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Poesia performativa e multimediale 2008/2009

a cura di Liliana Ugolini
in collaborazione con:
la "Biblioteca Marucelliana"
"Pianeta Poesia" diretto da Franco Manescalchi
ospitati presso il
Caffè Storico Letterario "Giubbe Rosse" di Firenze

se non indicate diversamente
le foto sono di
Marco Zoli

Martedì 16 Giugno 2009 dalle ore 19 alle 21
Biblioteca di Palagio di Parte Guelfa

Alessandra Borsetti Venier
“Negli anni 80”: schegge di un percorso interdisciplinare

Fondazione di Morgana edizioni e collaborazioni artistiche.
Diapofania e performance “ Il corpo per scrittura”

con un brindisi inconsueto

Alessandra Borsetti Venier è nata a Sacile, nel Friuli, ma vive a Firenze da più di trent’anni. Artista multimediale si è occupata, dalla fine degli anni Sessanta, di teatro e performance. Negli anni Settanta ha presentato le sue opere (scultura, fotografia, performance) in gallerie e spazi pubblici sia in Italia che all’estero. Dal 1977 ha prodotto con il compagno e artista Carlo Fabre, numerose mostre ed eventi fino al 1995, anno della scomparsa del grande fotografo.

Nel 1985 ha fondato la casa editrice "Morgana Edizioni" divenendo così artista-editore, e continuando a fare arte in forma di libro. Nel 1992 ha aperto a Pontassieve (Fi) “La Barbagianna: una Casa per l’Arte Contemporanea” dove, ogni anno, cura la Rassegna “Incontri Multimediali” che comprende mostre, installazioni, spettacoli, con la presentazione di editori e autori, e di edizioni di libri d’artista. Le sue pubblicazioni sono conosciute per l’alta qualità e l’originalità della veste grafica. Le numerose collane spaziano dall’arte antica all’architettura, dal cinema alla didattica, dalla storia alla natura, dal teatro alla poesia e, in particolare, le serie di libri d’artista si trovano in collezioni importanti e musei internazionali. www.morganaedizioni.it

Con un brindisi inconsueto degli amici presenti agli amici assenti:
Liliana Ugolini ▪ Gianni Marrani • Luca De Silva ▪ Caterina Bueno • Maria Pia Moschini ▪ Eugenio Miccini • Paola Bortolotti ▪ Mario Mariotti • Massimo Mori ▪ Giancarlo Viviani • Lorenzo Pezzatini ▪ Lanfranco Baldi • Roberto Innocenti ▪ Carlo Fabre • Mario Lovergine ▪ Mario Pachi • Stefano Lanuzza ▪ Ferruccio Masini • Tommasella Calvisi ▪ Franco Di Francescantonio • Kiki Franceschi ▪ Luciano Caruso • Gabriella Fiori ▪ Helle Busacca • Marilena Mosco ▪ Manbert • Vittorio Tolu ▪ Fiamma Vigo • Giampaolo Di Cocco ▪ Vera Biondi • Andrea Granchi ▪ Lorenzo Bonechi • Massimo Agus ▪ Barbara Nativi • Mariella Bettarini ▪ Roberto Voller.


Martedì 9 Giugno

Giovanni Fontana
«HYPERVOX»

A) Poesia della voce e del gesto
La sperimentazione sonora e optofonetica nelle poetiche del Novecento e negli attuali indirizzi di ricerca

B) La voce in movimento – performance

Giovanni Fontana, poliartista, si occupa di intermedialità e sinestesie. Da anni propone i suoi poemi elettroacustici in festival di nuova poesia e di arti elettroniche in Europa, nelle Americhe, in Oriente. Ha pubblicato libri e dischi. Tra le sue opere ricordiamo il testo-partitura Radio/Dramma, i lavori di poesia visuale Le lamie del labirinto e L’uomo delle pulizie, l’antologia poetica Scritture lineari, la plaquette micro narrativa Homaly Altrove, la raccolta di poemi pre-testuali Frammenti d’ombre e penombre, i romanzi sonori Tarocco Meccanico e Chorus, i saggi La voce in movimento (Vocalità, scritture e strutture intermediali nella sperimentazione poetico-sonora) e Poesia della voce e del gesto. Ha fondato la rivista di poetiche intermediali La taverna di Auerbach e l’audiorivista Momo. È direttore responsabile di Territori, periodico di architettura e altri linguaggi.


