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Edison BookSquare
Vivi La Tua Piazza

a Pescara

Nei mesi di giugno, luglio e agosto 2010, la Libreria Edison ha organizzato a Pescara la Rassegna Edison BookSquare - Vivi La Tua Piazza, un percorso editoriale di qualità allestito all’aperto nella cornice di Piazza della Rinascita, con i patrocini del Comune di Pescara e dell’Assessorato alla Cultura. La zona, più conosciuta come Piazza Salotto, è l’anima della città, oltre che collegamento al lungomare tramite la fontana La Nave dello scultore Pietro Cascella.

In questo contesto, nel periodo estivo si è svolto un fitto calendario quotidiano di eventi culturali di rilievo nazionale e internazionale. L’iniziativa ha ospitato numerose presentazioni di libri, incontri con autori italiani e stranieri e appuntamenti musicali dal vivo, con l’intento di promuovere la lettura in modo diretto, inusuale e gratuito.

da sx: Daniela Quieti, Bibiana La Rovere, Nicoletta Di Gregorio e Marco Tornar.

Mercoledì 4 agosto 2010, alle ore 18.30, nell’area stand della manifestazione, si è tenuto, a cura delle Edizioni Tracce, il Dialogo - Intervista con le poetesse Nicoletta Di Gregorio, Bibiana La Rovere e Daniela Quieti, condotto dallo scrittore e critico letterario Marco Tornar.

Le autrici, tutte voci poetiche abruzzesi ma ognuna testimone di una personale e originale cifra stilistica, hanno parlato delle loro ultime pubblicazioni.

da sx: la scrittrice Giusy Cafari Panico, presente all’evento, Bibiana La Rovere, Daniela Quieti, Nicoletta Di Gregorio e Marco Tornar.

Nell’occasione Daniela Quieti ha presentato il libro Uno squarcio di sogno, prefazione di Aldo Onorati, introduzione di Ubaldo Giacomucci, e postfazione di Giulio Panzani. L’opera ha vinto significativi riconoscimenti in numerosi premi letterari.

da sx: la scrittrice Cinzia Maria Rossi, presente all’evento, Bibiana La Rovere, Daniela Quieti e Nicoletta Di Gregorio.

Dalla Prefazione di Aldo Onorati:

C’è, nella tessitura poetica di Daniela Quieti, una morbidezza orchestrale che si coniuga con la chiarità espressiva, ove il dialogo ideale con l’attore comprimario della narrazione si fa concretezza di espressione, evitando i concettismi tanto cari ai nostri giorni in cui la mancanza di ispirazione nutre la ragioneria della parola…

Per Daniela Quieti il discorso cambia, perché la poetessa ha saputo trovare la sua cifra espressiva aderente, per cui nulla appare forzato… Amore è la parola-chiave. Ma l’originalità di questa silloge, tra l’altro, sta nel non definire l’amore, bensì nel darne il senso contraddittorio, liberatorio, di sogno e di “disillusa speranza”. Ma con grande forza vitale, senza perdere un battito semantico.

Dall’Introduzione di Ubaldo Giacomucci:

Il ritmo serrato, la coerenza stilistica, la tensione espressiva concorrono alla realizzazione di una raccolta di poesie che superano il tradizionale concetto di poesia d’occasione per testimoniare una dimensione esistenziale della ricerca poetica, con una verve di cui la poesia contemporanea ha più che mai bisogno. Scrittura poetica di valore, dunque.

Dalla Postfazione di Giulio Panzani:

L’autrice parla di se stessa col sigillo di una solitudine che supera i confini di una storia per sopravvivere in una dimensione sospesa fra cielo e terra, diversa cioè da quella comunemente intesa da chi cerchi nei suoi labirinti, compagna ineludibile della libertà delle attese consapevoli, a loro volta, dell’impossibilità di andare oltre l’orizzonte. Un luogo indefinito, quest’ultimo, laddove ogni confine sembra dapprima raggiungibile e si fa, poi, di volta in volta più lontano fra allusioni e rimandi che si nutrono di malinconia. È un intimismo segnato da ferite profonde, quello di Daniela Quieti, ma compiuto stilisticamente nel rapporto fra simboli e miti e che consente di lasciare da parte l’unità metrica per realizzarsi in quella linguistica sorretta da scelte personalissime e di sicura efficacia.

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