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I TRICS di Renata Galeazzo e Silvio De Campo

10 ottobre 2015
Galleria Samonà
in via Roma
a Padova.

Se guardo i visi dei TRICS
nei quadri esposti in bell'ordine nella mostra allestita da Renata e Silvio in uno spazio difficile da arredare come è quello della Galleria Samonà di via Roma a Padova, ma loro due ci sono riusciti, unendo le forze in una sinergia consolidata da anni di lavoro e convivenza, tanto che il soprannome della coppia è I CANARINI oppure I COCORITI, come quei graziosi volatili che possono vivere solo in coppia altrimenti soffrono e muoiono se separati,

Se guardo dunque i loro  TRICS, risultato di elaborazioni successive a partire da foto istantanee, scattate senza far mettere in posa amiche e amici, disposti a prestarsi alla cieca ai loro esperimenti, come modelli consenzienti a un progetto artistico dall'esito sconosciuto prima, ma che successivamente si è rivelato di buon gusto e bella mano,

Dunque quando guardo questi TRICS, numerosi e vari, colorati e allineati, dallo sguardo rotondo, vuoto ma espressivo benché seriale e impersonale, sento di essere a mia volta guardata e il loro sguardo su di me mi porta indietro di qualche migliaio d'anni, al tempo degli Egizi all'incirca, ma su altre coste e altri mari, mi sento trascinata verso l'era dei paleo-qualcosa, su un'isola rimasta isolata per millenni, vengo risucchiata dal vortice verso la Sardegna, vicino a Cabras nel Sinis, verso il Mont'e Prama (Prama significa palma, a quei tempi la zona era coperta dalle palme nane tipiche della Sardegna) e allora capisco dove i TRICS senza saperlo mi fanno approdare. Ecco, ho trovato!

Sono giganti a rapirmi, le sculture nuragiche, le enormi statue colossali dei Guerrieri, le più antiche statue finora rinvenute nel Mediterraneo Occidentale, risalgono a circa 7 secoli avanti Cristo.

Sono I Giganti di Mont'e Prama, mi dico, dallo sguardo enigmatico e rotondo, dall'espressione fissa ma eloquente, benché privi di bocca e di sorrisi, scolpiti nei betili di arenaria alti più di due metri.

Sono guerrieri dalle armature possenti, muniti sia di arco sia di spada, pugili, arcieri e spadaccini dalle armi in pugno, le faretre e gli elmi, gli scudi levati sulla testa sembrano cappelli, hanno spade e tuniche, gambali, goliere, sandali, corazze e corsetti, elmi cornuti a forma di bustina. Gli occhi sono resi con cerchi concentrici perfetti. Lo sguardo enigmatico è fatto di cerchi concentrici al posto degli occhi su un volto talora contornato da lunghe trecce scolpite nella pietra. Lo scudo al braccio è sollevato sul capo, come a volersi proteggere da una minaccia, da un'aggressione proveniente dall'alto.

Questi sono i  TRICS di Renata e Silvio, mi dico, uguali identici senza volerlo alle immagini primigenie di un lontano passato, un elogio alle schiere di guerrieri, che a tutt'oggi si battono per difendere, senz'armi in pugno, né scudi né armature le arti, le creature e le culture.

Padova, ottobre 2015

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