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Intervista a Paolo Galvagni, traduttore dal russo

Da traduttore dal russo per Fermenti Editrice, ti sei occupato di autori che spaziano in un contesto alquanto variegato. Come scegli gli autori da proporre in Italia?

Difficile rispondere... Oppure si può dire che sia una scelta molto soggettiva: traduco gli autori che sono nelle mie corde. Il panorama letterario della Russia contemporanea è davvero molto variegato: si va dal verso libero alla rima tradizionale, passando per gli aforismi e le prose poetiche. Tra i poeti più maturi, mi piacciono quelli che hanno cominciato a scrivere nell'epoca sovietica: gli ambienti letterari undergound erano molto fecondi. I giovani, che si sono affacciati alla letteratura dopo il crollo dell'URSS, riflettono le contraddizioni della Russia contemporanea.

Tra i vari autori tradotti, quali ti hanno colpito di più?

Elena Schwarz è stata una delle autrici che mi hanno colpito di più. Anche per la frequentazione diretta che ho avuto. Mi invitava a cena a casa sua, quando ero a San Pietroburgo. Sono riuscito (quasi miracolosamente) a farla invitare a due festival poetici in Italia (Assisi e Fermo). Poetessa coltissima, spaziava dall'alchimia al cosmo. Leggeva l'italiano, e ha scritto una corposa biografia di D'Annunzio. Oppure Nené Giorgazde, poetessa georgiana che vive a San Pietroburgo, davvero vivace e intensa forza interiore.

Per i testi scegli un metodo preciso o segui il caso?

No, non c'è un metodo preciso. Leggendo e rileggendo l'autore, scelgo i testi che mi colpiscono di più. Certi mi piacciono subito. Altri mi vengono a genio dopo la seconda o a volte anche la terza lettura. Cerco comunque di tradurre testi tratti dalle varie raccolte dell'autore scelto, in modo da darne un quadro il più rappresentativo possibile. Talora può capitare che l'autore mi chieda espressamente di tradurre certi testi, per lui importanti: ovviamente lo accontento.

Come si sono concretizzati i tuoi rapporti con l'URSS/ RUSSIA a livello culturale?

Nel 1999 sono riuscito a collaborare con Dmitrij Kuz'min, giovane letterato ed editore moscovita, che "gestiva" il gruppo letterario "Vavilon" (poeti giovani): è stato il mio primo contatto culturale in Russia. Mi ha dato alcune dritte su autori e movimenti nel panorama letterario russo contemporaneo. Poi, mi sono procurato vari contatti anche attraverso i viaggi: a San Pietroburgo ho assistito a letture poetiche, festival letterari. Conosco personalmente alcuni degli autori che traduco. Nel 2018, grazie a un festival a Nizhnij Novgorod, mi hanno coinvolto in un progetto di traduzione dei poeti italiani in russo.

Oltre ai viventi hai tradotto classici?

Ho iniziato a tradurre i poeti russi negli anni Novanta del XX secolo, poco dopo la laurea. Ho esordito con i classici del Novecento: Anna Achmatova, Vladimir Majakovskij, Aleksandr Blok, Sergej Esenin.... Certo, mi piacerebbe anche proseguire coi classici.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho alcuni progetti, che spero di realizzare prossimamente. Nel 2020 ho tradotto i giovani poeti degli Urali. Vorrei continuare a "scoprire" i poeti delle periferie russe. Sono varie le "scuole poetiche locali". Altrimenti si traducono soltanto i poeti di Mosca e Pietroburgo, le due capitali russe. La Russia è un paese enorme, e i centri culturali non sono pochi.

Oppure la poesia russofona d'Ucraina è degna di attenzione. Il bilinguismo (ucraino/russo) in Ucraina è una questione particolare, da approfondire.

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