Martedì 5 Maggio 2009

Enzo Minarelli
“O’ grande ventre dell’onda” (Manni Editore- Lecce 2007)

Lettura performance e riferimenti didattici e critici al testo.
Breve performance fonetica

“Visivamente il testo si distende come un’onda; inizia come una lieve increspatura grafica per prendere, nel corso del suo sviluppo, sempre più consistenza, la struttura centrata della poesia si allunga a dismisura fino a divenire ondata o cavallone:”

Enzo Minarelli, dopo la laurea in Psicolinguistica a Venezia, sin dagli anni Settanta lavora sulla parola scritta che poi diviene orale, visiva e televisiva. E’ teorico della Polipoesia. Ha pubblicato libri di versi lineari e di critica sull’oralità e vocalità applicate alla poesia.


Martedì 7 Aprile 2009

Gianni Broi
“La performance interattiva”
Dalla Posta in Gioco agli Incontri ravvicinati tra Mémilmontant e Charonne 1990/2009

Interverranno tra gli altri:
Massimo Mori, Gio Ferri, Antonino Bove Annamaria Caracciolo

La mostra storica della Posta in gioco agli Uffizi (1990). Il networking della mail-art. Il discorso con le istituzioni. Persone: da Pio Baldelli a Piero Pampaloni, a Egidio Mucci, Liberto Perugi, Marilena Mosco, Marina Chieppi, Aldo Rostagno, Paola e Alberto Parigi..... Concetto di "Performance interattiva". L'arte postale in una prospettiva estetico-antropologica: baratto o dono? Le annuali Celebrazioni rousseliane al Père Lachaise (1991-2009) come “opere” sostenute da una rete di rapporti di collaborazione interattiva. Il tema del percorso: perché “Mènilmontant e Charonne”? Un tema rousseliano: le double.

Gianni Broi è un professore che ha insegnato per lunghi anni nelle scuole ma che ha poi seguito la sua indole poetica di ricerca dedicandosi alla mail art (cioè l’arte postale che coinvolge artisti da tutto il mondo) portandola a conoscenza fra i primi a Firenze con una importante mostra agli Uffizi divenuta storica. Nella sua continua ricerca non ha tralasciato la performance che è legata alla spazialità rinnovandone le modalità in una visione personale e filosofica. Si è interessato di teatro in poesia partecipando come interprete oltre che come autore. Ha pubblicato saggistica e poesia e si è dedicato all’arte visiva. Da oltre 20 anni si dedica in varie espressioni (scritture, performance, convegni, arti visiva) coadiuvato da Marcello Caly alla scrittura di Raymond Roussel (padre del surrealismo) commemorandolo con performance singole e di gruppo al Père Lachaise di Parigi, in una atmosfera vitale e fortemente pregnante dei valori della memoria. Ha contribuito così a far conoscere ad un vasto gruppo di studiosi l’opera omnia di Raymond Roussel i cui ultimi testi ritrovati di recente in un baule, sono stati pubblicati a cura delle Istituzioni a Parigi. Recentemente ha curato una mostra-convegno alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze a cui ha partecipato anche il direttore dell’Istituto francese di Firenze. Gli atti del convegno e una nutrita serie fotografica è stata pubblicata di recente sulla rivista universitaria "Berenice".


Martedì 3 Marzo 2009

Massimo Mori
“Morfostruttura”
determinazioni del performare

Massimo Mori, laureato in Medicina, fra l’altro, dirige da 20 anni la sezione letteraria delle Giubbe Rosse a Firenze. E’ performer conosciuto in Italia e all’Estero, è costruttore-designer di mobili d’arte e di installazioni, ha collaborato con scultori, fotografi, pittori. Mailartista (sue opere si trovano in varie Biblioteche e Gallerie) scrittore, poeta, organizzatore di eventi è in parallelo maestro di Tai Chi Chuan e l’ambiente dove opera (e non solo) è l’Area N.O. (Nuovo Orizzonte) spazio olistico di incontri culturali.


Martedì 3 Febbraio 2009

Kiki Franceschi e Micol Chiarantini
“La malinconia del vampiro e dell’automa”
con proiezioni di brani da films sul tema

Il Settecento segna il trionfo della ragione, della moderna ricerca scientifica, finalmente affrancata dai veti religiosi. Si scoprono nuove galassie e mondi nuovi ed è anche il periodo storico che segna l'esplodere del vampirismo o meglio della letteratura vampirica che non svolge soltanto trame horror ma storie con rimandi a fatti e situazioni reali e riflessioni sulla convivenza e l'esistenza.L'Automa ed il Vampiro sono figure emblematiche che si collegano al processo frenetico d'industrializzazione della società poichè generate proprio da questo rapido salto nel futuro .Per tutto l'Ottocento e via via fino ad oggi la letteratura ha attinto alla tradizione vampirica e l'ha rinnovata arricchendola degli umori e dei disagi del momento storico a cui si riferiva. Nel Novecento il cinema si è ampiamente ispirato al genere, da Murnau, J Whale Polansky, Herzog,a Ridley Scott proponendo opere di notevolissimo spessore artistico e filosofico.

