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Maria Luisa Daniele Toffanin

bassanonet.it

Signora Daniele Toffanin cosa l’ha spinta a raccogliere questi Fragmenta?

La raccolta è nata nel tempo, c’è la mia vita in queste poesie. Fragmenta è il risultato di una ricerca poetica durata almeno un decennio, dal 1995 al 2005. L’opera trae la sua unità dai fondamentali archetipi della vita e della morte, costantemente e drammaticamente vissuti in una fiduciosa tensione verso il bello come nutrimento dello spirito, verso il mito come luogo ideale, verso l'attesa come tempo miracoloso, in un respiro continuo con le creature e il creato. Il tema conduttore della silloge è la figura femminile: sono narrate in poesia donne percorse da energia positiva, viste e raccontate nelle loro varie età, evocate come vestali della casa, dell'amore, della parola in varie stanze e rituali, specialmente nella maternità che “concentra nel suo rotondo d'uovo immenso | il senso dell'esistere”. Amo molto il simbolo dell’uovo, la sua forma, il suo essere radice del tutto.

Come nasce l’ispirazione per le sue poesie?

La poesia nasce dallo stupore, piccolo e grande allo stesso tempo, che si prova davanti alle cose, anche a quelle che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. A volte basta un’ombra, un profumo, un gesto a provocare una suggestione, a far riaffiorare un ricordo, a far nascere l’ispirazione per una poesia. Lunghe passeggiate tra i colli hanno dato vita nel 2002 ai versi che ho poi raccolto nella silloge Per colli e cieli insieme mia euganea terra.

Andrea Zanzotto riguardo a questa raccolta ha scritto che nella sua espressione ravvisa "una intensità etica oltre che estetica”: la bellezza guarirà il mondo?

Lo spero! Seguo da molti anni le attività di alcuni gruppi letterari e associazioni culturali. Sono socia del Pen Club Italiano e do volentieri il mio contributo alle iniziative volte a difendere il diritto all’espressione in tutto il mondo. Mi piace molto anche organizzare laboratori di poesia nelle scuole. Trovo che il contatto con i ragazzi, con i giovani e la loro energia sia davvero gratificante. Penso che sia importante che la scuola dia la possibilità di incontrare gli autori, di conoscerli direttamente e di parlare con loro, queste iniziative contribuiscono a far sì che i ragazzi si avvicinino senza timori all’arte della poesia.

L’etica ritorna anche in Dell'amicizia-My red hair dove lei parla di un’amica, del suo ricordo.

Sì, nella raccolta ho parlato di una cara amica che è mancata, il libro è dedicato a lei ed è il risultato di un processo avvenuto “al bulino del dolore”. Eravamo entrambe insegnanti, è stata proprio la parola, quella che colmava le nostre opere e i nostri giorni, a diventare lo strumento per trasferire nelle pagine la sua bella figura di amica, collega, madre impegnata in un nobile “lavare”, guidata sempre da “un’etica stella”.

Il tema delle radici spesso diventa nelle sue poesie un autentico inno al paesaggio.

La famiglia, la casa, le radici, sono la nostra culla, la nostra “cuna”. Noi siamo il prodotto dell’ambiente in cui viviamo, dei rapporti tessuti a maglie strette coi nostri cari. Nel corso degli anni si cerca l’incontro con l’ignoto, si praticano mille luoghi diversi. Ho scritto di viaggi e di paesaggi sconosciuti visti e subito amati, rimasti nel cuore in incanto, ma la forza del ricordo della casa, quella della madre e del padre, è un’immagine indelebile che ci accompagna per tutta la vita.


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