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La pittura del Maestro Alfredo Correani

La pittura di Alfredo Correani parla forte sul mondo dell'uomo anche quando non ne rappresenta la figura, attraverso le emozioni della terra che, come madre viva, si conquista con lo sforzo elaborato dal coraggio del principio intelligente che disvela.

Attività di masse di colore che muovono nostalgia impressa alla ricerca di bellezza, ontogenesi di caduca presenza di tempo fuggito e trasformato a un suolo che nutre il bello come il dolore, bilancia attenta dove il pittore è piena sintesi di forza.

E allora ci fa fermare a ricordare quei versi di Fedor Tjutcev che così recitano:

Il desiderio mi consuma ancora,
l'anima mia ancora a te si tende
e dalla fonda notte dei ricordi
mi viene incontro il tuo bel viso ancora.
Quel caro viso che non so scordare,
che vedo ovunque a me davanti, sempre,
irraggiungibile e immutato come
stella che in cielo nella notte appare.”

Suolo quindi che è sottosuolo dove la natura oppone, alla tragicità del caos nei toni saturi del colore, l'anima bella della legalità dell'universo.

Senso della vita chiaro oltre la sua enigmaticità dove l'uomo interiore ha trovato un momento di sosta piena dalla problematicità che, lanciata al di là dell'indagine di un se stesso che ritorna come elemento definitivo di creazione pittorica.

E qui mi devo fermare a sottolineare il percorso pittorico di Alfredo Correani con le parole del poeta Osip Mandel'stam:

Di questo corpo che mi è dato, che ne farò
Che ne farò di questo dono unico e intimo?

Ditemi chi devo ringraziare
A chi devo essere grato
della tacita gioia di respirare ed esistere?
Sono un giardiniere ed anche un fiore
In questo mondo-prigione non sono solo.
Sui vetri dell'eternità si è posato
il mio caldo respiro, suggello di me
Come ricamo inconosciuto
Trascorre il sedimento dell'istante
Il caro segno non si cancellerà.”

Pittura incisiva e personale quella del M° Correani dove il modello è un punto di partenza indagato per vivificarne l'ispirazione e far uscire la nuda essenza con un forte controllo del gesto arricchito da una materia cromatica che risulta come modellata da una forma che è vigore-temperamento.

E' con autorità che i soggetti prendono la scena e trasformano in colore vivo i moduli di luci e ombre.

E mentre i piani cadono sui piani, così il cromatismo si articola come un intarsio o un mosaico che subordina e generalizza i ritmi e le geometrie.

Iconografia di divinità naturale nel tempo continuo dei suoi cicli, studio alto che ne ricorda la musica in toni coloristici non biologici che dopo aver sorpreso l'occhio, gli si abbandonano e che richiamano a un Majakovkij che così canta nei suoi versi:

...Con la piena del secondo diluvio
laveremo le città dei mondi.
Il toro dei giorni è screziato.
Lento è il carro degl'anni.
La corsa è il nostro dio.
Il cuore il nostro tamburo.
...Prato distenditi verde,
tappezza il fondo dei giorni.
Arcobaleno, da un arco
ai veloci corsieri degl'anni.
Vedete, il cielo ha noia delle stelle!
Da soli intessiamo i nostri canti.
E tu, Orsa maggiore, pretendi
che vivi ci assumano in cielo!
Canta! Bevi le gioie!
Primavera ricolma le neve.
Cuore, rulla come tamburo!
Il nostro petto è rame di timballi.

Sogno vitalistico in pittura che si amplifica in linee e significati di luce, emozioni tracciate sulla soglia di mattini e stagioni liberate attraverso il mondo dei sensi di cui è sfera e simbolo.

L'anima si inebria di visibile nello spazio-tempo che si incontrano vivendo un suono oleoso come la sua pittura che è suono d'organo, note terrene, colori carnali, movimento di vita interiore, manifestazione sensibile dove l'uomo e la natura ritrovano l'appartenersi e il senso comune come corpo unico di bellezza.

Ed è così che il poeta Osip Mandel'stam forse concluderebbe guardando la pittura di Alfredo Correani:

Io non ho, Tu non hai, ma Loro hanno
tutta la forza dei generi, delle desinenze:
la loro canna d'aria canta, ed è porosa
e le lumache labiali degli uomini con un grazie
porteranno su di sé il peso loro che respira.
Non hanno un nome. Entra nei loro midolli
e diventerai tu l'erede dei loro regni.
E per le genti, e per i loro cuori vivi,
perdendoti nelle tortuosità e sinuosità loro,
rappresenterai i loro piaceri, e le loro pene:
nei movimenti di bassa e alta marea.


rubrica
Arte
 
Correani, Alfredo
autore:
 

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