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Tiziana Faoro intervista Ninnj Di Stefano Busà
Quale
collocazione intellettuale dà alla Poesia la società di oggi?
La rappresntazione che
in ogni epoca storica credo abbia dato, ovvero, indica uno spartiacque, tra
l'affanno e la tregua, tra l'essere e il divenire, tra il bene e il male, tra il
reale e il sogno. Certo nella società del postmoderno la Poesia si sente un po'
fuori luogo, è una campana stonata, perché altre sono oggi le priorità:
oggettive prioritarie:lo stravolgimento dell'economia mondiale con la
conseguenza dell'impoverimento per metà del pianeta, la lotta per la
sopravvivenza, per la vita in un mondo ormai sovraccarico di scorie venefiche,
di individualismo, di libertarismo esasperato, sentinelle di sventura, una
società sull'orlo di una recessione mondiale, con interi Paesi allo sfascio, le
rivoluzioni del nord Africa per la libertà dei popoli dalle dittature etc,
parlare di Poesia può apparire blasfemìa. Eppure, è quasi certo che proprio
quando le risorse umane vengono meno, ci si attacchi alle ragioni del cuore per
resistere, e la poesia è la ragione prima, la sola in grado di garantirci un po'
di tregua, in un panorama arroventato dal malessere.
Antropologia docet. Ogni epoca
martoriata ha avuto i suoi poeti, e proprio in funzione di essi si è ricreata
quella continuità di legame tra il passato e il futuro, in un contesto che
supera ogni diatriba, ogni sventura umana.
Lei, oggi, è
tra le più interessanti e rappresentative figure del diorama lirico
contemporaneo. La sua vocazione al magistero della poesia è datata. Bisogna
andare molto indietro nel tempo per ricercare la sua vena artistica, supportata
da decenni si esperienza, di laboratorio scrittorio, di tirocinio e di messa in
opera? o è frutto di una innata e particolarissima predisposizione all'arte del
linguaggio?
Credo di
averne avuto capacità d'intuizione in età scolare. Poi i fatti della vita, le
situazioni possono ritardare l'aspirazione a scrivere. Io ho iniziato piuttosto
presto (13 anni) ma non c'è un'età precisa per scrivere poesia, essa
si
manifesta quando vuole, s'instaura nel nostro essere, malgrado noi, è una
cellula del nostro genoma, che può comparire in qualsiasi momento, in ogni luogo
e parla, e ci narra la sua necessità di culto, la sua verità letteraria, in un
dialogico sistema di piani alterni. intendo dire che si può anche arrestare per
un certo tempo, ma inevitabilmente, chi
nasce poeta vedrà risorgere, (pure dopo un lungo silenzio o arresto) la sua
vena
in modo inaspettato. La poesia è inspiegabile, ha dalla sua la carica del suo
mistero imponderabile, la bellezza e la grazia di una tendenzialità a mettersi
in gioco, perché parla al cuore del mondo, ed è il pregio essenziale, il valore
assoluto della poesia. Parafrasando Dostoevskij si può dire che: "la
poesia non salverà il mondo", ma:
"il mondo dovrà salvare la Poesia"
se vorrà sopravviverle e salvarsi dai falsi miti, dalle temperie mistificatorie
del suo delirio.
A quale
tipologia di simboli corrisponde la Sua poesia?
Non c'è alcun
dubbio e di tipo antropologico-filosofico, magari un po' a sfondo orfico, perché
vede nel ripetersi dell'avventura umana l'esigenza di legarsi al passato e al
futuro, di essere il traino per le generazioni del domani di una sua storia
personale che guarda oltre lo steccato del "piccolo orticello", per agganciare
l'immenso che è in noi.
Pensa che i
giovani di oggi siano interessati alla Poesia?
Come addetta
ai lavori da vari decenni, (giurie, convegni, recitals, fiere letterarie) vi è
un numero sorprendente di autori giovanili,(s'intenda trentenni o superggiù)
che introducono un genere poetico minimalista, portato a una revisione
totalizzante della pagina letteraria che istruisce un filone scarno,
dissanguato. La new age è fatta
di giovani con tendenze scrittorie scarnificate, senza orpelli. Ma è pur sempre
una scrittura che viviseziona l'intelletto, lo interroga, lo stimola a dare di
sé un quid che lo collochi nella Letteratura,alla Storia di un popolo. Non
dobbiamo sorvegliare il metodo, né pretendere che il modello culturale sia
eguale a quello classico dei nostri padri. Ogni epoca ha i suoi cultori, bisogna
sorvegliare le finalità, i suoi contenuti logici, il suo linguismo, le
caratteristiche che ne originano e ne dominano il suo iter. Il suo valore
intrinseco, il confronto tra le epoche, i modelli, i significati
lasciamoli
al giudizio della Storia.
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rubrica |
| L'intervista |
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Di Stefano Busà, Ninnj
autore: Tiziana Faoro
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