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Michele Frenna
l'infanzia, i ricordi, l'arte

L'archivista (1993) mosaico, cm 30x40

in: Boè, Settembre-Ottobre 2008

Caro maestro, come ho più volte descritto ai lettori, il suo attuale stile e la sua capacità descrittiva narrativa hanno trovato sempre spunti ispirativi dalla sua infanzia agrigentina, potrebbe raccontare ai lettori alcuni episodi a lei particolarmente cari?

La città di Agrigento ha esercitato in me un fascino inusitato, per l'atmosfera che ho vissuto durante l'infanzia e la giovinezza. Sono il quinto di una numerosa famiglia e, dopo di me, sono nati altri cinque figli.

Mio padre Salvatore e mia madre Rosa Gebbia hanno dato a me e ai miei fratelli un grande affetto. Alcuni ricordi sono rimasti indelebili nella mia mente, non solo i più cari, ma anche quelli che hanno suscitato in me un gran timore. In particolar modo rimembro, quando la città è stata bombardata e ho vissuto dei periodi di grande spavento.

Durante l'invasione degli americani, gli italiani, man mano che si ritiravano, creavano grandi disagi, fàcendo saltare i ponti e dei punti strategici di comunicazione. Qualche giorno prima dell'ingresso degli americani ho visto degli aerei far cadere numerose bombe e ho avuto la sensazione che mi avrebbero colpito. L'effetto è stato devastante. Le bombe sono cadute un po' distante dal luogo dove mi trovavo, hanno distrutto un gran numero d'abitazioni e un ricovero situato sotto la chiesa di San Francesco d'Assisi, vicino alla stazione, ritenuto un luogo sicuro, dove sono state bloccate centinaia di persone. Nessuno si è salvato.

Un altro giorno durante la liberazione ho visto una gran fiammata, che è diventata una grandissima nube di fumo, poi una potente deflagrazione e un rimbombo che ha frantumato tutti i vetri della città.

Ha distrutto un lungo ponte di ferro, uno dei più grandi e d'accesso alla città. Lo spavento mi ha ritirato la parola e per molto tempo non sono riuscito più a parlare. Ho impiegato degli anni per sconfiggere la balbuzie e ritrovare la fluidità del linguaggio. Nonostante le difficoltà della guerra e del periodo post bellico intorno a me aleggiava un'atmosfera d'allegria, malgrado le ristrettezze economiche. Ricordo che durante la sera mia madre allietava noi fagli con simpatiche storie su Giufà e Beppe Nappa, mio padre narrava gli avvenimenti di guerra. Raccontava che era stato richiamato alle armi per la guerra del 1915  18 e mostrava le quattro medaglie per le ferite che ha avuto per il suo eroismo in battaglia, ricevendo promozioni e i gradi di sergente maggiore.

Quando avevo la possibilità mi recavo con i miei fratelli a giocare fra i ruderi della valle dei templi, alimentando il mio animo con le sensazioni arcaiche. Ho ideato molti mosaici sui templi e su particolari episodi giovanili che sono rimasti indelebili nella mia mente (Tempio della Concordia, Tempio di Castore e Polluce, Tempio di Giunone, Tempio di Ercole, Folclore agrigentino, i girovaghi, Beppe Nappa, San Calogero, San Calogero di Naro, Il carretto siciliano, Prunus in fiore, ecc...)

Quanto la sua formazione spirituale ha subito una positiva influenza dalla frequentazione dell'Oratorio dei Salesiani?

Durante l'adolescenza ho frequentato nei giorni festivi l'oratorio dei salesiani. Ricordo i miei amici e gli insegnamenti dei sacerdoti, che raccontavano episodi sulla vita di San Giovanni Bosco, il fondatore della congregazione. Sono stati giorni indimenticabili che hanno sempre lasciato nel mio cuore una sensazione di profonda spiritualità. Anche le mie figlie hanno frequentato le scuole dei salesiani, prima a Messina, poi a Palermo. In onore del santo fondatore ho creato il mosaico "San Giovanni Bosco", rappresentando la figura del santo, attorniato dai giovani.

Tempio dei Dioscusi Castore e Polluce, mosaico su compensato, cm 30x40

San Calogero di Naro (2007) mosaico, cm 72x40.

