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Inseguire «fogli di speranza»
Il volume di liriche di Annamaria Cielo esplora i valori della libertà e della ricerca

Adige, 8 marzo 2012

«Sperare è come avere / pietà di sé. Due - / sopra una zattera. / E vagare nell'alba / per tutto il giorno».

È l'incipit del nuovo volume di poesie Fogli di speranza di Annamaria Cielo, una raccolta meditata in cui nel suo stile melodico la poetessa abbraccia la vastità dell'essere. L'essere così complesso, ricco di passioni, umori, sensazioni, sentimenti che rendono ogni persona un microcosmo. Annamaria Cielo è nata a Rovereto ma vive a Volano. Ha frequentato la Facoltà di lingua e letteratura straniera all'Università di Padova. È poeta, scrittrice, critica letteraria. Scrive in italiano e in francese. Nel 2008 a Roma ha ricevuto il premio alla cultura «Omaggio a Giosuè Carducci». Ha pubblicato il romanzo Bruna con Arca editore e Microcircò. Altre raccolte di poesie sono: Puzzle, La tartaruga d'argilla, Florentes lunci, L'istinto del fuoco, Via degli incontri, Amarsi è come ospitarsi.

Cielo, cosa sono i Fogli di speranza?

L'idea del titolo viene da un'usanza giapponese che invita a scrivere su foglietti di carta i "Tanzaku", cioè poesie e desideri. Si appendono ai rami di un bambù durante la festa delle stelle innamorate, "Tanabata", quando Vega e Altair s'incrociano nel cielo, ogni 7 luglio. Per me assumono una valenza terapeutica come trappole per fermare il male.

Le piacciono le religioni orientali?

Di religioni orientali so poco, ma amo una frase di Buddha: "Nel momento in cui vedo il fiume scorrere sono io stesso che scorro". Questa è la realtà profonda con cui la realtà sfugge al pessimismo e si affida alla speranza, che è il tendere verso la luce.

Cos'è per lei la speranza?

Così come viviamo la morte in ogni momento di opacità, noi viviamo l'eterno in ogni istante di speranza. Dico: con ogni uomo viene al mondo la speranza, fare una vita è prendere possesso / di altre vite, stabilirsi in esse, / alla riva di altre lacrime, / nel cuore di nuove felicità. Nei Fogli di speranza c'è molta Natura, infinite forme di vita come fonti di perenne insegnamento.

C'è affinità tra il suo concetto di speranza e quello cristiano?

L'affinità tra speranza e fede esiste perché entrambi contengono i desideri più profondi degli uomini, sono la spinta verso la vita. Per me, cristiana, la speranza non sta ai limiti, ma al centro dell'uomo. Certo, i limiti vanno rispettati, la fede aiuta a capire i limiti. Fame, paura, disperazione, catastrofi naturali, guerre e il Male come irreparabile, sono eventi che superano ogni limite pensabile e che richiedono non solo fede ma anche forza morale per resistere e reagire. Per ricostruire speranza ci vuole un intento collettivo, una catena di solidarietà, che vanno oltre la ragione».

Perche alcune poesie sono scritte in francese?

Nascono in francese. Lo parlo fin dai dieci anni. Il francese entra in me senza accorgermi, mentre scrivo in italiano proseguo in francese e nemmeno mi accorgo. È un intimo diverso, è un qualcosa di più caldo, che mi completa.

Cosa intende per poesofia?

Scrivendo, scopro pensieri che fanno parte della mia storia. Scrivendo, vivo un cammino fatto di folgorazioni e conoscenza che mi indica la via da seguire. Spesso con visioni di cui non capisco il senso. Lo dimostra la poesia d'apertura: Sperare è come avere / pietà di sé. Due - / sopra una zattera / E vagare nell'alba / per tutto il giorno. Ho capito dopo cosa volevo dire, leggendo un pensiero di Dietrich Bonhoeffer: il legame tra speranza e fede è il coronamento della libertà, comprendere che la sofferenza è una via (zattera) verso la libertà come viaggio della propria azione, sotto una Luce costante (come vagare nell'alba per tutto it giorno).

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Fogli di speranza è edito da Osiride nella collana «I fiori blu» diretta da Mario Cossali. Verrà presentato a Rovereto il 16 Marzo 2012 alle 18 alla Casa Dame Inglesi e martedì 3 aprile 2012 alla Dante Alighieri in Via Dordi, 8 a Trento alle 16.45 con I'intervento di Mario Cossali.

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