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4 chiacchiere con…
Ninnj Di Stefano Busà

La luna e il drago.org

Molto determinata, colta, sicura, Lei denota molta simpatia e incute rispetto, cordialità e ammirazione per quello che fa: la sua immagine di donna in carriera letteraria è di grande rilevanza. Sposata da quarant'anni, ha due figlie Clara e Roberta, ha avuto da qualche anno il suo quarto nipotino, come fa a conciliare tutte queste situazioni al suo progetto culturale che esige notevole concentrazione e molto impegno?

Con molta volontà e spirito di sacrificio. Tutte le condizioni della mia giornata richiedono la mia massima attenzione e cerco di utilizzare al meglio energie e spazi, dando le priorità a quelli che richiedono il massimo obbligo di ascolto nell'istante in cui si presentano. Inizio alle 8,00 termino alla mezzanotte. Devo ammettere che ricevo molta collaborazione da mio marito, a lui ciò che demanda all'amministrazione della famiglia, gli impegni familiari, gli appuntamenti medici, l’ordinaria conduzione della famiglia, a me tutto il resto, come l'andamento di ogni meccanismo familiare atto a risolvere le varie situazioni immediate o non.

Lei è permissiva o severa come carattere?

Credo di esserlo nella giusta misura, quando le situazioni lo esigono. Per le figlie e i nipoti dovrebbero essere loro a dirlo. Il fatto che mi siano legatissimi lascia intendere un buon rapporto, o quanto meno che sono mamma e nonna fortunata. Combatto ogni giorno la mia battaglia personale, senza stancarmi di sostenere la famiglia, la ragione culturale, le esigenze di tutti (nipoti compresi), tentando di far coincidere le varie circostanze e le decisioni che occorre prendere per andare avanti e dare risposte giuste al momento giusto.

Ha dato alle figlie una educazione aperta e libera? o le ha tenute a freno? Chi delle due le ha dato più da fare?

Per fortuna le mie figlie hanno avuto il dono del discernimento, tanto da meritarsi la mia stima incondizionata, hanno scelto i loro studi, a seconda delle loro inclinazioni, in tal senso, ho lasciato ad ognuno la massima libertà e non sono stata delusa.

Lei ha un curriculum di grande rispetto: è Presidente per la Lombardia dell'Associazione Nazionale Scrittori, oltre che del Centro "Iniziative Letterarie” di Milano da Lei fondato nel '90. Come concilia i suoi diversi ruoli?

Ognuna delle mie cariche è indipendente, ad entrambe dedico il mio tempo autonomamente, programmo iniziative, incontri, presentazioni di autori, convegni, giurie, presiedo premi letterari etc: ammetto che le mie giornate sono piuttosto intense, anche perché porto avanti ogni giorno il mio personale programma sulla Letteratura e la Poesia di mia produzione che non voglio trascurare o abbandonare.

Come vede la politica di oggi?

E' un tasto dolente, sono consapevole che per l'Italia è un momento fra i più difficili dal dopoguerra. Una condizione di tale dimensione epocale esige unità, cooperazione, condivisione non i contrasti, le contraddizioni, l’inconciliabilità e la deriva della politica che fa “teatrino” ogni giorno. Troppi problemi annosi che non vedono decisioni, saldature, soluzioni, alternative valide. Tutto sta nell'intelligenza del cuore, le capacità di soluzioni sono possibili solo con la mente sgombra da egoismi. La validità o meno di uno stabile governo è sempre commisurata alla responsabilità, ma soprattutto alla grandezza/elevatezza degli individui che la regolano e la conducono.

Talmente vasta la sua produzione letteraria che si ha solo l’imbarazzo della scelta. Tra la prima e l’ultima opera quale è il parere critico di Ninnj Di Stefano Busà?

La crescita per gli umani è in continua evoluzione. Tra il mio primo libro e l’ultimo, c’è solo un diverso grado d’impegno e, se posso ammetterlo, una condizione di privilegio perché la poesia esige tempi lunghi e assorbe pienamente il suo compito storico se fatta con la prospettiva di un continuo, incessante dispendio di energie, concentrazione e desiderio del “dono”. La poesia è un dono, c’è insita la volontà di “donarsi” di farsi storia di ognuno e di tutti.

Nata in Sicilia a Partanna, una città di 18mila abitanti. Da molti anni a Milano. In quale equilibrio convivono le due realtà così distanti e differenti?

Opposte solo come ubicazione, geograficamente, ma non intellettualmente. La cultura è una caratteristica fondamentale, direi essenziale, nella cultura dei siciliani. Molte grandi personalità e figure di intellettuali hanno avuto origini meridionali. La diversità unisce non divide, perché arricchisce, se usata ai fini di una caratterizzazione non strumentale che porta al bene comune e a regole condivisibili.

Se avesse la lampada di Aladino, quale desiderio prioritario esprimerebbe?

Non vuole essere retorica, ma chiederei soprattutto Pace e Bene per il mondo intero dilaniato da crudeltà e disumanizzato, ferito, martoriato. Ovunque:fame, privazione dei diritti umani, malattie, povertà, guerre. La crisi economica è soprattutto il segno del disagio, come dire, l’esito finale di una grande tragedia., Il declino dell’umanità dal senso culturale e umano della società civile è sempre l’assenza o la latitanza di valori morali, culturali, religiosi.

Il mondo ha ancora bisogno di Dei?

Di Dio, sì, molto, di idoli di cartapesta, di modelli profanatori - no - . La rinascita della Storia e di ogni Civiltà passa sempre da una religione laica, non bigotta né ottusa che detiene l’intelligenza e la filosofia primaria di un Credo Giusto.

Ci congediamo dalla nostra ospite ringraziandola per la disponibilità e con il nostro personale ad maiora per sempre maggiori soddisfazioni e successi.


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