Come è nata la sua passione per il mosaico ?

La mia passione per il mosaico è nata casualmente, nell'aiutare le mie figlie nei compiti d'educazione artistica. Ho sempre avuto il desiderio di creare e ho notato che questa tecnica mi ha appassionato. Ho iniziato ad avere consensi, ad esporre nelle mostre a Palermo, poi nelle altre città d'Italia e ho avuto numerosi riconoscimenti.

I temi da me trattati sono diversi e spaziano dal sacro al profano. Mi piace molto realizzare paesaggi e in altre opere soffermarmi su alcuni particolari, come una rosa, un rampicante, un mazzetto di fiori.

Ho realizzato mosaici che riguardano figure storiche come Cristoforo Colombo, Nefèrtiti; dei mestieri come i fabbri, l'archivista, i solfàtari, il minatore, la prima infànzia, lezioni di pianoforte. Altre opere mettono in risalto la mia visione un po' ironica sulla società come Volontariato di beneficenza, w la vita, la prospettiva. Ho rappresentato la serie dello zodiaco; ritratti di donne, d'uomini, di bambini.

Quando ha deputato tale tecnica a suo unico mezzo espressivo?

A poco a poco mi sono appassionato allo studio della tecnica musiva con tasselli di vetro e ho dedicato il mio tempo libero.

Quali contatti le hanno permesso di conoscere meglio i segreti di tale tecnica e a quale mosaicista si è ispirato inizialmente?

Dopo alcuni anni ho contattato l'ideatore della tecnica musiva con tasselli di vetro, il Prof Michele Grassia e ho ricevuto apprezzamenti per le mie ideazioni. Sono stato un autodidatta e con l'autocritica ho perfezionato i miei lavori.

Quale particolare opera musiva del passato rappresenta a suo giudizio, la "cappella Sistina" del mosaico?

Diverse sono le opere monumentali musive che possono paragonarsi alla ricchezza decorativa degli affreschi della Cappella Sistina, raffiguranti le storie di Mosè, della genesi, di Cristo, degli antenati di Cristo, del giudizio universale di Michelangelo. Se proprio devo pensare a paragonare un similare splendore con un'altrettante magnificenza realizzata con i mosaici, il mio pensiero va alla Sicilia, la mia terra, e in particolare prima alla Cappella Palatina, recentemente restaurata, con i mosaici bizantini che decorano la cappella con episodi dell'antico testamento e degli atti degli apostoli, con raffigurazioni riguardanti San Paolo, San Pietro, i Profeti e gli Arcangeli. Ho sempre ammirato la rappresentazione maestosa del Cristo Pantocratore nell'abside maggiore.

Questo confronto è sorto spontaneo, ma vorrei rivelare che fin dal mio arrivo a Palermo sono stato attratto dai mosaici che abbelliscono il Duomo di Monreale. Mi ha sempre destato, infatti, sensazioni d'incanto ammirare i mosaici policromi e d'oro zecchino che decorano il Duomo. Sono stato attratto dalla ricchezza dello sfavillio delle tessere d'oro e dall'armonia delle rappresentazioni delle scene dell'antico e del nuovo testamento.

Nel mio tempo libero frequentemente mi sono recato con i miei familiari a Monreale, provando piacere ad incorporare una forte emozione con la sacralità delle testimonianze musive, che mettono in risalto il mistero soprannaturale. In questo luogo si avverte una sensazione di profonda misticità, con l'oro dei mosaici che fanno risaltare lo splendore della gloria di Dio e testimoniano la luce del suo regno con i riverberi delle tessere musive.

Gli eventi tragici, presenti nella vita di ognuno, dunque anche in quella degli artisti, possono nuocere al talento ed alla creatività?

Purtroppo nel 1988 è morta la mia figlia primogenita, Rosanna, il profondo dolore ha sconvolto la mia vita e quella della mia famiglia, ma abbiamo avuto il conforto della fede. Le tematiche dei miei mosaici si sono modificate e ho creato delle opere per evidenziare il suo ricordo e la presenza arcana di Dio nella vita (Rimembrando, Ragazze sulla spiaggia, Allegoria fantastica, Madonna di Lourdes, Pensieri, Madonne, Allegoria divina, Gesù sofferente, episodi sulla vita di Gesù, ecc...) .