Kiki Franceschi è un'artista multiforme, pittrice astratta, scultrice, scrittrice. Inista. Come artista visiva ha fatto mostre personalie collettive in gallerie e musei italiani e esteri. Con Andrea Chiarantini ha realizzato in Toscana dodici monumenti e opere pubbliche. Sempre con A.Chiarantini ha prodotto i 50 libri d'artista su artisti contemporanei che fanno parte dell'operazione Lavosier, ora proprietà della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.Con lui ha fondato il Gruppo A.X.T.E.V. Ha pubblicato opere di carattere saggistico e sei opere teatrali rappresentate, di cui ha curato la scenografia. Si è laureata in lingue e letterature straniere presso l'Università degli studi di Pisa.

Micol Chiarantini si è laureata all’Università degli studi di Pisa in Conservazione dei Beni culturali, corso della facoltà di Lettere e filosofia. In qualità di collaboratore cura le biografie per il sito Floyd-Channel. Ha lavorato per la ricerca iconografica con importanti Case editrici, ha collaborato per l’organizzazione del Festival del Cinema di Venezia e della Biennale. Ha curato la pubblicazione (e non solo) relativa alla progettazione dell’area verde di Caldine-Fiesole e per l’occasione ha realizzato un progetto per la comunicazione visiva in formato telematico. Questi solo alcuni cenni della eclettica attività in vari settori della comunicazione e dell’ editoria.


Martedì 13 Gennaio 2009

Rosaria Lo Russo legge Claudia Ruggeri
reinterpretazione da “Inferno minore” peQuod 2006
“Claudia Ruggeri tra amore e amaro carnevale” di Alessandro Canzian
“Il volo della Sfinge” di Elio Scarciglia

(20 minuti ca, video di presentazione della vita e della poesia di Claudia Ruggeri con interviste e letture)

Claudia Ruggeri, poetessa salentina nata nel 1967 e morta suicida nel 1996, amica di Dario Bellezza e chiosata da Franco Fortini, è autrice illuminata e illuminante di Inferno minore e Pagine del travaso, opere che creano una nuova linfa definita “ neobarocca” fatta di commistioni medioevali, neologismi, ripercorsi danteschi, riferimenti teatrali, citazioni saturanti il verso che alla lettura affascina pur rimanendo inafferrabile. Dopo dieci anni di divulgazione semiclandestina tra università e internet viene data alle stampe da peQuod nel 2006 divenendo un vero e proprio caso letterario.

Rosaria Lo Russo, poeta, performer, traduttrice, saggista, è nata a Firenze, dove abita, nel 1964. Ha pubblicato L’estro, Firenze, Cesati, 1987, Vrusciamundo, Porretta Terme, Il battello ebbro, 1994, Comedia, Milano, Bompiani, 1998, Penelope, Napoli, d’if, 2003, Lo dittatore amore. Melologhi, Milano, 2004, Crolli, Trieste, Battello Stampatore, 2006, ed è presente in numerose antologie poetiche. Ha tradotto la poetessa statunitense Anne Sexton. Insegna lettura di poesia ad alta voce. Da oltre vent’anni si propone in pubblico come “poetrice”, poetessa-attrice, esperta esclusivamente nell’arte oratoria della poesia. Indifferentemente insegna, legge, scrive e commenta criticamente poesie sue e altrui – in questo caso recitandole riscrive con la voce: la poesia è la sua arte e il suo artigianato, la sua esperienza spirituale e materiale.


Martedì 9 Dicembre 2008

Adolfina de Stefani
con la partecipazione di Antonello Mantovani
"Una storia bianca"
performance

