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L’Abruzzo rimodella il suo emblema storico e artistico
Il “Guerriero” Capestrano di Mimmo Paladino

Seguo da anni le attività più che benemerite della Fondazione Carichieti e mi vado convincendo che se ogni città italiana avesse mecenati dell’arte istituzioni del valore di quella della bella Chieti, forse, e senza forse, molti tesori e bellezze artistiche non andrebbero disperse o lasciate morire. Ultima, soltanto in ordine di tempo, la restituzione ai suoi antichi fasti di Palazzo De Mayo, antica e nobile dimora, nel quale è stato allestito un importante evento, con la esposizione del “Guerriero” e di oltre 70 piccole sculture dell’artista Mimmo Paladino. La mostra, ha il suo apice, nella scultura del “Guerriero” che Paladino ha voluto rileggere inseguendo l’utopia di un emblema culturale d’indiscusso valore per l’Abruzzo, quel Guerriero di Capestrano, realizzato in pietra calcarea nel VI secolo a.C., ed oggi modellato in terracotta dall’artista di Benevento.

Gabriele Simongini, curatore della mostra, nel suo scritto nella bellissima monografia, parla di “cosmogonia scultorea”, dalla quale parte tutto il lavoro di Paladino, sostenendo che «contemplare il mondo da un punto di vista originario per vivere più profondamente il proprio tempo: di fronte alle sculture di Paladino si ha questa sorprendente rivelazione».

La “personale” di Paladino, come ha scritto il Presidente della Fondazione Carichieti, Mario Di Nisio, è una sorta di «ouverture di quella che sarà, a breve, l’inaugurazione ufficiale del monumentale complesso», dove è possibile colloquiare con un maestro dell’arte scultorea facendoci entrare all’interno di un mondo immaginario sì ma costruito sui segni della storia.

Il restauro della dimora prestigiosa delle famiglie Costanzo e Mayo, che nel tempo ha subito varie trasformazioni, ora è destinata a diventare “Cittadella della Cultura”, al cui interno troveranno posto la Fondazione Carichieti e le sedi del Centro Sudi Abruzzese Studi Manzoniani e dell’istituendo Centro Studi Alessandro Malignano, ma soprattutto saranno ospitate iniziative culturali a diversi livelli.

La “premessa” con la quale sì è partiti è quella giusta, grazie alla collaborazione fra il soprintendete per i Beni Archeologici d’Abruzzo, dottor Andrea Pessina; l’impagabile mecenate d’arte Alfredo Paglione e Gabriele Simongini che ha visto nel “Guerriero” di Paladino il simbolo della rinascita di una terra, l’Abruzzo, che crede nel suo rilancio attraverso l’amore per il bello e l’arte.

La mostra di Paladino, a seguito di numerose richieste, è stata prorogata al 26 giugno; quindi, per chi ha passione e amore per la cultura, c’è ancora tempo per farci una capatina. Ne vale davvero la pena.
 


rubrica
Arte
 
Capestrano, Il guerriero
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