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Martinelli e l'amor di regione
per l'artista Michele Martinelli
le sue fonti inesauribili di ispirazione
sono la Luciania e la famiglia d'origine

"La Lucania mi ha dato tanto" sottolinea Michele Martinelli. Con questa dichiarazione iniziamo, con uno degli artisti, poeta e pittore, più rappresentativi della città di Matera, un viaggio nella sua lunga carriera. Prima di arrivare a fargli domande per estrapolare dalla. sua personalità tutto il mondo magico dell'arte, parliamo di lui e della sua vita.

Michele Martinelli è in Basilicata da quando ebbe la nomina del Provveditore agli studi di andare ad insegnare Disegno e storia dell'Arte all'Istituto Magistrale di Stigliano ed educazione artistica alla media di Aliano.

"A Stigliano, osservavo la foresta con le variazioni tonali che dalla primavera all'autunno mi riempivano di ispirazione. Espressioni che a me hanno dato tantissimo. Nel 1967 a Bari, non ho potuto realizzare il sogno della scenografia. Ci sono nell'uomo dei sogni irrealizzati – dice con un alone romantico Martinelli – ma c'è un mondo, quello della poesia e della pittura che mi hanno fatto assaporare la realtà, la natura, i particolari, l'architettura. Tutto il mondo della Lucania lo vedo ancora incontaminato pur essendoci dei movimenti, degli scossoni che non impressionano perché mi danno più carica in quanto sono testardo. Appartengo al segno del capricorno. Mia madre era figlia di agricoltori. Mio nonno era un cultore della terra. Sono figlio di un artigiano, di un piccolo industriale in erba. E l'artigianato per me è stato anche l'inizio dell'attività artistica. Credo nelle arti minori che sono l'inizio delle grandi arti (pittura, scultura, architettura). Come il pittore manipola il pennello, l'argilla, tutti i materiali, tutti i supporti dell'arte anche un artigiano elabora, raffina le idee iniziali, le idee primordiali che poi diventano espressioni d'arte, diventano contenuti veri e propri delle arti. Non dimentichiamo che l'artista si è formato nelle botteghe. Michelangelo ha frequentato la bottega. Egli ha imparato a disegnare nella bottega, nella bottega d'arte, bottega dei pittori. Logicamente si è specializzato. Ha frequentato botteghe di scultori. "L'artista deve nascere nella bottega dove esprime i primi sentimenti che poi diventano opere d'arte". Martinelli esprime le prime sensazioni con i primi bozzetti, disegni che poi diventano opere vere e proprie. Per Martinelli i contenuti "diventano espressioni di valori umani, sociali, politici perché sicuramente i valori non finiscono mai, non hanno limitatezza. I valori di fede devono far parte dell'arte. I valori vanno visti anche attraverso il tempo. Michelangelo nel '500, tutti gli artisti, Raffaello, Van Gogh li vedo nel mio tempo, legati alla realtà che mi circonda, valori del terzo millennio che sono stati invariati nel tempo ma visti con un'ottica attuale, contemporanea. Mi inserisco nell'arte contemporanea con una preparazione adeguata. Mi rifaccio alle diverse correnti artistiche deI '900. E' ricerca di rappresentazione che viene elaborata continuamente, determinando un'arte propria, personale nel segno e nel colore. Questa ricerca diviene poetica, grafica, pittorica, diventa cioè una potenza di un mestiere in termini di lirica e composizione. Il mio linguaggio sia grafico che poetico lo determino in una maniera nuova, non più figurativa come un tempo, molto evidente nella Lucania atavica, condannata a vedere un mondo sofferto, depresso. Voglio capovolgere questo atteggiamento. Ecco perché nasce una poetica, una pittura nuova, perché credo nella evoluzione dell'arte, della poesia. Credo nei contenuti più evoluti che ho visti nella poesia visiva, nella Mail Art che sono movimenti contemporanei, nati dal futurismo che è stato pure un punto di riferimento di studio. Ho approfondito il colore della corrente metafisica, futuristica e così di seguito. Il girasole è l'espressione del mondo contadino e della luce, come diceva Van Gogh".

Il girasole è espressione di una visione nuova, di una realtà più luminosa. Il discorso è elaborato in cui mi metto a sedere al cavalletto per esprimere i miei pensieri, le mie idee, le mie capacità, tutto ciò metterà l'artista Martinelli e la gente a confronto con il mondo che lo circonda. Ogni cosa diventa fonte di riflessione, meditazione, contemplazione, revisione di vita. " "E' molto importante per me un atteggiamento più concreto, più razionale, più adeguato alla realtà, alla vita".

Quali sono stati gli incontri di Martinelli?

Molteplici nella mia vita in Lucania. Un toponimo che approvo nella sua pienezza storica. La Lucania è espressione di sentimenti, fonte di ispirazione, di cultura; è fonte di vita malsana, serena, ancestrale anche. La Lucania è ormai un mondo che mi appartiene. Un mondo che ho accettato nella sua interezza, integrità. Così come sono integri i Sassi di Matera. I Sassi che hanno, più che altro, dato vita alla mia arte, alla mia poetica, ai miei sentimenti. Sentimenti che ho sposato con il matrimonio. Tanto è vero che ho voluto rimanere in Lucania anche se, a due passi ci sono le origini pugliesi. Un connubio che mi fa ricordare tutti i meridioni del mondo che assomigliano nella loro natura, nella loro ideologia politica sociale e anche culturale. Meridioni sofferti, meridioni che hanno dato lustro a poeti, pittori, scultori, scrittori. L'artista deve raggiungere certi obiettivi, principalmente quello di far parlare gli altri della sua arte. Deve suscitare emozioni, sensazioni. Attraverso la pittura e la poesia carpisco e faccio.miei i sentimenti dell'osservatore, di colui che mi ascolta e mi legge.

