Servizi
Contatti

Eventi



Marcello Carrà, "Accelerazioni dello spirito"

MLB Maria Livia Brunelli
home gallery
Corso Ercole d'Este, 3 - Ferrara
dal 2 marzo al 10 giugno;
aperto il sabato dalle 15 alle 19
e gli altri giorni su appuntamento

Quanto davvero dobbiamo sostare davanti alle cose per capirle?

In concomitanza con la mostra “Arte e psiche tra Previati e Boccioni”, in corso a Palazzo Diamanti, il ferrarese Marcello Carrà mette in scena la sua personale rivisitazione dell’altalenante conflitto tra dinamismo e staticità, eternamente presente nell’arte. L’operazione, minuziosa e spettacolare, avviene attraverso la sua preziosissima bic, con la quale da sempre crea mondi e simboli (reali, immaginari) da osservare con metodica pazienza, tramite canali logici e intellettivi estremamente analitici, e per questo consegnati alla profondità.

Carrà esplora i nostri diversi modi di essere e di sentire, capovolgendo spesso la prospettiva, come nelle sue interessanti “opere nere rotanti” (penna biro su carta applicata su legno con vetrocamera e acqua colorata) nelle quali la Danza delle ore di Previati può essere capovolta e diventare Danza dei secondi, in un vortice dinamico in cui il tempo si materializza in operai in serie che si ribellano in volo. O come accade nell’Ave Maria a trasbordo di Segantini, che si trasforma in un’invadente nave da crociera simile a una città mobile.

M. Carrà, Danza delle ore, danza dei secondi

M. Carrà, Armonia

La metamorfosi è il leitmotiv dei disegni di piccolo formato nei quali la parte animalesca e istintiva insita in ciascuno di noi è associata ad un particolare temperamento: l’armonia del cigno fa da contraltare alla frenesia del topo, in un alternarsi di emozioni che spaziano dalla paura, all’empatia, all’allucinazione. Attraverso la minuzia delle immagini, l’occhio è obbligato dalla mente a soffermarsi, a scavare nel bisogno di accelerazione per trovare un senso all’arresto. Ciò riesce magistralmente osservando il Trittico dell’esistenza, nel quale la Nascita, la Vita e la Morte sono esplorate attraverso visioni che si specchiano in brani d’autore. Dalle rovine di un edificio sorge un fiore: il riflesso sull’acqua è la riscrittura, in originale, del brano di Shelley in cui Frankenstein prende vita.

M. Carrà, Trittico dell’esistenza
M. Carrà, Nascita e morte del dinamismo

Così come Proust e Thomas Mann sono radici di linfa e d’oblio. Esperimento particolare, quasi quanto l’utilizzo di un tondo bianco al centro di un’opera che, ancora una volta, riporta su carta addirittura un intero racconto. Si tratta di Olga, di Chiara Zocchi, che sembra rispondere alla domanda: quanto davvero dobbiamo sostare davanti alle cose per capirle? La ricerca, curiosa, non si ferma, ma riprende nella Statica decadente dei “Proverbi fiamminghi”, in cui Carrà riprende Bruegel spogliandolo del dinamismo ed inserendo elementi di decadenza moderni che sembrano macerie, e che l’occhio fatica a trovare: un aeroplano, una barca, un’automobile. Anche un pesce, elemento simbolo già presente in lavori precedenti.

M. Carrà, Statica decadente

La mostra si chiude con la monumentale trasposizione del saggio/manifesto Pittura e scultura futuriste di Boccioni, nel quale dalla rappresentazione delle rovine del Castello Estense si passa alla visione di oggetti in movimento (aereo, moto, grammofono), fino ad arrivare ad un uomo che corre e che diventa parte integrante di una galleria d’arte. E’ la nascita e morte del dinamismo, che racchiude il senso ultimo dell’intero viaggio. Un percorso espositivo incastonato nella splendida cornice della MLB home gallery, che fa da sempre sfondo ad originali e particolari esperienze artistiche.

rubrica


Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza