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L'intervista a Gabriella Frenna

Le interviste di Raffaele Piazza

Gabriella Frenna è nata a Messina e risiede, fin dall’infanzia a Palermo. È stata sempre affascinata dai narratori, dal modo di descrivere e di trasportare il lettore all’interno delle loro creazioni. Dalla dipartita dal mondo terreno della sua amata sorella maggiore e del padre Michele si è interessata alle opere che proiettano l’animo umano verso il mistero del divino, proponendosi di diffondere i principi cristiani impressi mirabilmente nei mosaici.

Ritiene che Sguardo d’artista possa essere considerato in senso lato un ipertesto strutturato attraverso l’interazione e l’intersecazione di più linee di codice di natura artistica e concettuale?

Il mio libro “Sguardo d’artista” penso che si possa considerare un ipertesto in senso lato e si possa ricondurlo ad un’unità strutturale con la modalità di organizzazione dei materiali che lo costituiscono, in cui i mosaici e le pitture sono collegati con le poesie e la critica di Luigi Ruggeri. Il volume si dipana in modo sequenziale e permette al lettore di attuare un percorso tra connessioni visive artistiche, poetiche e critiche, in modo da acquisire informazioni, compiere associazioni, attuando una modalità di lettura che può indurre dal testo dei rilievi utili per una mirata comprensione critica e per la propria sensibilità percettiva. Con le differenti modalità espressive il lettore può soffermarsi sugli attori del testo, seguendo il percorso progettuale che induce a svelare degli aspetti ispirativi, tecnici, formali, segnici. Penso che a livello concettuale possa risultare una lettura più coinvolgente, nel rilevare il ritmo narrativo tra pitture, mosaici, poesie e commenti critici.

La sua amatissima Sicilia è motivo ispiratore della sua opera?

Sin da bambina mio padre ha fatto percepire alle sue figlie la magia della sua terra siciliana. Rimembro che mi faceva ascoltare la sua voce che induceva a osservare la perfezione di ogni singolo elemento della natura, a notare le sfumature dei fiori, la delicatezza dei colori e le forti cromie, ad accarezzare i teneri steli, a soffermare l’attenzione sui deliziosi effluvi, ad ammirare incantevoli panorami e l’attrattiva dei raggi del sole che si riflettevano sul mare inondandolo di piccole perle che scintillavano sulla superficie azzurrina.

Mio padre era un’amante del bello, della cultura e dell’arte. Le domeniche si recava con la famiglia nella sua terra natale, l’amata Agrigento, e con la Valle dei Templi ci faceva avvertire la malia che gli antichi progenitori hanno inciso nel corso dei millenni, ci spiegava con emozione come approcciarci all’arte, nel rilevare la ricchezza dei reperti archeologici con l’aura di fascino che si percepiva nell’accarezzare i ruderi, nell’osservare i monumenti maestosi che tramandavano la magnificenza di secoli di storia.

Mi ricordo le lunghe passeggiate nella valle dei templi mentre ci faceva notare la meravigliosa sensazione dei raggi del sole che illuminavano le colonne dei templi, donando un differente risalto durante l’arco del giorno e soffermare il nostro sguardo su dei particolari e sulla maestosità della visione. È riuscito ad incidere sul nostro piccolo essere lo splendore della terra siciliana e c’induceva a spaziare il nostro sguardo dalla valle dei templi al panorama agrigentino per ammirare i due mondi diversi: l’antico e il moderno. Da un lato la città che s’ergeva sul colle, dall’altro la via sacra, la campagna dorata con gli olivi maestosi, con mandorli fioriti e il mare azzurrino, fino alla sottile linea dell’orizzonte, che separava il mare dal cielo diafano. Sono state delle emozioni indimenticabili.

Quando mia sorella e io eravamo adolescenti piaceva a mio padre narrarci episodi, storie, leggende, miti su Agrigento. Inoltre amava farci ammirare i reperti archeologici del museo, spiegare episodi curiosi sulla Cattedrale con gli effetti acustici che ci sorprendevano

A mio padre piaceva recarsi con la famiglia nei luoghi di cultura e arte, in particolare modo al Duomo di Monreale per farci notare lo splendore dei mosaici, soffermandosi sulla traccia del percorso visivo e sulla sequenza dei mosaici che ne descrivevano gli eventi. Mi ricordo i suoi occhi che s’illuminavano davanti a tanta bellezza, con l’oro delle tessere musive che sprigionava incanto, diffondendo luminosità ed emozioni.

Fin da bambina sono stata attratta dalle maestose visioni della terra siciliana con la sublimità della sua essenza vitale che rilevavo da secoli di storia nell’arte, nella letteratura, nella poesia. Mi piace imprimere nei miei libri la visione interiorizzata della mia amata terra siciliana.

Credo che lei sia convinta del fatto che l’espressione poetica si potenzi nell’ispirarsi, come avviene nella sua opera, a quadri pittorici e mosaici. Crede nella multidisciplinarietà delle arti?

Mi piace rilevare le molteplici forme della comunicazione e accostare diversi mezzi espressivi nel confrontare le modalità creative e rilevarne il processo artistico, tecnico e culturale. M’incuriosisce cogliere la percezione dell’artista, la realtà ispiratrice, la traccia impressa dal segno nell’opera, la complessità tonale e semantica.

Penso che i diversi linguaggi tendono a coordinarsi e armonizzarsi nella multidisciplinarietà applicata alle arti, in tal modo si evidenziano dei rilievi differenti che svolgono l’univoca funzione di tramandare cultura e arte; svelano l’essenza della società e della caratterizzazione emersa dalla visione complessa. Nel mio libro “Sguardo d’artista” mi è piaciuto accostare le differenti di espressione artistica pittorica e musiva. Il volume mette in luce il passato e il presente, fa emergere il rapporto tra le parole e le immagini, la rappresentazione della realtà espressa con le emozioni, con le forme, con le linee, con i colori, con i pennelli, con i tasselli di vetro.

Nella stesura del libro ho compiuto delle correlazioni logiche tra la pittura di Raffaello ed i mosaici di mio padre. Ma penso che i collegamenti ispirativi sulle loro opere possono far cogliere delle tematiche analoghe, ma con l’attuazione tecnica e compositiva differente, nel soffermarsi sulla sensibilità artistica di Raffaello e su quella di mio padre. Difatti i contenuti artistici sono trattati in modo diverso ma mi è piaciuto mettere in risalto lo sguardo interiore di entrambi, nel porre l’accento sulla creatività impressa con un proprio spazio semiotico, ognuno con la propria arte, donando ai fruitori una meravigliosa visione del creato, con i segni, con i colori, con la luminosità delle opere.

L’attento lettore può cogliere una rappresentazione reale della vita, mediata dalla sensibilità degli artisti che si sono espressi con tecniche differenti. Penso che da ciò possono risultare i diversi linguaggi visivi, nel coglierne differenti accezioni sulle opere come quelle, simbolica e analogica, nel rilevare l’interazione tra il segno e il messaggio espresso.

In che modo l’attività artistica di suo padre l’ha ispirata nel suo approccio creativo alla poesia?

Ho sempre amato osservare la creazione dei mosaici di mio padre, coglierne il pensiero espresso in ogni sua opera, l’ideazione e l’evoluzione del racconto musivo che emergeva linea dopo linea, tassello dopo tassello, nel soppesare gli spazi, le cromie da inserire, gli elementi da aggiungere per contemplare la sua esternazione musiva. Amavo osservare la luminosità del suo sguardo e la semplicità con cui riusciva a creare i mosaici, poiché immessi i tasselli non li modificava. Mi stupisco ancor oggi. Come riusciva ad avere la precisa percezione delle sfumature, della semplicità delle forme che risaltavano con i piccolissimi tasselli di vetro, nell’ immaginare da una sterile tavolozza di compensato la visione finale su ciò che voleva creare.

Riusciva a mettere in luce una visione poetica della vita che m’incuriosiva nell’inserire i piccolissimi vetrini che tagliava e selezionava con somma pazienza, nel tagliare figure, elementi paesaggi, nel farmi notare la riflessione della luce donare un risalto diverso ad ogni suo mosaico durante l’arco della giornata.

Ogni piccolo elemento acquisiva un significato peculiare, nel rivelare l’emozione del suo sguardo d’artista, ricolmo d’amore per la vita, ad avvertire l’arcano splendore.

Nei mosaici percepivo un’euritmia, come una traccia poetica che m’ispirava e continua ancora ad ispirarmi nel rivelare con parole la mia emozione sulla visione impressa sulle opere musive e su quella reale.

Dall’osservazione naturalistica mio padre ha colto sfumature, cromie, forme che imprimeva nei mosaici. La malia della terra siciliana la vedo riprodotta nei mosaici, percependo il fascino di un’armoniosa visione.

Crede nel piacere del testo di cui parla Barthes nel suo celebre saggio, piacere nel suo caso accentuato dalle opere artistiche a colori presenti nel suo libro?

Sin da bambina sono stata attratta dai libri, dalle illustrazioni che inducevano ad entrare in un altro mondo, sconosciuto, accattivante e misterioso. Negli anni seguenti amavo addentrarmi nella narrazione di storie, leggende, miti.

Aprire un libro è stato per me sempre un’avventura emozionante nel cogliere il fascino inusuale che l’autore induce a scoprire, nel raccontare il suo mondo, la sua visione della vita, l’essenza più profonda, nel lasciare una traccia di sé con le proprie opere Barthes nel suo saggio “Il piacere del testo” fa riflettere sul piacere che il lettore prova nell’addentrarsi con soddisfazione nelle pagine.

Anch’io credo che sin dalle antiche pagine si alimenta un’aspettativa curiosa, per scoprire l’evoluzione della narrazione, ciò che l’autore esprime e vuole far emergere con la propria opera.

Mi auguro di riuscire a ricreare con i miei libri una visione unitaria tra le poesie e i mosaici, nell’auspicio che il lettore riesca ad avvertire delle sensazioni piacevoli e a percepire l’emozione impressa da mio padre nel creare i mosaici e la mia con le poesie

Amo ispirarmi alla mia terra siciliana, alla luminosità dei paesaggi, all’attrattiva impressa nei mosaici. Penso che sia una narrazione inusuale ma curiosa che il lettore può compiere nel visionare i mosaici di mio padre e leggere le mie poesie. Questa modalità spero che riesca a svelare la magia della visione, esternata con le nostre opere differenti musive e poetiche.

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