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Ines Scarparolo
ovvero, la poesia come rifugio e armonia del pensiero

Ines Scarparolo, ha al suo attivo otto raccolte di poesie in lingua italiana e in dialetto, fa parte del Cenacolo dei Poeti Dialettali Vicentini ed è stata premiata in diversi concorsi letterarri non soltanto per la poesia, ma pure per la narrativa (ha pubhlicato. tra 1'altro, un volume di racconti brevi dal titolo Sogni nella valle) e nell'amhito della letteratura per I'infanzia.

Singolare. al riguardo, è la sua opera Quando fiorisce il pesco che presenta una serie di filastrocche e poesie per la gioventù e che ha ottenuto molteplici consensi da parte della critica e di addetti ai lavori come Costanzo Liprandi («Un testo chiaro, piacevole, simpatico che palesa senz'altro la vera dimensione dell'esistere dell'autrice, non travagliata dalla precarietà, ma ricca di forti sentimenti, limpida come il cielo del'infanzia»); Luigi Pumpo («La brevità dei modelli poetico-narrativi; la giocosità dei mezzi espressivi, ammiccano tra le pagine, tanto da fare dei racconti lirici... piccoli mondi che ci urgono e ci vivono dentro»)...

Altrettanto ispirate sono, poi, le sillogi Fra nubi erranti, Il respiro dei fiori, Solchi preziosi, Grappoli di stelle, Ed è già quiete... in cui si respira un'atmosfera sognante ed un amore a tutto campo, una gioia di vivere e di incontrare nel sogno una porzione d'infinito, un ruscellare leggero e vorace di sentimenti, di emozioni, di carezze sulla pelle, di immagini a colori, di palpiti, di mani che si stringono, di parole che giocano in un cielo azzurro, di «fuochi dipinti con dita d'amore». Una poesia davvero aerea, la sua: una poesia dal respiro prensile e dallo stile raffinato, unitario, moderno...

Ines Scarparolo, assieme a Cristina Contilli, ha inoltre curato due sostanziosi volumetti riguardanti l'io creativo e l'espressività delle poetesse Vittoria Berti Madurelli (una poetessa vicentina dell'Ottocento) e Nadia Anjumn (una giovane poetessa afgana che nel 2005 era stata massacrata a botte dal marito per aver osato declamare in pubblico le sue poesie). Esperienze, queste, che dimostrano la sua grande sensibilità d'animo e d'amore solare per la poesia in ogni sua sfaccettatura.

Ma perché non sapere qualcosa di più sul suo conto, abhiamo pensato dopo aver letto poesie, note critiche, motivazioni riguardanti Ines Scarparolo? Ed ecco cosa siamo riusciti a scoprire, tramite suo ovviamente.

Cosi, tanto per entrare subito in argomento: cosa significa per lei la poesia e perché si dedica, veramente con entusiasmo, alla poesia?

La poesia è per me il rifugio, il silenzio, 1'armonia del pensiero. Mi ci dedico con entusiasmo, se così si può dire, perché mi ha aiutato e ancora mi aiuta a ritrovare in me l'angolo verde, la scintilla della meraviglia, la gioia e il dolore che ogni attimo porta inevitabilmente con sé.

Lei era amica di quella bravissima poetessa che è stata, anche per me, Adriana Scarpa. Cosa ha ereditato da lei e qual è il ricordo più bello che ha di lei e della sua poesia?

Con Adriana ci siamo trovate da subito in sintonia, in lei ammiravo il coraggio di vivere e la sua voglia, grande e pressante, di gioia. Adriana poetessa era per me irraggiungibile, perciò mi stupiva e inorgogliva tremendamente quando apprezzava ciò che scrivevo. Di lei ho fatto subito mia una sua concezione di correttezzza assoluta nel presentare le proprie opere ad un concorso; da lei ho cercato di imparare a non scendere mai a compromessi, a scrivere con il cuore ma, dopo, ad elaborare con la mente. Adriana mi ha insegnato anche a scegliere, in ciò che scrivevo, a cercare, se pensavo ad una possibile pubblicazione, di formare una silloge abbastanza omogenea, a non accontentarmi quindi di una semplice raccolta poetica. Ma erano le nostre telefonate quotidiane, frequentissime, a rendermi euforica, già spruzzata magicamente di poesia fin dal primo mattino: "Ine, senti qua... La go scrita stanote a le tre..". E mi leggeva alcuni suoi splendidi versi e poi aggiungcva: "Cossa ghin dìsito? che la manda al tal concorso? O quala de ste do qua?". Un ricordo dolcissimo? Fu 1'ultima estate ad Oliero, nell'agosto 2005, poco dopo la morte di mamma Italia. Adriana mi telefono: "Le go finie. le go ricopià sul quaderno, le poesie par la me mameta? Vegni su, ti e anca driano, vojo lèzartele. Ghe xe la Sagra, i fa el pesse bon. se metemo là fora a magnarlo insieme". Ma Adriana non ce la fece ad uscire, già le gambe non le permettevano di muoversi che con grandissima fatica; acquistammo il pesce e lo mangiammo allegramentc insieme, nella sua cucina. Poi Adriana tirò fuori il suo quaderno e cominciò a leggermi "Fa la nana còcola".

