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"Timeless" - Mostra antologica di Giovanni Cappelletti

alla Cris Academy di Civitanova Marche
10-31 agosto 2016

Locandina.
R. Lacentra, G. Cappelletti, G. Calamassi, Y. Lezcano Cruz (foto Silvia Lattanzi)

Giovanni Cappelletti ha presentato a Civitanova Marche, presso la CRIS Academy, una personale antologica di ben 150 opere, che spaziano dalla scultura alla pittura ai bassorilievi, in un’alternanza di colori e spazi definiti e vuoti pieni di significato.

Cappelletti umbro di Assisi, ma trasferitosi prestissimo a Civitanova Marche, mostra da subito le sue inclinazioni artistiche, frequentando l’Istituto Statale d’Arte di Macerata, dove si diploma nel 1971 con specializzazione in oreficeria. La sua passione artistica lo porta prestissimo a Parigi, dove vivrà per due anni assorbendo tutto quello che la città dell’arte per eccellenza potrà fornirgli a livello internazionale, saziando la sua sete di sapere.

Presentazione del 20 agosto.

Il chitarrista Saverio Comodo.

Serata dantesca con F. Sagripanti e M. Bartolini.

Giovanni Cappelletti.

Gianni Calamassi mentre  legge “Barracuda” con l’opera alle spalle.

La sua esperienza artistica lo porta anche a vivere a Berna, dove le sue potenzialità artistiche si arricchiscono; nei periodi vissuti all’estero, e le sue opere vengono firmate con pseudonimi: Paul Chocquet a Parigi, dove esordisce anche come scrittore e poeta e Johann Hütchen a Berna, dove lavora come pittore e scultore.

Molte le personali, quasi esclusivamente nella sua regione, mentre la sua partecipazione acquista valore con collettive nazionali ed internazionali a Milano, Bari, Ancona, Brindisi, Bologna e Palermo; è inserito nel libro “We Contemporary - I volti dell’arte contemporanea” tradotto in inglese e russo.

Diverse le raccolte di poesie, racconti e pensieri come Paul Chocquet, che elenco:
- “Omega Cephei” – del 1994 - “Metamorphosis” – del 1995 - “Apocalipse” – del 1995 - “Anno Zero” – del 1996 - “Terrestrextra” – del 2005

Purtroppo tutti inediti, da cui traggo questa lirica che invita a rallentare i ritmi per guardarsi intorno:

DOLCE FRENATA

Non cerchiamo di raggirare il tempo.
Non andiamo sempre più veloci.
Accaparriamoci dei nuovi mezzi di trasporto,
che siano essi lenti,
che possano darci la possibilità
di osservare, considerare, riflettere.
Cerchiamo di guardare le piccole cose
Che del resto ci sono sempre state,
ma che noi, presi come da una furia cieca,
non abbiamo più avuto il tempo di cercare.
Reinseriamoci nella natura,
gustiamo il canto di un uccello,
fermiamoci per vedere un gatto che gioca,
memorizziamo i colori ed i profumi dei fiori,
assaporiamo l’odore dell’erba,
ascoltiamo il lamento del povero:
aiutiamolo!

   
  Madonna” – gesso refrattario – 13,5x26  
Cristo” – (fronte retro) gesso, cemento, smalto Angeli” - scultura Agli indiani d’America” – pannello in legno.
 “Tancredi e Clorinda” – bassorilievo gesso, smalto – 16x17,3 Batteri” – pannello in legno, ottone, olio, smalto. Regni sconosciuti” – olio su tela.
Risveglio floreale” – olio su tela. Brazil” – olio su tela. Turbinio emozionale” – olio su tela.
Bioenergie” – pannello in legno, ottone, rame, smalto. Percorsi paralleli” – pannello in legno, acciaio, smalto – 73x84. Spaccatura” – pannello in legno, smalto.
   
  Verso la luce” – pannello in legno sintetico, plastica, smalto – 79x87.  

Dopo avere presentato Giovanni Cappelletti, dovrei, se fossi un critico d’arte, parlare della sua opera, non essendolo, mi limito a riportare le sue parole:

“ Nella ricerca dell’interiore c’è l’Arte. Grazie alla ricerca interiore si osservano le cose, si sentono le emozioni. Non si scolpisce un oggetto solo con il “vedere” ma soprattutto con il “sentire” a prescindere dalle tecniche e dai materiali usati….Mi sono sempre battuto affinché le persone non rimangano indifferenti davanti ad un dipinto o a una scultura, che possano poi coglierne l’essenza espressiva, l’interiorità, quindi esserne emozionate.”

Buchi

A

B

C

D

E

F

Gianni Calamassi atraverso una scultura.

L’artista afferma che con le sue opere intende spingere il fruitore ad affrontare l’ignoto, la morte, la presenza di altri mondi. Su questa strada è forte il suo “spirito cristiano”, che funziona come propellente della sua creatività, proponendoci “visioni da un altro mondo” oppure osservando “paesaggi cosmici e stellari” per dimostrare “che con la fede in Dio” ci renderemo conto di far parte tutti dello stesso universo, guardando la luce e verso essa muovendosi, amando “come Gesù Cristo ci ha magistralmente insegnato”.

Solo ponendosi in questa ottica sarà possibile intraprendere il viaggio nell’opera di Cappelletti, lasciandoci stupire come fanciulli, senza porre ostacoli intellettualistici o sforzandosi a voler capire, ma a farci guidare dalle sensazioni che possono rendere un’opera “viva eternamente”, da qui il titolo della mostra Timiles, a cui hanno dato importanza la presenza sul blog “Marche in festa” e l’articolo sul quotidiano “Il resto del carlino”.

Nelle sue parole, che spesso fanno parte del lavoro stesso, come in “Barracuda” , si trovano i passaggi interiori che hanno portato alla realizzazione dell’opera: “Negli interni non lungimiranti | si ignorano le alte profezie | ottusi cunei dirompenti. “

Quello che mi ha colpito maggiormente è la vivacità dei colori primari, con i quali sono dipinte molte delle sue sculture, quasi a voler significare che non ci sono barriere tra le varie tecniche e tra queste e le parole che le accompagnano.

Su questa strada si collocano le due serate dedicate alla poesia, alla quale ha invitato l’autore, la poetessa cubana Yuleisy Lezcano Cruz, il pittore-gallerista Roberto Lacentra e il chitarrista Saverio Comodo; mentre la serata dantesca è stata condotta da Francesco Sagripanti e Mattia Bartolini, quasi a voler dare una continuità al “senza tempo” che accompagna tutta la mostra e che si ricava anche dall’assenza di qualsiasi data sulle opere presentate.

Non credo di poter aggiungere altro, se non farvi gustare le sue opere, evidentemente mediante una selezione delle stesse, arricchite da una serie significativa di particolari, e da immagini che, per scelta personale, mostrano spaccati della mostra attraverso i “ buchi sul nulla”, che tanto mi sono vicini. Per dare completezza a questa presentazione vi invito a visionare l’articolo relativo alla serata poetica presente sul portale Literary (Gianni Calamassi – Timeless personale di Giovanni Cappelletti).

Gianni Calamassi
Settembre 2016

Le foto sono del fotografo-regista Andrea Mandozzi.

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