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“Amaro fu l’amore radiosa la sua idea”
                a Edoardo Sanguineti


Morphing sentimentale
di Canio Loguercio

Oltre 50 poeti per una maratona di 10 giorni di letture di “Suppliche d'amore” alla quinta edizione del Festival Teatri di Vetro e ballo finale con gli anziani della Garbatella

Roma 19/28 maggio 2011 – Teatro Palladium e spazi urbani della Garbatella

“Amaro Ammore” (questo il titolo del progetto che Canio Loguercio ha presentato al Festival “Teatri di vetro 2011”) s’è posto come il primo raduno poetico itinerante in Italia per la condivisione di “suppliche d’amore”. Un network, una performance, un happening, un concerto, un reading-live, un festival, un rito collettivo che ha coinvolto poeti, musicisti, artisti, associazioni di quartiere: Antonello Matarazzo (immagini video), Paolo Modugno (audio live mixing) in collaborazione con NUfactory - Controchiave - Centro Anziani Pullino - Centro Studi Danza di Maria Luce Enna - Hagape2000 e con Lìnfera, Silenzi in forma di poesia, in pensiero, LaRecherche.it, Festival Rifrazioni e Bianca Madeccia & Antonietta Tiberia.

Si è cominciato l’1 maggio con la raccolta delle “suppliche” in giro per Roma: 18 taniche realizzate dall’artista Vittorio Formisano, collocate in luoghi strategici della città, che son servite a raccogliere i testi di tutti coloro che hanno voluto partecipare (dunque non solo poeti) anche inviando il proprio contributo poetico (testo o audio). Poi dal 19 al 27 maggio ogni sera dalle 21.30 alle 23.30, in una stanza della Villetta alla Garbatella, trasformata in una sorta di “supplicario” dall’artista Formisano, circa 50 poeti si sono alternati nella lettura delle loro poesie d’amore: una vera e propria maratona.

I poeti che hanno partecipato sono: Vittorio Formisano, Jonida Prifti, Francesco Forlani, Marco Simonelli, Gian Piero Stefanoni, Francesco Nigro, Marino Santalucia, Maria Grazia Calandrone, Marcello Tagliente, Rita Florit, Giuseppe Boy, Rita Iacomino, Leopoldo Attolico, Michele Fianco, Marco Righetti, Massimo Pacetti, Marzia Spinelli, Cinzia Marulli, Sonia Cincinelli, Antonietta Tiberia, Leda Palma, Maurizio Soldini, Donatella Mei, Lucianna Argentino, Faraòn Meteosès, Marco Palladini, Nerina Garofano, Roberto Raieli & Lucia Staccone, Leili Galehdaran, Sonia Gentili, Alessia Fava, Sara Davidovics, Luciana Vasile, Pietro Secchi, Bianca Madeccia, Anita Napolitano.

La manifestazione s’è conclusa il 28 maggio, nel lotto antistante la Villetta, con le canzoni appassionate di Canio Loguercio, una decina di altri poeti, vari musicisti, alcuni dei ragazzi di Hagape 2000 (Associazione che si occupa dei giovani disabili del quartiere) e ballo finale col Centro Anziani della Garbatella, curato dal Centro Studi Danza di Maria Luce Enna.

A questa serata (con Paolo Modugno al live mixing) hanno partecipato i poeti Maria Grazia Calandrone, Franco Buffoni, Gabriele Frasca, Tommaso Ottonieri, Gilda Policastro, Bianca Madeccia, Antonietta Tiberia, Lidia Riviello, Roberto Alessandrini, Roberto Raieli, Pietro Secchi, Mario Lunetta e i musicisti Rocco De Rosa (piano), Alessandro D’Alessandro (organetto), Alfonso D’Amora (chitarre), Antonio Franciosa (percussioni), Pasquale Innarella (fiati) e Simona Galeano (clarinetto), Alessia Alacevich (sax contralto), Annalisa Marianecci (sax tenore), Michela Lombardozzi (sax baritono), del gruppo Stacchi a Spillo.

Le immagini proiettate erano del video artista Antonello Matarazzo.

° ° °

“Amaro Ammore” è il titolo di una mia canzone inedita.

Ma “Amaro Ammore” è anche un modo per incontrarsi e provare a ‘praticare poesia’.. confondersi l’uno nell’altro e tentare di riconoscersi nelle parole e nei sentimenti di chi ti sta intorno. E’ un gioco popolare in cui non c’è alcuna distinzione di ‘rango’: poeti, musicisti, artisti si mescolano con tutti coloro che vi prendono parte. Non c’è un ‘pubblico’, ci sono solo dei partecipanti e ognuno è protagonista e portatore della propria esperienza poetica.

“Amaro Ammore” è un’intima e al contempo condivisa preghiera d’amore collettiva, è l’esposizione di un campionario di ‘suppliche’ che si inseguono, si sovrappongono e si includono l’una nell’altra – come in un impasto – fino a prendere forma in un unico e struggente canto d’amore.

Perché “Amaro Ammore” non è che una semplice canzone.

Canio Lo guercio

Gian Piero Stefanoni

Venendoti incontro

Averti sempre nuda per casa,
è questo il mio indizio di stagione;
l’alberatura fresca nel cortile
che mi schiude solleticando la mano.

Scava la mia lingua una lingua distesa,
nel lampo del giorno che reclama
il suo istante, Eva o Anna raccolte
nel fremito del riccio rapito: Eva o Anna

raccolte, nella mela giustamente riappresa.


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