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La Collezione Cavallini Sgarbi
Da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati

Tesori d’arte per Ferrara

Ferrara - Castello Estense
3 Febbraio 18- 3 Giugno 18

Informazioni: 0532.299233
castelloestense@comune.fe.it
www.castelloestense.it

130 opere tra superbi dipinti e bellissime sculture, che spaziano dalla metà del ‘400 alla metà del ‘900, raccolte in quarant’anni di appassionato collezionismo dal critico Vittorio Sgarbi, in collaborazione con la madre Rina: questa la splendida mostra proposta presso il Castello estense, realizzata dalla fondazione Elisabetta Sgarbi. Durante l’interessante percorso espositivo, gli occhi del visitatore vengono rapiti dall’estenuante bellezza delle singole opere, che convergono verso un distinto filo conduttore: l’esaltazione dei volti, tutti di un’intensità mimica ed espressiva davvero sublime. Sia che si tratti di temi di carattere sacro e allegorico (come per la maggior parte dei dipinti), sia che si enfatizzino importanti figure femminili, ciò che maggiormente colpisce è il dolore, la meditazione, la gioia, la purezza, e svariati stati d’animo che è possibile cogliere nelle singole figure. Ciò accade per il San Domenico di Niccolò dell’Arca, capolavoro del Rinascimento italiano in terracotta, dalla rassegnata compostezza. O per la splendida Maddalena penitente di Matteo Loves, che fa dell’adorata dolcezza presente nello sguardo della donna diretto al Cristo compianto, il suo punto di forza. Fatica spasmodica ed estrema tensione emotiva caratterizzano al contrario l’imponente Maddalena assistita dagli angeli del secentesco Mazzucchelli, dove una evidente sensualità fa da contraltare allo sguardo pallido della donna, rivolto quasi disperatamente verso il cielo. Proprio come accade, con diverse tinte e modalità, nel famoso San Girolamo di Jusepe Ribera: il morbido mantello rosso, in contrasto con la candida barba, sostiene il volto stupito, triste, quasi incredulo del santo.

Niccolò dell'Arca, San Domenico

Lorenzo Lotto, Ritratto di giovane

Carlo Bononi, Santa Cecilia

Pier Francesco Mazzucchelli, Maddalena assistita dagli angeli

Di tutt’altro tono il Ritratto di giovane del mirabile Lorenzo Lotto: qui lo sguardo dell’uomo, che ha in mano una pergamena, è frontale, diretto, ma mai altezzoso. Piuttosto è sorridente, rassicurante. Così come confortante è vagare per le stanze del Castello ammirando, tra un dipinto e una scultura, antiche foto in bianco e nero che ritraggono i componenti della famiglia Sgarbi, unite ad elementi d’uso domestico e lavorativo (giochi, recipienti da farmacia): è come se la loro presenza fosse palpabile, ed accompagnasse discretamente il visitatore nel suo cammino.

In questo viaggio bellissimo notevoli sono gli esponenti della “scuola ferrarese”, tra i quali ricordiamo Gaspare Venturini (con la sua particolare Metafisica) e Carlo Bononi, quest’ultimo presente, tra l’altro, attraverso la morbida compostezza della Santa Cecilia. Insomma, una mostra curata davvero nei particolari, fortemente voluta, ricercata. Afferma lo stesso Sgarbi: “la caccia ai quadri non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile. Non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova. Talvolta molto oltre il desiderio e le aspettative”.

Parini, Bambina dormiente

Matteo Loves, Maddalena penitente

Jusepe Ribera, San Girolamo

La visita fornisce inoltre l’occasione di salire sulla Torre dei Leoni, la più antica del Castello e unico punto panoramico della città. Essa offre l’opportunità di godere di una splendida visione dall’alto di Ferrara.

Deborah Benigni

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