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La prima raccolta poetica di
Grazia Pilotto

Il 29 novembre 2007 nella ex chiesetta delle Zitelle in Via Ospedale a Padova è stato presentato il libro di Grazia Pilotto Ologrammi. Amici e appassionati di poesia hanno riempito lo spazio e spesso hanno applaudito con calore la lettura delle liriche da parte di Lucio Favaron, che ha anche condotto la serata, di Gabriella Villani e dell’autrice. Ha accompagnato la serata, con intermezzi musicali, Linda Zanetti magister artium.

 

da sx: l'autrice Grazia Pilotto, Gabriella Villani e Lucio Favaron.

 
 

Cosa significa scrivere poesia. Significa dare agli altri la propria anima.
Vuol dire parlare con il cuore alle persone, ma soprattutto parlare con se stessi.
Grazia Pilotto racconta tutto di sé, e allo stesso tempo si racconta con turbamento, con profonda malinconia, che trova però esiti di autentica umanità e semplice abbandono. Sono liriche, le sue, capaci di comunicarci nascoste sensazioni e forti sentimenti.

E’ una raccolta, questa, dedicata alla vita, e anche all’amore.
Erato era conosciuta come la musa della poesia lirica e amorosa, nell’antica Grecia. E queste sono poesie che, pur tenendo stretto il canto amoroso, variano perché parlano anche di gioia, di dolore e di “farfalle abbattute con crisantemi spaiati”.

Non sempre l’amore, qui, è per qualcuno, ma anche per le cose, per i paesaggi che suggeriscono fantasie e citiamo: (Morbide colline) dove “tra coni d’antichi crateri | tra dolci valli | affiorano alla luce | primule ed orchidee.

Grazia Pilotto ha sentimenti garbati, (non è riduttivo), nascosti, e non è facile scoprire perché questa silloge sia dedicata “Alla vita”. Alla vita che fugge? O che ha tentato di fuggire? Noi la nostra idea ce la siamo fatta e chi scrive in versi, sa cogliere spesso la parte più taciuta dell’altro poeta. Non vogliamo fare un’analisi tecnica dei suoi versi, non ci compete, cerchiamo solo di capire, insieme, la lievità delle parole che compongono i versi di questa silloge. Sceglie a volte Grazia Pilotto, un modo scandito quasi di cronaca, uno scritto asciutto, nel quale prevalgono correttezza e ordine. Non indulge in tristezza enfatica, ma è stretta nella sua riservata dignità.

Vanno lette, rilette, e analizzate queste liriche, non sempre facili, ma pregne di emozioni e suggestioni che si inseguono e si mescolano. (Il lago riscoperto) "Nella mia metamorfosi | una civetta rivela col stridulo verso | la presenza dell’arguzia | e la zattera allarga la vela maestra allo zeffiro | nella leggiadria dei suoi racconti..." e ancora alcuni versi più sotto: "nell’accogliere sentimenti assopiti | riscoprono l’eternità | che si manifesta nella sua stretta".Potremmo fare ancora citazioni, e scavare ancora, ma preferiremmo far parlare i suoi versi e anche l’autrice, se vuole.

Gabriella Villani

 

Linda Zanetti, magister artium, ha contrappuntato le letture poetiche.


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