Adolfina de Stefani laureata in architettura a Venezia nel 1970. Docente al Liceo Artistico di Padova dal 1970 al 2000. Attiva nel campo artistico già dalla seconda metà degli anni 60, partecipa a simposio di arte della performance ed espone a collettive e personali in Italia e all’estero. E’ ideatrice e curatrice del progetto Passeggiata Effimera, che si svolge ogni anno in varie sedi dal 2005. Curatrice del progetto in progress Archivio Vinile dove vede coinvolti artisti di varie nazioni in molteplici spazi in Italia e all’estero. L’esperienza artistica di Adolfina Di Stefani pone in dialogo elementi eterogenei secondo un ordine connotato da proprietà fisiche antitetiche e seguendo concetti volti a creare un nuovo senso simbolico di realtà.
L’azione visiva della performance Una storia bianca con le citazioni di vari autori scomparsi tragicamente mette in moto procedimenti mentali allo spettatore guidati da simbologie contemporanee a cui corrisponde l’uso della materia flessibile in ogni sua componente facente parte della messa in scena dell’artista. Inizia una conversione del pensiero verso un principio di unità possibile ed impossibile, una sorta di implosione, che cerca i passaggi energetici tra la fisicità degli elementi in gioco. In tal senso, la sottrazione cromatica, e il solo uso del bianco con le parole scritte, rispondono ad un desiderio di ricerca di corrispondenza reale, racchiuse in un comune denominatore.

La performance si è svolta dal vivo, con libri oggetto ispirati a scrittori e registi reinterpretati nella loro personalità e nel loro pensiero, con colori, installazioni, pitture dal vivo, video, azioni, opportunamente accompagnati da una vivace dizione della performer “ totale” che hanno reso molto appassionata e coinvolgente lo spazio e il tempo, riuscendo a donarsi completamente al pubblico attento e partecipe. Performance molto convincente che ha mostrato il lavoro in progress di questa artista “ a tutto tondo” coadiuvata con molta grazia da Antonello Mantovani e da i giovani videomakers e non solo Liibaan (un artista multimediale) e Ana Amaral portoghese una neolaureata curatrice e artista.


Martedì 11 Novembre 2008

Carla Bertola e Alberto Vitacchio
"Ovvero"
Divagazioni intorno alla parola, al suono, all'immagine
ovvero
performance di poesia verbo-sonora-visuale

Vagare e divagare con riferimenti e referenti con grazia e spavalderia reinventandosi sempre per essere fedeli e imprevedibili per farvi ridere ma non sempre, attenzione alle allusioni pericolose e alle trappole, sconsigliamo la massima concentrazione.

Carla Bertola è artista visuale scrittrice perfomer promotrice di iniziative culturali ha partecipato a moltissime mostre internazionali. Numerose le mostre individuali così come le performances di poesia sonora e d’azione in varie città europee oltre che in Canada, Messico, Brasile, Cuba. Edita e dirige dal 1978 insieme ad Alberto Vitacchio la rivista multimediale “ Offerta Speciale”

Alberto Vitacchio poeta lineare e visuale ha collaborato a molte riviste ed è presente in Antologie e cataloghi fin dagli anni 70. Successivamente intraprende con Carla Bertola performances in varie città italiane e all’estero. Dal 1984 opera in campo visuale utilizzando una tecnica di strappo di colore da carta che ha chiamato “ pulling up” operando su carta e tela. Dagli stessi anni produce libri d’artista e partecipa ad operazioni di mail art. Con Carla Bertola dirige dal 1978 la rivista multimediale “ Offerta Speciale”.

Un susseguirsi di performances anche interattive dove la maestria vocale e perfettamente all’unisono ha emozionato per i significati allusivi e dissacranti in una ironia davvero efficace mantenuta nella innata raffinatezza di gesti e suoni. Interpreti molto apprezzati di testi futuristi, hanno evidenziato il loro lungo lavoro nella sperimentazione coinvolgendo il pubblico con la loro esperienza e professionalità. Come al solito molto bravi e godibili, hanno affrontato temi profondi e difficili con naturalezza ed eleganza.


Martedì 28 Ottobre 2008

Gianni Broi
"La performance interattiva"
Gli Slan di Sandra
del "Centro Culturale l'Ortica" di Forlì
Gli spigoli di carta
il Laboratorio di Maria Pia Moschini
Intravisioni

Gianni Broi: Nel dilagante teatrino delle performance degli ultimi decenni, la performance interattiva, che non si esaurisce nella pura esibizione individuale sulla quale converge l’occhio del pubblico ma richiede, dal pubblico a cui si rivolge, partecipazione attiva e in molti casi collaborazione, conserva tutto il suo significato di giocosa e stimolante provocazione. Vengono presentati due esempi ispirati a tale poetica. Per esplicitare meglio il suo discorso sulla poesia interattiva, ha invitato, motivandola con un suo interessante intervento introduttivo, il Gruppo Gli Slan di Sandra dell’Associazione l’Ortica di Forlì e Maria Pia Moschini di Firenze che da anni svolgono tale performance. La partecipazione assorta ma anche divertita del pubblico, ha reso la serata particolarmente significativa.

