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Intervista con Monica Florio su "Ragazzi a rischio"

Fiorella Franchini

www.napoli.co
5 giugno 2016

Con “Ragazzi a rischio” (La Medusa Editrice) Monica Florio si dedica nuovamente alle vicissitudini di Tommy, già protagonista del romanzo “La rivincita di Tommy”.

Sono trascorsi tredici anni, Tommaso Riccio non è più un ragazzino insicuro ma un uomo deciso a vivere liberamente la propria esistenza, anche sul piano affettivo. Lo ritroviamo presso una struttura educativa per ragazzi a rischio, gestita da un sacerdote, Padre Gregorio. A dominare la scena sono proprio questi adolescenti trascurati dalle loro famiglie, provenienti dalle zone disagiate della provincia di Napoli (Miano, Poggioreale, Secondigliano) e afflitti da problematiche quali il disturbo bipolare e di genere, l’handicap, il disagio derivante dall’essere stati adottati. Per tutti loro Tommy diventerà un punto di riferimento, una sorta di fratello maggiore.

Quale messaggio lancia Tommy?

“Tommy è il simbolo di un mondo, quello omosessuale, che cerca di farsi strada nonostante l’ostracismo di una società borghese bigotta e ipocrita.
Non è un maestro di vita, ma un giovane poco appariscente e dal carattere chiuso che si affeziona ai ragazzi a rischio, memore di un passato doloroso nel quale è stato vittima di ripetuti atti di bullismo omofobico.
Con Tommy ho voluto omaggiare non solo i gay più orgogliosi e sensibili ma anche tutti gli adolescenti che credono ancora in valori come la generosità, la solidarietà e la tolleranza”.

Ci sono state più difficoltà o è stato abbastanza facile trattare temi così delicati come i disagi di un adolescente nei confronti del mondo che lo circonda?

“Parlare di disagio giovanile non è facile. Ecco perché mi sono documentata a lungo prima a scrivere questo libro, avvalendomi anche della collaborazione di uno psicologo clinico”.

In Italia si legge poco. Cosa si può fare per diffondere l’interesse per la lettura nei giovani?

“Per fortuna i giovani non leggono poco, semmai si interessano alle storie che sentono vicine alla loro realtà, a quelle problematiche che gli adulti si ostinano a ignorare. La verità è che i gusti dei ragazzi sono cambiati, i genitori dovrebbero essere più curiosi e ricettivi.
Lo scrittore che decide di scrivere per una fascia di pubblico molto giovane affronta problematiche diverse da quelle che normalmente preoccupano gli altri autori. Sia quando sceglie ambientazioni fantastiche o la realtà, l’obiettivo è sempre quello di riuscire a trasmettere contenuti ed emozioni in modo vero ed autentico”.

Pur essendo un libro per tutti, come si scrive per i giovani?

“Non sono una scrittrice per ragazzi e non è stato semplice, almeno all’inizio, privilegiare i dialoghi rispetto alle riflessioni e alle descrizioni. In Ragazzi a rischio l’intreccio è più articolato e ricco di personaggi, per cui l’impegno da parte mia è stato anche maggiore. Spero che questo libro possa replicare l’interesse suscitato con La rivincita di Tommy, in cui per la prima volta nella narrativa scolastica il protagonista è un giovane gay”.

L’autrice è attenta a cogliere ogni singola sfumatura per trasformarla in un’emozione fatta d’inchiostro e la scrittura rappresenta un veicolo dal potenziale enorme perché ha la possibilità e la responsabilità di immaginare le difficoltà, riproporle e vincerle.

Nel romanzo di Monica Florio il messaggio arriva chiaro e forte: tutti gli adolescenti devono affrontare cambiamenti e ostacoli ma hanno sempre in pugno il proprio destino.

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