Gli eventi tragici possono modificare l'ispirazione, che può essere più sensibile alla sofferenza e ad anelare il conforto di Dio. Non penso che gli eventi tragici possano nuocere alla creatività, bisogna solo considerare come si affronta il dolore.

Quali le tematiche e gli approfondimenti presenti in questo ultimo periodo?

A poco a poco ho approfondito la tecnica e ho compiuto uno studio del mosaico, elaborando gli elementi, aggiungendo nuovi effetti decorativi e giochi di luce. Si può notare che le opere si modificano nel corso degli anni, non solo per la perizia ormai raggiunta, ma anche per il risalto d èrente che ho ottenuto con l'accostamento tonale dei tasselli di vetro, tagliati e selezionati adeguatamente per far risaltare la raffigurazione e disposti geometricamente o in modo circolare per ottenere diversi effetti ottici. (La colomba, Gesù sacramentato, ecc...)

Palermo è la sua città adottiva, che rapporti ha con i palermitani?

Sono sempre stato ben disponibile verso gli altri, ho sempre apprezzato i contatti cordiali e sinceri, spesso la mia fiducia non è stata ben riposta e ho potuto constatare che la gentilezza non è ben accetta.

Cosa adora della città e cosa invece cambierebbe?

Palermo è una città incantevole per la sua posizione nella conca d'oro, per la bellezza dei monumenti. E una terra ricca di storia e d'arte, ovunque si respira quest'atmosfera di cultura. Mi piacerebbe cambiare la predisposizione di molte persone all'arte, per poter far avvertire la sensazione di ricchezza culturale, con le molte testimonianze gloriose date alla città nel corso dei secoli.

Purtroppo molte persone non sono sensibili all'arte, privilegiano solo il desiderio di guadagno, che è inconsistente per un vero amatore della cultura. Molte persone non comprendono i sacrifici necessari che si espletano, pensano solo ad avere vantaggi facili e immediati. Mi piacerebbe far capire il mio differente modo di vedere: solo con sacrifici e con dedizione si riescono ad affrontare le difficoltà e veder realizzate le proprie opere.

Malinconia (1995) mosaico, cm 40,2x32,6

Natura morta (1981) mosaico, cm 35x27

Cosa della sua Agrigento vorrebbe vedere aprendo le finestre ogni mattina?

Mi piacerebbe ammirare il panorama che si osserva dalla casa che ha fatto costruire mio padre sulla sommità del colle di Agrigento, sotto il Seminario. Nel luogo dove sorge ancor oggi questa costruzione, molto tempo fa era stata edificata la Cappella di Santa Marta. Affacciandomi dal balcone di questa casa ammiravo un panorama meraviglioso, il mio sguardo si estendeva fino al porto di Porto Empedocle e poco lontano osservavo anche il pino secolare che contraddistingueva il Caos, luogo dove sorge la casa di Luigi Pirandello.

E' solo devoto a San Calogero o anche alla nostra Santa Rosalia?

L'ultima mia realizzazione è dedicata a Santa Rosalia, patrona di Palermo. Ormai sono residente in quest'amena città dal 1965 e ho pensato di esprimere in un'opera musiva la mia devozione alla Santuzza. Ho completato l'opera il 7 luglio, pochi giorni prima dei festeggiamenti alla patrona.

Quali valori è fiero d'aver testimoniato in questi anni con i suoi mosaici?

Le mie opere musive diffondono una sensazione di serenità, le persone che le osservano mi comunicano quest'emozione. Ho voluto testimoniare con i mosaici la mia fede e pertanto propagare i principi cristiani.

Quale insegnamento più importante ha ricevuto da suo padre e quale crede d'aver lasciato a sua figlia Gabriella?

Mio padre mi ha trasmesso il sentimento del dovere, d'onestà e una profonda Jède. Ricordo sempre a Gabriella gli episodi d'onestà che hanno contraddistinto mio padre, come solo pochi uomini riescono ad avere. Comunico a mia figlia gli stessi insegnamenti che il mio amato genitore mi ha tramandato.

Cosa direbbe oggi ad un figlio ventenne, da cosa lo metterebbe in guardia ed in cosa lo incoraggerebbe?

