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Incontro con Monica De Marco

Monica De Marco è nata a Pistoia nel 1961, ma vive a Prato. Scrivere è
sempre stato il suo sogno, concretizzatosi nel 2008 con Attimi di felicità,
romanzo autobiografico attraverso il quale l’autrice, nel raccontare il suo
sorprendente vissuto, cerca di sensibilizzare il lettore sulle problematiche
della displasia ectodermica , malattia genetica rarissima di
cui è affetto un suo familiare. Oltre il perdono è il suo secondo romanzo, vincitore della Selezione Pink
2011 della Ciesse Edizioni.
Oltre il perdono è il titolo del tuo nuovo libro, il primo, Attimi di
felicità, è autobiografico invece il secondo è un romanzo, sicuramente mentre li
scrivevi hanno suscitato in te emozioni diverse, quali? E quale dei due te ne ha
suscitato di più?
Attimi di felicità è nato dal bisogno, urgente, irrimandabile, di buttare
fuori la marea di emozioni che la vita fino a quel momento mi aveva riservato.
Uno sfogo, difficile e sofferto, che mi ha aiutato a mettere il punto e andare a
capo, ma non solo. Con Attimi di felicità la mia passione per la scrittura aveva
finalmente preso forma, ma mi rendevo conto che era stato relativamente facile
scrivere della mia vita, non avevo avuto bisogno di immaginare nulla. Prima
ancora di averlo terminato già mi ero chiesta se sarei stata in grado di
inventarmela, un’altra storia da raccontare, creare dal nulla dei personaggi,
dar loro un volto e un’anima, fargli acquistare spessore e concretezza in modo
che non rimanessero solo parole sulla carta. Non so se ci sono riuscita, ma ci
ho provato. Così è nato Oltre il perdono. Scriverlo è stato emozionante, a volte
anche divertente. Due libri nati da bisogni diversi che mi hanno regalato
emozioni diverse, ma tutte ugualmente importanti.
Oltre il perdono è un titolo ben appropriato al contenuto del libro e
senz’altro affascinante ed accattivante. Qual è stata la molla che ti ha spinto
a sceglierlo?
Scrivo di getto, senza nessuno schema. Quando ho iniziato Oltre il perdono
nemmeno io sapevo come sarebbe andata a finire. La trama mi si è srotolata fra
le mani, è stata lei a condurre me. Alla fine mi sono resa conto di aver scritto
la storia di una donna che, nel suo universo privato e intimo, senza fasti né
gesta eclatanti, pur con inevitabile fatica e sofferenza, è capace di spendersi
fino in fondo per salvaguardare gli affetti più cari. Capace non solo di
perdonare, uno dei più grandi atti di coraggio, anche se spesso viene
stupidamente scambiato per debolezza, ma anche di andare oltre. Oltre il
perdono, appunto.
Monica De Marco sarebbe capace di andare Oltre il perdono se si ritrovasse
nella stessa situazione di “Ester”? E quanto di Monica c’è in Ester?
Per queste due domande chiedo di potermi avvalere della facoltà di non
rispondere. Mi è concesso?
Sì, certo, anche se lascerai i tuoi lettori, ed anche me, con molta
curiosità… ma, a volte un po’ di mistero non guasta. Ed ora, come ultima cosa,
vorrei chiederti di raccontare l’iter che hai seguito per arrivare a questa tua
nuova pubblicazione e la tua reazione nell’apprendere di avere la possibilità di
pubblicare il tuo libro senza nessun contributo economico.
Ho scoperto la Ciesse Edizioni quasi per caso, grazie a un gruppo del quale
faccio parte su Facebook, “Come pubblicare un libro”, di Andrea Mucciolo, che
segnala agli iscritti case editrici non a pagamento. Ciesse aveva indetto un
concorso per la selezione di tre opere inedite da inserire nella collana Pink
che scadeva di lì a poco. In palio la pubblicazione e, al primo classificato,
venti copie omaggio e cinquecento segnalibro. Oltre il perdono è un romanzo che
parla d’amore. “Perché non provare?” mi sono detta. Quando ho scoperto di aver
vinto, fra l’altro in un periodo, l’ennesimo, non facile per la mia famiglia, ho
provato uno degli “attimi di felicità” più belli e intensi di tutta la mia vita.
Ce l’avevo fatta!!! Il mio sogno di bambina stavolta aveva davvero preso forma,
senza nessun compromesso. Qualcuno aveva letto il mio libro e l’avrebbe
pubblicato, senza chiedermi nulla, solo perché gli era piaciuto. Sembra un fatto
normale ma non lo è per niente, specie per autori sconosciuti come me che hanno
difficoltà anche solo a farsi leggere. Non riuscivo a crederci. Quel giorno mi
trattenni a stento dal mandare una mail alla Ciesse per chiedere: “Voi non state
scherzando, vero no?” Colgo l’occasione per ringraziare Carlo Santi, il mio
editore, per il coraggio di investire del suo su perfetti sconosciuti come me,
per la determinazione nel cercare di far crescere la Ciesse, per l’umiltà di
riconoscere quanto è arduo farsi strada nel mare magnum dell’editoria italiana.
Ha messo subito in chiaro: “Lei non sta pubblicando con Mondadori.” “Non
importa.” Gli risposi ed ero assolutamente sincera.
A costo di sembrare provocatoria, posso affermare con forza che sono più
felice io di aver pubblicato con Ciesse Edizioni di tanti personaggi famosi, non
scrittori, personaggi famosi, per i quali essere pubblicati è scontato, quasi
dovuto. Faccio un esempio fra i tanti: Emanuele Filiberto, simpaticissimo e gran
bel ragazzo oltre che principe, ballerino, cantante, presentatore e oggi anche
scrittore con il suo Mi fai stare bene edito da Rizzoli. Mi dispiace per lui e
quelli come lui: non conosceranno mai l’attimo di intensa felicità che ho
vissuto io, non per questo almeno. E grazie a te, Nicoletta, per i tuoi preziosi
consigli, per avermi spronato a continuare, per aver creduto in me fin
dall’inizio, per avermi permesso di mettere dei tuoi versi all’inizio del libro.
Lo devo anche a te se oggi sono qui.
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rubrica |
| L'intervista |
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De Marco, Monica
autore: Nicoletta Corsalini
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