Gli Slan di Sandra sono nati come lettori di poesia. Il gruppo prende il nome dai protagonisti del romanzo Slan di A. E. Van Vogt che hanno la qualità di poter leggere il pensiero, per cui si è voluto fare un parallelo tra lettori di poesia e lettori del pensiero. Al nome iniziale “Gli Slan” è stato aggiunto in un secondo tempo: “di Sandra”, per non escludere dal gruppo una delle componenti prematuramente scomparsa.

Gli spigoli di carta. Le parole hanno una forma che diviene costruzione quando si avvolgono e chiudono in discorsi, poesie o racconti; questa forma s’avvale di nozioni e regole che ben si possono apparentare con le forme geometriche, e perché allora non coniugare il tutto con la forma del corpo? Costruiamo le nostre conoscenze con le parole e modelliamo i corpi in modo che sonoro, fisico e intuizione diventino un tutt’uno. Gli Slan di Sandra fanno interagire poesie, figure geometriche e corpi, il tutto associato in una creazione che non trascura però i contenuti emotivi e intellettivi che le parole hanno naturalmente in dote.

Nelle esibizioni degli Slan di Sandra la parola ha sempre un ruolo centrale, perché è nostra convinzione che essa sia un contenitore di forza evocativa di immagini. Possiamo togliere l’immagine e la forza della parola non solo resta intatta, ma si espande potendo usufruire di tutte le sue implicite valenze, essa rimane come un buco nel tessuto del silenzio, impossibile a rammendarsi.

Maria Pia Moschini, poeta e artista, è nata a Firenze dove tutt’ora risiede.. Nel 1983 fonda “Intravisioni” spazio di ricerca multimediale a cui partecipano numerosi artisti fiorentini. Nel 1985 collabora con la rivista “Sinopia” e in 5 anni realizza 3 commedie: “Il suolo freddo della notte “, “Il sosia antecedente “(in versi) e “Lucrezia da l’eco inverosimile” ( in versi). Prosegue le sue ricerche linguistiche fino alla formulazione dei “Piccoli teatri d’ambientazione” che hanno come caratteristica la densità e la brevità. Nel 1991 nasce “Inespresso caffè” pagina volante ove compare il personaggio di Albert Sasso in più occasioni usato come pseudonimo. Nel 1997 pubblica per Gazebo “Bataclan” raccolta di piccoli teatri. Tra le pubblicazioni più recenti “In Versilie perenni” ediz. Dell’ Erba 2001, “Le piante parlano” libro d’artista Morgana Edizioni 2002, “La Pissera” con Rosaria Lo Russo e Liliana Ugolini edizioni Ripostes. “Abitare il Fantasma” ediz. Gazebo in cui anche qui compare la figura di Albert. Sasso. Durante il pomeriggio, Maria Pia Moschini ha mostrato le documentazioni del suo lavoro interattivo in libri-oggetto “quali Papiro Manoscritta Inespresso caffè. “Rispondere per le rime” “Di versi a mente“ ecc. ecc. in una rapida rassegna che ha dato l’idea di quanto lavoro interattivo è stato svolto dalla poliedrica ma coerente artista.


Martedì 14 Ottobre 2008

Fulgor Silvi
Elogio dell'assenza

Fulgor Silvi è nato ad Ancona e ha conseguito il diploma presso il locale Istituto d’Arte. In seguito ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Dal 1968 è presente nel vivo del dibattito artistico contemporaneo, svolgendo un intensa attività in Italia e all’estero. Ha partecipato a numerosi incontri e rassegne di performance, mail art, libri d’artista e poesia visiva. Dal 2003 fa parte di Zerotre Movimento per l’Arte effimera e dal 2005 del Coordinamento Corpus 1 di Zerotre. “Con questa sua scelta e con la sua tecnica performativa ricca di staticità e di silenzi, Silvi è l’estremità più pensosa, rigorosa del range entro cui si estende il panorama dell’arte effimera”.

Durante la serata Fulgor Silvi ha presentato 4 performances sempre sul tema dell’Assenza. Oggetti (fogli, palloncini, segni, colori , bende), per raccontare il caos e la sua essenza , in un susseguirsi di silenzi operativi che hanno catturato l’attenzione del pubblico. I messaggi esplicativi parlano di una visione altra che ci compete. Nell’interpretazione della sorpresa e della suspense Fulgor Silvi prepara all’accadimento con lentezza lasciando che tutto si svolga per tempi volutamente dilatati affinchè il suo pensiero si concretizzi. Le sequenze, a volte interattive, mantengono la quiete (rotta a volte da esplosioni). Un gioco di vita per raccontarci la vita e le sue contraddizioni nella surrealtà dell’ Arte.


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