Scrivere in dialetto o in lingua italiana comporta per lei un diverso approccio con il verso, con le immagini, con il ritmo?

Credo che cio sia naturale, ma non è certo una cosa cercata. Mi sono accorta che vi sono emozioni, ricordi atteggiamenti, parole, che io spontaneamente elaboro nella dolce lingua del latte; altri sentimenti mi ispirano invece versi in lingua italiana; ho cercato di analizzare perché mai, ad esempio, la poesia d'amore nasce in me, quasi sempre, in lingua: penso che ciò sia dovuto al fatto che ho vissuto l'esperienza d'amore in età adulta, quando era ovviamente l'italiano ad imporsi, sia per lo studio che per lavoro. sul dialetto.

C'è un riconoscimento, fra i tanti che ha fin qui collezionato, che la gratificata in modo particolare? Per quail motivi?

Le confesso che, ogniqualvolta mi viene comunicato di aver vinto un premio a qualche concorso, penso che, se qualcuno ha letto i miei versi e ha trovato importante ciò che ho cercato di dire, vabbè, vuol dire che ho raggiunto ciò che mi ero prefissa perciò, subito, mi trovo «imboressà» e... incredula. Quando però mi è stato comunicato di aver vinto il premio «Modena» per la poesia dialettale e mi sono ritrovata a rappresentare il Veneto, assieme ad altri venti autori per ciascuna delle altre regioni italiane, beh... questo mi ha emozionata davvero in maniera indescrivibile. Alla cerimonia di premiazione, la cosa più bella è stata quell'armonia di suoni che ciascun dialetto riusciva a donare... Ogni autore, infatti, doveva essere presente per leggere personalmente la propria poesia. Per me è stata una sensazione meravigliosa: ogni dialetto m entrava nel cuore, unico e inconfondibile con la sua musicalità. Poi vi fu il pranzo: l'Italia unita nella poesia e nel più bel convivio, ed io, che amo tantissimo conoscere gente. ad allacciare nuove amicizie: ero fuori di me dalla gioia! Per non dire poi del trolley portato a casa, pieno di prodotti tipici gustosissimi (prosciutto crudo, coppa, pancetta, parmigiano, salame...) che mi ha fatto sentire, finalmente, non la "fora de suca" che ruba tempo alla famiglia per dei semplici hobby. ma una persona che, scrivendo semplicemente qualche verso. era riuscita a portare a casa, "dai tusi e dal marìo", tanto hen di Dio!

Ha un fascino tutto suo l'amore, che è una delle componenti sostanziali del suo mondo poetico?

Parlare dell'Amore non è certo semplice, ma è una cosa che incanta il cuore. L'Amore è la Poesia, il Sogno, la Speranza, il Sentimento che più ci avvicina a Dio. Perché sono gli adolescenti, generalmente, a riempire i loro diari e i quaderni di scuola di poesie? Perché a quell'età, certo difficile e tormentata ma meravigliosa, l'Amore palpita in ogni momemto. Anch'io non smetterò mai di innamorarmi e di amare, perché è la cosa piu bella.

E' un attimo la vita, è un attimo l'amore «ed è già Quiete | dopo la danza di Fuoco». Per questo i giorni e le stagioni vanno consumati a viso aperto dicendo con convinzione: «Insieme a te | tutto è bellissimo...»?

Si, è importante per me consumare tutto a viso aperto o, diciamo, a cuore aperto dato che in tutto ciò che faccio è il cuore a darmi le direttive. E riguardo all'amorc, ogniqualvolta mi accorgo che "ed è già Quiete..:", riparto ad innamorarmi di nuovo, magari anche solo di un sogno, soprattutto della Vita. L'attimo può allora diventare Infinito...

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