Martinelli ha navigato con la sua mente nella sua arte, nelle sue sensazioni, nelle sue emozioni. Non è stato interrotto nel suo diluviante parlare. Adesso lo riprendiamo, con le domande in modo da mettere in luce il suo essere artista, poeta, pittore. Michele poeta e pittore.

Quando nell'animo di Martinelli finisce il poeta e inizia il pittore o viceversa?

Non è un connubio disgiunto. Se non faccio poesia, faccio pittura. Se non faccio pittura faccio poesia. Uno comprende l'altro.

Solitamente la poesia ha un'inizio e una fine nel giro di breve tempo, accade così anche nella determinazione di un'opera figurativa?

Si. E' la stessa cosa. Però il tempo può essere breve come può essere prolungato. Dipende dalle problematiche dell'opera poetica o pittorica. Infatti e capitato che alcune opere le ho riprese dopo mesi, dopo un certo tempo anche la poesia. Da un po' di tempo annoto sulla mia agenda le mie riflessioni di una lettura, di una mostra, di un articolo, di una recensione, di qualunque provenienza e di qualunque autore, che poi cerco di lasciarle maturare, di farle macerare per un maggiore sapore artistico e culturale. Così come si fa macerare un piatto casalingo.

Perché propio piatto casalingo?

Perché l'artigiano elabora i manufatti per raggiungere l'opera d'arte, il capolavoro, così per un pittore, per un poeta l'opera finale, l'opera d'arte dev'essere macerata in ogni contesto.

Quali sono i momenti di ispirazione e quando avvengono?

Avvengono nella calma, nella serenità, nell'equilibrio psico-fisico. Avvengono in ogni momento. In sostanza, però, cerco di manifestarli, di elaborarli la mattina a piena luce, a pieno sole perché è l'inizio di un nuovo giorno e di una nuova fase lavorativa. I momenti di ispirazione, molte volte, avvengono con visite alle mostre, con la partecipazione a convegni e presentazioni di testi, di pubblicazioni; in definitiva quando vengono evidenziate le opere, le idee, i contenuti degli altri, anche se questi contenuti sono eterogenei complessi in merito all'arte, alla poesia, alla scrittura.

Si sente un'artista maturo?

Io credo di si, anche se nei miei limiti, perché ho maturato le mie idee dopo anni di studio delle diverse correnti artistiche dell'arte e della poesia contemporanea.

Quanto la sua attività artistica incide nell'insegnamento che esplica nel Liceo Artistico di Matera?

Tanto quanto mi basta per cogliere le dinamiche dell'arte, anche se molto tempo viene utilizzato più per l'insegnamento, data la mia posizione di vicario del preside, che per l'arte. Non faccio trasparire ai miei allievi il mio operato nell'arte tanto che si meravigliano nel momento in cui vado ad evidenziare una mia mostra, una mia opera pittorica o poetica.

C'è molta riservatezza, da parte di Martinelli, ad esser ed apparire un artista, un poeta, un pittore?

Si. Per indole naturale e di educazione, perché mi hanno insegnato di essere rispettosi nel manifestare le proprie idee e la propria personalità. E' già molto che questa sia espressa attraverso le opere.

Nel contesto della cultura lucana, Martinelli dove si colloca?

Non mi colloco in nessuna parte. Vado alla ricerca di una collocazione. Saranno gli altri a decidere. Ho un'ampia conoscenza della cultura lucana di Scotellaro, Sinisgalli, Carlo Levi, Guerricchio e di altri artisti, pittori, e scrittori del mondo lucano".

Martinelli è pessimista, ottimista, e quanto l'uno e l'altro influiscono sulla produzione poetica e pittorica?

Il mio ottimismo si evince maggiormente nella pittura; mentre il pessimismo lo evidenzio nella poesia perché è di facile approccio verbale e discorsivo. Per cui l'uno e l'altro sono significativi del mio modo di essere e di apparire.

Quali sono le tematiche ispiratrici che manifesta volentieri sotto forma di poesia e di pittura?

Sono molteplici: umanistiche, sociali, politiche, religiose. Oltre a queste che sono universali, ci sono anche quelle di carattere equestre, ludiche, ironiche, e giocose". Il discorrere con Martinelli diventa il correre del tempo. Si fa troppo tardi ma è sempre troppo presto per conoscere quanto di universale è fatto il suo animo dedito all'arte della poesia, della pittura. Martinelli continua nella. sua feconda opera poliedrica di artista. Domani, avrà messo su un'altra novità e dopodomani ancora un'altra e così di seguito, fino all'infinito, che, contrariamente a quello leopardiano, non ha davanti a sè la siepe e quindi nessun "guardo esclude.

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