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Scoprendo Sebastiano Schiavon
tra parole e musica (1883-1922)

Così Ponte san Nicolò (Padova), oggi 30 gennaio 2022, ricorda a cento anni dalla morte, Sebastiano Schiavon, onorevole, presenza da riscoprire qui nel luogo della sua nascita, per l’ innata fedeltà ai principi di solidarietà cristiana. L’incontro si apre con l’inno di Mameli primo intervento musicale di Sara Fanin soprano, Enrico Masiero tenore e Davide Fagherazzi pianista. Gruppo ormai collaudato nelle varie manifestazioni organizzate dal Centro studi onorevole Sebastiano Schiavon. Dopo un momento di commozione generale il sindaco Martino Schiavon e l’ assessore alla cultura Catia Zoppello salutano i presenti già evidenziando la vocazione di Schiavon ad essere interprete delle rivendicazioni sociali e dell’opportuna partecipazione dei cattolici alla vita pubblica.

Silvia Schiavon

Luca Schiavon

Daniela Borgato, storica locale, descrive la situazione a Ponte San Nicolò nei primi due decenni del ‘900 con l’inaugurazione, nel 1913, del grande ponte di ferro sul Bacchiglione, importantissimo per l’economia agricola e industriale, periodo in cui Schiavon inizia e consolida la sua attività politico-sociale. Interviene poi Massimo Toffanin, autore del saggio storico Sebastiano Schiavon lo strapazzasiori e presidente del Centro studi, illustrando la vita e le opere nel campo sindacale e politico di Sebastiano anima, con la guida del vescovo Luigi Pellizzo, di un gruppo di giovani progressisti e generosi: Don Restituto Cecconelli, Cesare Crescente, Gavino Sabadin, Rinaldo Pietrogrande e Giuseppe Dalla Torre che maturano l’esigenza di servire il popolo in anni di cambiamento. La loro comune opera si realizza in vari modi.

Marco Toffanin e Daniela Borgato

Marco Toffanin

In particolare si evidenzia il giovane Sebastiano Schiavon che si dedica, con l’Ufficio cattolico del lavoro, alle problematiche dei contadini, mezzadri, operai in difesa dei loro diritti anche con i primi scioperi cattolici, la costituzione di cooperative e la fondazione del primo Sindacato veneto dei lavoratori della terra. Strapazzasiori è chiamato, scelta evangelica dalla parte degli indifesi. Le testimonianze lette dai pronipoti Olivia, Silvia, Luca Schiavon e Marco Toffanin, di suoi scritti sono incisive, accompagnate da romanze e stornelli dell’epoca. Eletto, nel 1910, consigliere comunale a Legnaro, Saonara, Ponte San Nicolò e provinciale a Padova, nel 1913 risulta il più giovane onorevole della XXV legislatura appartenente al gruppo dei cattolici deputati. Viene rieletto nel 1919 in Parlamento nella lista del Ppi di cui è cofondatore, sempre ricercando un equilibrio sociale. Nel maggio del 1921 non viene più presentato alle elezioni politiche, abbandonato per il mutare degli eventi dai suoi stessi compagni di fede.

Il 30 gennaio 1922 a Padova, lasciando moglie e quattro figli piccoli, muore a soli 38 anni.

Massimo Toffanin e Martino Schiavon

Olivia Schiavon

Le note dolenti il Piave mormorò.. come un singhiozzo in quell’autunno nero.. fanno rivivere racconti, storie, vicende del passato, memoria sempre presente. Dal susseguirsi piacevole di musica, letture, storia alternate, emerge a tutto tondo la figura di Schiavon come uomo colto e generoso, operante in un contesto di amici uniti dallo stesso ideale, consapevoli delle loro origini, input al loro impegno nella vita pubblica. Palpabile l’attenzione del pubblico tra cui molti nipoti e alcuni membri del comitato scientifico del centro studi. Comune è il desiderio di ricreare in questo nostro difficile tempo la testimonianza dell’ on. Schiavon con l’auspicio che il suo ricordo divenga incitamento all’azione e che la sua personalità sia di esempio per una formazione politica nuova.

Il tutto è condotto da Marco Toffanin.

Gruppo relatori al centro e gruppo musicale.

Testo di Bruna Barbieri Perin
Foto di Valentina Dombrovska

Per saperne di più www.onorevoleschiavoncentrostudi,it e www.literary.it

Poesia della nipote Maria Luisa Daniele Toffanin letta a conclusione dell’incontro:

Materna mia radice
che ti stringevi dentro storia
di terra faticata dai tuoi padri
e quell’indomito spirito
d’evangelico guerriero
nel sogno d’un vivere a tutti redento,
tu per troppe lune smemorato,
ora rinasci in tessere sparse
da lui ricomposte
devoto al tuo vero.
Nel mosaico italico
in veneti eventi pulsanti
al fremito sociale
al gemito mondiale,
arditi brillano i tuoi occhi
gemme d’etica luce
fuoco d’anima accesa sempre
in offerta di sé
per il pane dell’altro più offeso.
Quasi volo il tuo attimo
incise cieli di bianchi ideali
oltre miopi orizzonti.

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