Direi di aver fiducia nelle proprie capacità, di affrontare la vita seguendo i principi cristiani e di non interessarsi alle cose effimere.

Il suo aspetto trasmette pazienza e saggezza, ma le è mai capitato di perdere le staffe?

Mi indispongo solo di fronte all'arroganza. Non mi capita di arrabbiarmi. La mia massima è "La calma è la virtù dei forti".

Ha mai pensato di smettere di comporre mosaici e dedicarsi a tutt'altro?

Ho tanti hobby, spero che il mio stato di salute mi permetta di continuare ancora per molto tempo le mie passioni.

Quante volte durante il giorno prega o si rivolge a Dio?

Ogni atto compiuto durante la giornata se è corrispondente ai principi cristiani, è un atto di preghiera.

Ha sempre creduto in Dio? Le è capitato di dubitato della sua esistenza?

Ho sempre creduto in Dio maggiormente nelle situazioni tragiche o critiche della mia esistenza.

Come ci si rialza da una brutta caduta?

Con la forza della fede e con la calma si riescono a trovare le soluzioni necessarie per rialzarsi e continuare ad affrontare la vita.

E' possibile ignorare il dolore?

Il dolore fa parte della vita d'ogni individuo.

Quando non compone mosaici, come ama trascorrere il tempo?

Ho altri passatempi, come completare la serie dei libri, adattarmi nei lavori elettrici e meccanici, ma in particolar modo mi piace dedicarmi alle piante, ho una piccola terrazza, dove coltivo rose, gelsomini, gardenie, clementina, plassifora, ecc... La lettura è sempre stata il mio passatempo preferito, ma dopo le operazioni agli occhi non ho più una buona vista, di conseguenza ho dovuto ideare altri passatempi.

Crede nella politica?

Non sono stato un assiduo sostenitore d'alcun partito politico, ma ho sempre ritenuto di stimare quelli che sono stati perseveranti nelle loro idee e hanno cercato di valorizzare i principi cristiani, trovando le strategie idonee per attuare i presupposti su cui hanno fondato la loro politica, per conseguire i veri valori di vita.

Abbiamo avuto in politica dei grandi strateghi, cultori dell'Italia, che con attive iniziative hanno attuato miglioramenti sociali, economici, ma soprattutto nel campo dell'etica.

Cosa pensa del mondo contemporaneo?

La disgregazione della famiglia causa molti effetti negativi nella società odierna. Le necessità economiche e il consequenziale lavoro d'entrambi i genitori non facilitano questo processo di miglioramento civile. I figli molte volte non hanno delle guide idonee cui potersi confrontare e i mezzi di diffusione tecnologica non aiutano a perpetrare i principi cristiani, ma al contrario cercano di disorientare i giovani con i falsi valori, con il desiderio di guadagni facili e senza sacrifici.

Cosa vorrebbe eliminare dalle strade di tutto il mondo?

Il dolore, la sofferenza, il degrado morale e fisico.

Ha nostalgia della vita rurale della sua infanzia?

Ho nostalgia dell'atmosfera che aleggiava intorno a me durante la mia infanzia. Non sono trascorsi molti decenni, ma tutta la società si è trasformata, sin dall'intima essenza.

Per incanto, quale giorno della sua vita vorrebbe rivivere?

Vorrei ritornare fanciullo spensierato

Quale invece dimenticare?

Tutte le delusioni. La vita va vissuta giorno per giorno. L'esistenza è come un recipiente molto capiente e l'individuo deve saperla amministrare.

Percepisco il legame forte che ha nei confronti di sua moglie, vorrebbe manifestare con una frase od un verso il suo amore per lei ai lettori?

Gesù ha detto: "Amatevi gli uni con gli altri come io ho amato voi"

Concludendo mi permetta una domanda sciocca: Michele Frenna è già grande, ma cosa vuole fare da grande.

L'umiltà non mi ha fatto diventare un maestro. Ho sempre stimolato i giovani a realizzare mosaici con la mia tecnica, chi è più abile può creare opere migliori. Intanto vorrei continuare a dedicarmi alle mie passioni, sempre con lo stesso entusiasmo avuto fino ad ora, salute permettendo.


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