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Quel che resta del tempo
di Daniela Quieti

 

alle “Giubbe Rosse” di Firenze

Nel pomeriggio di martedì 9 luglio 2013, a Firenze, presso lo storico Gran Caffè Le Giubbe Rosse in Piazza della Repubblica, nell’ambito dell’iniziativa Incontro con gli Autori organizzata dal Circolo Poeti e Scrittori e dalla casa editrice Ibiskos Ulivieri di Empoli, si è tenuta la presentazione del libro di narrativa Quel che resta del tempo di Daniela Quieti, prefazione di Aldo Forbice, Ibiskos Ulivieri 2013.

da sx: Daniela Quieti, Rosario Bevacqua, Alessandra Ulivieri e Aldo Forbice.

L’opera, inserita nella collana Le zagare di cui fanno parte noti autori, ha vinto da inedita il Premio Cultura e Territorio del 9° Concorso Internazionale “Autori per l’Europa”.

Intervento di Daniela Quieti.

Daniela Quieti e Rosario Bevacqua.

Al partecipato evento sono intervenuti in qualità di relatori l'avvocato Rosario Bevacqua, il giornalista e scrittore Aldo Forbice e l’editore Alessandra Ulivieri.

Il giornalista e scrittore Jacopo Chiostri ha introdotto l’appuntamento portando il saluto del caffè letterario Le Giubbe Rosse, crocevia dei maggiori esponenti delle più significative tendenze culturali e artistiche del novecento.

da sx: Rosario Bevacqua, Alessandra Ulivieri, Aldo Forbice e Lia Bronzi.

da sx: Daniela Quieti, Rosario Bevacqua e Alessandra Ulivieri.

Come da programma, la scrittrice e critico letterario Lia Bronzi, presidente della Camerata dei Poeti di Firenze, ha proposto in anteprima il volume antologico Voci Fiorentine, curato dalla stessa e che vedrà la pubblicazione nel prossimo autunno per i tipi della Ibiskos Ulivieri. La Bronzi ha poi illustrato le finalità del prestigioso sodalizio che si occupa della poesia contemporanea dando voce ad autori affermati ed emergenti.

Aldo Forbice legge brani da Quel che resta del tempo.

da sx: Carla Lombardi e Daniela Quieti.

Nel contesto dell’incontro sono state presentate anche le opere poetiche Cuscino di madreperle di Tamara Morelli e Il tenero e fragile silenzio di Francesco Terrone; inoltre sono state declamate liriche da Tra l’aspettar del tempo e il morir del giorno del giovanissimo Roberto Orlandini.

Fra il pubblico in sala erano presenti illustri personalità del panorama intellettuale fiorentino, tra cui Anna Balsamo, vice presidente della Camerata dei poeti di Firenze, Duccia Camiciotti, Anna Maria Guidi, Carla Lombardi, Maria Grazia Maramotti, don Emanuele Andreuccetti.

L’editrice Alessandra Ulivieri ha messo in risalto il connubio con Le Giubbe Rosse che rientra nelle scelte editoriali di una dinamica e più ampia promozione delle opere dei propri autori.

L’avvocato Rosario Bevacqua, penalista del processo al “mostro di Firenze”, ha ricondotto l’uditorio alle vicende giudiziarie del caso offrendo rilevanti spunti di riflessione sociologica e legale.

Foto di gruppo, da sx: Tamara Morelli, Duccia Camiciotti, Maria Grazia Maramotti, Anna Maria Guidi, Lia Bronzi, Anna Balsamo, Roberto Orlandini, Daniela Quieti, Alessandra Ulivieri, Rosario Bevacqua e Aldo Forbice.
Scorci della sala.

Il giornalista Aldo Forbice nel presentare Quel che resta del tempo ha evidenziato il riconoscibile filo rosso che lega i racconti di Daniela Quieti: la lotta alla violenza, la tutela della dignità e dei diritti umani, con un occhio particolare alle donne, vittime designate dei soprusi e dei privilegi maschilisti. Come pure, insieme a questo messaggio politico e sociale, ne ha indicato i valori ritrovati della civiltà contadina, senza per questo auspicare un ritorno al passato, peraltro impossibile. Del passato si conservano e si riscoprono gli umori, gli odori, i sentimenti, oggi troppo spesso dimenticati o svaporati o confusi con la frivolezza e la leggerezza.

La lettura di alcuni brani dal testo fatta da Aldo Forbice ha riconfermato la dimensione spirituale di Quel che resta del tempo in contrapposizione ai falsi e cinici stereotipi dell’attualità.

Daniela Quieti.

Un momento della presentazione.

Daniela Quieti, nel suo intervento, ha ringraziato vivamente i presenti per la condivisione letteraria e umana di una transumante abruzzesità, evocatrice di dannunziana fiorentinità e del fascino di un passato, indelebile nella memoria individuale e collettiva, in cui natura e liturgia si fondono in un unico, grande patrimonio culturale denso di saggezza e istinto di sopravvivenza.

L’incontro si è concluso con un ottimo aperitivo cenato.

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