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16a Edizione del Premio di Poesia
Anni d'Argento memorial Anna Tantalo

Vedute di Guardiagrele.

Domenica 24 ottobre 2010, presso il Salone Comunale di Guardiagrele, uno fra i borghi più belli d'Italia in provincia di Chieti, famoso per gli artigiani del ferro e del rame, si è svolta la cerimonia conclusiva della 16a Edizione del Premio di Poesia Anni d'Argento memorial Anna Tantalo.

L’evento è stato organizzato dall'Associazione Pensionati Guardiesi, presieduta da Claudio Colasante, con la collaborazione del Comune di Guardiagrele.

Alla presenza di un folto e interessato pubblico, dopo l’intervento del Sindaco Sandro Salvi, la Giuria, composta dal prof. Valerio Baldassarre, dott. Mario D’Alessandro, prof. Luca Paolucci, prof. Massimo Pasqualone e dal poeta e magistrato Italo Radoccia, segretario Giuseppe Quintiliani, ha assegnato il primo premio della sezione libro edito di poesia, presieduta da Massimo Pasqualone, alla scrittrice e giornalista Daniela Quieti per il volume Uno squarcio di sogno, prefazione di Aldo Onorati, introduzione di Ubaldo Giacomucci e postfazione di Giulio Panzani, Edizioni Tracce.

Il momento della premiazione di Daniela Quieti.

Successivamente alla premiazione di Daniela Quieti.

La serata, condotta da Massimo Pasqualone, con la partecipazione dell'attrice Bruna D'Angelo la quale ha declamato brani dalle opere vincitrici, è stata allietata dalla Corale Guardiese che si è esibita in un pregevole repertorio di canti locali e regionali.

I premi distribuiti sono stati particolarmente apprezzati in quanto costituiti anche da opere in ceramica dell’artigianato locale. La manifestazione si è conclusa con un gustoso buffet a base di specialità e vini tipici, molto graditi.

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Dalla Prefazione di Aldo Onorati:

C’è, nella tessitura poetica di Daniela Quieti, una morbidezza orchestrale che si coniuga con la chiarità espressiva, ove il dialogo ideale con l’attore comprimario della narrazione si fa concretezza di espressione, evitando i concettismi tanto cari ai nostri giorni in cui la mancanza di ispirazione nutre la ragioneria della parola…

Per Daniela Quieti il discorso cambia, perché la poetessa ha saputo trovare la sua cifra espressiva aderente, per cui nulla appare forzato… Amore è la parola-chiave. Ma l’originalità di questa silloge, tra l’altro, sta nel non definire l’amore, bensì nel darne il senso contraddittorio, liberatorio, di sogno e di “disillusa speranza”. Ma con grande forza vitale, senza perdere un battito semantico.

Dall’Introduzione di Ubaldo Giacomucci:

Il ritmo serrato, la coerenza stilistica, la tensione espressiva concorrono alla realizzazione di una raccolta di poesie che superano il tradizionale concetto di poesia d’occasione per testimoniare una dimensione esistenziale della ricerca poetica, con una verve di cui la poesia contemporanea ha più che mai bisogno. Scrittura poetica di valore, dunque…

Dalla Postfazione di Giulio Panzani:

L’autrice parla di se stessa col sigillo di una solitudine che supera i confini di una storia per sopravvivere in una dimensione sospesa fra cielo e terra, diversa cioè da quella comunemente intesa da chi cerchi nei suoi labirinti, compagna ineludibile della libertà delle attese consapevoli, a loro volta, dell’impossibilità di andare oltre l’orizzonte. Un luogo indefinito, quest’ultimo, laddove ogni confine sembra dapprima raggiungibile e si fa, poi, di volta in volta più lontano fra allusioni e rimandi che si nutrono di malinconia. È un intimismo segnato da ferite profonde, quello di Daniela Quieti, ma compiuto stilisticamente nel rapporto fra simboli e miti e che consente di lasciare da parte l’unità metrica per realizzarsi in quella linguistica sorretta da scelte personalissime e di sicura efficacia.

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