Premio Nazionale di Poesia
Alessandro Manzoni
21a Edizione
Bando
Per celebrare Manzoni nei luoghi, sul Verbano, dove egli visse con Rosmini la
sua più intensa stagione spirituale viene bandita la ventunesima edizione del
Premio Nazionale di Poesia Alessandro Manzoni.
Il Premio è suddiviso in due sezioni:
a) Per un’opera edita di poesia in lingua italiana pubblicata in Italia e
nella Svizzera italiana tra il 30 giugno 2006 e il 30 ottobre 2011;
b) Per una o più poesie inedite in lingua italiana, a tema libero.
La giuria del Premio, il cui giudizio è inappellabile, è costituita da
Gianfranco Lazzaro (Presidente), Fiammetta Bonazzi, Elisa Pozzoli, Enrico
Castrovilli.
Le opere e gli elaborati concorrenti, in cinque copie, vanno spediti, con
plico postale raccomandato all'indirizzo ed entro la data indicati.
La tassa di iscrizione è di Euro 30,00 per ciascuna Opera edita e di Euro
30,00 per ogni raccolta di poesie inedite (per un massimo di dodici
composizioni).
Gli elaborati che partecipano alla sezione “B” devono pervenire, se trattasi
di più poesie, ordinati in fascicoletti.
La premiazione dei vincitori, ai quali verranno assegnati i Diplomi e le
Targhe “Alessandro Manzoni”, avrà luogo entro il 31 maggio 2012 a Lesa, sul Lago
Maggiore, nella suggestiva cornice di Villa Stampa.
Ai vincitori e ai finalisti sarà comunicato l’esito dei lavori della Giuria.
Le opere e gli elaborati inviati al Premio non saranno restituiti.
La tassa di iscrizione deve essere versata sul c.c. Postale n. 1846006
intestato a: Lazzaro G. Franco, via Arnold 16, 28831 Baveno-Feriolo (VB)
La partecipazione al Premio implica l’accettazione di tutte le clausole del
presente bando.
Per tutto quanto non è contemplato nel presente Bando è competente a
deliberare la Giuria.
I Bandi e le informazioni vanno richiesti all'indirizzo indicato della
Segreteria del Premio Manzoni di Poesia.
Brevi cenni storici sul Manzoni a Lesa
Alessandro Manzoni si era stabilito a Lesa, sul Lago Maggiore, nel 1848,
nella casa del figliastro, il Conte Stefano Stampa. Manzoni era dovuto fuggire
da Milano, rifugiandosi in Piemonte, quando a Milano era ritornato il Generale
Radetsky: quel Radetsky che non si era dimenticato quei “versi”
anti-austriacanti che Manzoni aveva scritto vent’anni prima nell’ode intitolata
“Marzo 1821”. A Villa Stampa Manzoni rimase fino alla morte dell’amico Antonio
Rosmini avvenuta a Stresa, a villa Bolongaro, nel 1855.
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