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Bustocca terza al Premio Zingarelli
Olga Comerio premiata per la raccolta Quando l'io incontra l'amore

in: La Provincia
14 febbraio 2011

Mai fidarsi degli stereotipi. Pensi a una poetessa e immagini una donna dell'ottocento, tutta crinoline, chignon e penna d'oca. Olga Comerio una Bustocca [nativa di Busto Arsizio, Varese] intraprendente ed energica, e quando le proponiamo questo paragone scoppia a ridere: «Sono l'opposto!».

La incontriamo di ritorno da Cerignola, dove sabato sera a arrivata terza al premio letterario Nicola Zingarelli, con la sua prima raccolta di poesie, Quando l'io incontra l'amore, pubblicata nel giugno 2010.

Quando a nata la passione per la scrittura?

Ne11985, sui banchi del liceo, ho preso l'abitudine di annotare sul diario le emozioni. L'anno scorso una signora mi ha segnalato un concorso indetto da una casa editrice di Firenze che cercava nuovi autori. Io ho radunato le poesie sparse sui quaderni, le ho rilegate con un semplice filo di rafia e le ho spedite. Non avrei mai pensato a quello che sarebbe successo dopo.

Cosa accomuna i versi di questa raccolta ?

Le poesie hanno un solo filo conduttore, l'amore e la gioia, anche se io scrivo soprattutto nei momenti di tristezza, di delusione. Non parlo esclusivamente del rapporto tra uomo e donna, ma anche di altri tipi di relazioni, l'amicizia per esempio.

Con i suoi versi condivide momenti le ha creato disagio?

Non direi. I miei genitori sono intervenuti alla presentazione del volumetto e credo abbiano colto aspetti del mio carattere dei quali non si erano forse resi conto.

È già al lavoro per un nuovo volume?

Sto raccogliendo del materiale, ma per me la scrittura resta sempre un modo per sfogarmi. Se prima mi trattenevo e trasferivo sulla carta solo le emozioni più grandi, adesso mi capita di scrivere più spesso. Le mie sono "pennellate di parole", scaturiscono di getto, non ho un metodo, né scrivo in maniera sistematica; prendo appunti ovunque mi trovi, su un foglio qualsiasi.

La vena artistica nella sua famiglia non è mai mancata, anche se si è manifestata in forme diverse.

Il mio bisnonno, Silvio Gambini, era un. architetto Liberty, il nonno Ivanhoe Gambini un pittore futurista, la nonna Olga invece creava ceramiche. I due putti riprodotti sulla copertina del libro sono un disegno a carboncino che lei realizzò a Brera. Anche se il frontespizio del libro porta il mio nome, mi piace pensare che esista una continuità con i miei antenati.

E' giunta sul podio a un concorso nazionale. Un bel risultato per un'esordiente.

Partecipare alla finale è stata una grande soddisfazione. I miei rivali erano molto qualificati, va benissimo dove sono arrivata.


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