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Intervista ad Angela Greco
sul suo nuovo libro “Correnti contrarie

nei versi sensualità e femminilità

Mariella Eloisa Orlando
"Vivi Massafra"
15 novembre 2017

Lo scorso 9 novembre 2017, presso il bar Aurora di Massafra, Angela Greco ha presentato alla città il suo nuovo libro di poesie “Correnti contrarie” edito Ensemble Editore.

Ad accompagnare l’autrice per la prima presentazione della sua ultima fatica letteraria i poeti Nunzio Tria e Michelangelo Zizzi. Nunzio Tria si è soffermato sui temi oggetto della poesia di Angela Greco che ha commentato leggendone i versi. Michelangelo Zizzi ha invece commentato la struttura delle poesie e la tecnica di scrittura, anch’egli leggendo alcuni componimenti.

Corale l’elogio alla poetica di Angela Greco giunto dai due relatori che l’hanno definita una poetessa matura con una grandissima capacità espressiva. Apprezzate, tra l’altro, l’originalità stilistica e la raffinatezza culturale delle citazioni letterarie ed artistiche presenti nelle poesie.

Al termine del riuscito quanto partecipato incontro con Angela Greco, si è aperto un vivace e stimolante dibattito che ha dimostrato l’interesse suscitato nel pubblico dalla nuova opera.

Per conoscere nel dettaglio “Correnti contrarie” abbiamo intervistato l’autrice.

Qual è la fonte di ispirazione da cui scaturisce il libro “Correnti contrarie”?

Il libro nasce come risposta ad una poesia di un altro autore e soprattutto amico, Flavio Almerighi, ‘Lettera a Clara”. Il nucleo centrale del libro rappresenta infatti una risposta a questa lettera. Di lì si sono poi dipanate le varie vicissitudini che Clara ha vissuto. Ho improntato il libro su questa figura di donna in attesa di un ritorno, ma anche di conoscere qualcosa di se stessa.

Clara è la protagonista di “Correnti contrarie”, come descriverebbe questa donna?

Le donne delle mie poesie, protagoniste della maggior parte della mia produzione tra cui anche Clara, racchiudono in parte la mia idea generale di donna; sono persone un po’ retrò, ancora capaci di attendere e di condividere il loro tempo-spazio con l’altra metà del cielo, moderne nella loro indipendenza soprattutto dai luoghi comuni e capaci di credere ancora nell’altro, nel genere umano nonostante tutto. Mi assomigliano insomma.

In questa silloge i componimenti sono divisi in quattro sezioni, tante quante sono le stagioni. Cosa l’ha portata a questa scelta?

È stata una scelta quasi istintiva, legata al fatto che la mia Clara è nata in inverno. L’incontro con la poesia ‘Lettera a Clara’ di Flavio Almerighi è avvenuto proprio il 21 dicembre scorso e di lì ho pensato di dividere il libro in quattro sezioni, ognuna rappresentante una stagione, così da riportare nel poemetto un intero anno solare. In realtà le stagioni a cui mi riferisco, fugando la banalità, sono quelle che ancora devono arrivare.

Quindi parliamo delle stagioni dell’anima, possiamo dirlo?

Sì, anche se il concetto di anima è argomento di altra competenza, possiamo dirlo. Il libro è nato in un nevoso e non usuale, per le nostre latitudini mediterranee, inverno in cui è stata forte la speranza di primavera. Il volume è stato pubblicato poi alla fine dell’estate per cui ci siamo ritrovati agli antipodi, correnti contrarie appunto, l’inverno e l’estate in attesa di una primavera.

La primavera può essere lo sbocciare della poesia?

La poesia può essere considerata, romanticamente, una primavera. Secondo me, è una epifania dopo il buio della stagione rigida nel momento in cui si pensa ad essa come ad un’esplosione di colore e luce. L’esplosione di colore nella mia poesia, oltrepassando la metafora, deriva anche dalla passione per la pittura. In ‘Correnti contrarie’ sono infatti citati alcuni tra i miei pittori preferiti, Hopper ad esempio, a cui ho dedicato un’opera successiva intitolata ‘Prospettiva Hopper’ di cui un estratto è in uscita in collettanea per Fallone Editore.

Esiste un filo conduttore che unisce i vari componimenti inseriti in “Correnti contrarie”?

Sì, il filo conduttore esiste poiché ‘Correnti contrarie’ è un poemetto e, come tale, è un’opera unica non frammentata in vari componimenti indipendenti. Le poesie sono collegate dal filo dell’attesa, ma soprattutto della passione vissuta nell’attesa che si realizzi l’incontro. Le poesie erotiche, anche quelle maggiormente carnali, pur nella contingenza dell’atto che descrivono, soffrono l’attesa e sono sempre riferite a qualcosa di più grande che va oltre lo stesso corpo.

Quindi la poesia va oltre la carnalità?

Sì, in molte mie opere tento di andare oltre la carnalità, perché penso che la poesia debba raccontare il corpo, la carne, ma anche lasciare qualcosa che rimanga oltre il tangibile.

Per chiudere un’ultima inevitabile domanda: perché un lettore dovrebbe scegliere “Correnti contrarie”?

Sorrido ringraziando e complimentandomi per l’intervista, che in questa domanda rivela la professionalità di chi l’ha condotta, e rispondo sottolineando che non sto aggirando il quesito. Non siamo noi a scegliere un libro di poesia, è la Poesia che ci sceglie anche quando si decide di acquistare un libro a scapito di un altro.

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