Servizi
Contatti

Eventi


Raffaela Longo in una famiglia di artisti

“Solitudine nella ricerca” 2010

…attenderò
che tutto il vento
soffochi in mare.

“Approdo senza riserve” 2011

…avrò subìto
il peccato
e amato
tanto tanto.

Nelle opere pittoriche di avvio, Raffaela Longo aveva rintracciato la formula per placare il proprio bisogno d’esprimersi ed esse si configuravano nella rappresentazione di una magica energia che istigava in lei un animo trainante di avventure culturali.

A seguito di una evoluzione psicologica, le sue immagini appaiono finestre che si rivelano isole di tregua, fugaci approdi su mondi estranei, che l’Omologismo chiama Alter Es, la ricerca, in altre parole, di una dimensione di là di quell’inconscio studiato e decritto da Freud.

L’effetto d’appiattimento, già prerogativa delle icone orientali, che si nota nell’iconografia di questa pittrice, reso oltremaniera dalle preferenze cromatiche, è tropologico; racchiuderebbe, infatti, un pathos artistico e intellettuale, sintomatica di un tenace attrito d’àncora; la tela, allora, alluderebbe alla teca corporea.

Longo, insomma, pur votata al Surrealismo, risente la lacerazione di una primitiva fase decisamente figurativa in cui era nata, vale a dire quando andava a rappresentare la realtà esterna senza prescinderne, in contrapposizione all’astrattismo: una delle ragioni che indurrebbero ad interpretare le sue opere in chiave metafisica.

La corrente figurativa del Metafisico si manifesta con un’atmosfera che s’ispira al romanticismo - questo il pittoresco, le terre lontane, l’esotismo - e al simbolismo - quest’altro con la ricchezza decorativa che vale un simbolo, ma l’inconscio non è ancora la sublime portante di queste opere e pertanto Raffaela Longo non ne era acquietata.

L’arte figurativa si trasfigura così in lei nel Surrealismo, il tentativo d’abbattere quella barriera che si presumeva fosse frapposta tra fisicità e l’inconscio, nutrendo tutta la fede nelle teorie psicoanalitiche.

Emerge, così nell’arte di Raffaela Longo il subconscio, il quale la conduce alla piena e incontrollata libertà espressiva.

Ella, nel superare il Realismo, nega gli strumenti espressivi tradizionali della ragione (luoghi comuni, simbolismi…), in favore di registrazioni istintive o di sorprendenti metafore (modelli e cromia), anche in uno stato onirico o ipnotico (pulsioni).

Dal Surrealismo alla ricerca di una critica omologistica il passo, pertanto, come accennavo, è nella capacità di andare ancora oltre, di abbandonare la rappresentazione del Mondo Questo, quale luogo comune, l’abominazione d’ogni artista puro.

Reduce da un’importante collettiva internazionale assieme a egregie firme italiane e venezuelane, ma già era stata in Francia con una delegazione di artisti, la Nostra è sostanzialmente una poeta-pittrice, le cui discipline si articolano e si evolvono in chiara complanarità.

Nata a Zero Branco (Tv) è figlia d’arte, di quel Bruno Longo del quale, in questa comunità, nel 2018, patrocinata dal comune, è stata inaugurata una retrospettiva alla memoria.

La si definirebbe anche, però, di famiglia d’arte avendo il cugino Luciano Longo artista internazionale e sua figlia Chiara Vecchiato affermatasi nella danza teatrale.

Raffaela Longo, pittrice del surrealismo, conta qualificate mostre personali dal 2010 e nel prossimo autunno ne è prevista la presenza nell’esposizione internazionale di arte contemporanea “Oltre la via della seta” organizzata dall’associazione culturale trevigiana Tant’arte, che avrà luogo dal 12 ottobre al 3 novembre in Villa Farsetti a S. Maria di Sala (Venezia) in concomitanza con il periodo conclusivo della Biennale d’Arte di Venezia.

La sede è un suggestivo complesso architettonico storico, in seno all’area della Città Metropolitana di Venezia.

Risalente al XVIII secolo, ostenta forme di stile barocco incastonate in un assetto generale che si rifà al Rinascimento italiano.

L’artista vive e opera oggi a Meolo e a Casale sul Sile, dopo una lunga permanenza a Quarto D’Altino, sodale storica e segretaria del movimento culturale “La Copertina, gli omologisti”.

Ha recentemente pubblicato una significativa monografia “Raffaela Longo Alter Es e poesia”, dove alle introduzioni di Ferruccio Gemmellaro e di Leonardo Vecchiotti, nell’aprire il proprio percorso iconografico e poetico, si è soffermata nello stilare in proemio un lodevole trattato sulle secessioni artistiche europee da Monaco a Roma passando da Vienna e Praga.

Nella poesia, ha seguito un percorso binario con la pittura: anche qui, infatti, dopo un primo ciclo di ricerca della propria identità poetica, finisce per collidere con una sintesi di surrealismo, foriera di analisi omologistica.

Quale breve emblema, a conclusione di questa esegesi, si riporta un suo componimento poetico che racchiude magnificamente quanto detto.

Attenderò una metafora

Attenderò
che tutto il vento
soffochi in mare.
Se intonerà un’altra lira
e bacerà nuova rima
e ricorderò
il livore delle ossa
sciolti vedrò
briglie e cavalli
dal fuoco spento
per custodire l’orgoglio
d’avere udito cantare
una metafora

RL 2001

rubrica


Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza