solo la catastrofe provocata dall'avaria della piattaforma Bp per accrescere la drammaticità dell'inquinamento del nostro habitat e di quello degli animali. «Cronaca di una tragedia annunciata», si potrebbe dire! E come reagiscono gli Stati? Cosa fanno le Nazioni Unite? Discutono! Firmo, non firmo il trattato internazionale? Al Gore dice cose giuste o è un pessimista visionario? La caccia alle balene danneggia l'ecosistema?Che ce ne importa se le rondini o le api diminuiscono! L'importante è che abbiamo energia, che stiamo caldi, che viaggiamo sempre più velocemente? che andiamo su Marte... «Eh, no! Se va avanti così, come finirà!» cantava Celentano molti anni fa. E, purtroppo, le sue profezie si avverano. Non c'è bisogno di scomodare Einstein (le api) o Nostradamus (Chernobyl) a seconda delle preferenze. Basta il senso comune, l'intelligenza comune. La verità è che neppure gli scienziati sono d'accordo fra loro Non c'è un "pensiero univoco" sulla gravità della situazione e sui rimedi.

La classe dirigente mondiale sta mostrando a sua incapacità a governare gli aspetti negativi del progresso tecnologico. Altro che sviluppo sostenibile! E allora: che fare? Non ci resta che piangere? No, non siamo così scoraggiati e disperati! Vogliamo reagire a questo teatrino delle politiche mondiali scorrette sull'ambiente. Come? Non credo che bastino i soliti gommoni gialli all'assalto delle baleniere... i soliti idranti che li respingono. Sono immagini che vediamo in tv da decenni... e la situazione è cambiata, semmai, in peggio... La difesa del pianeta non è (non deve essere) un problema di destra o di sinistra. Ci vuole, forse, una rivoluzione culturale che punti sui giovani, che, cominciando dalle scuole elementari, insegni ad essi, con ostinazione martellante, il rispetto per l'ambiente in cui siamo nati e che ci circonda, le cose giuste da fare e quelle non giuste da evitare. Loro, i giovani, saranno la nuova classe dirigente. Si guarderanno intorno e diranno: «ma cosa stiamo facendo?... stiamo distruggendo il Creato... l'aria, il mare, il verde, gli animali, noi stessi. Cosa stiamo preparando per i nostri figli?» E allora si preoccuperanno e metteranno in atto politiche corrette per l'ambiente. Nasceranno generazioni che saranno sintonizzate con la natura, che capiranno che le «bestie non sono così bestie come si pensa», che dobbiamo fare dei sacrifici per loro se vogliamo amarle, che la civiltà è «verità, bellezza, avventura, arte pace ».

Il pubblico presente alla cerimonia di premiazione.

articolo


ultimi articoli
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza