Servizi
Contatti

Eventi


Il riscatto dei deboli, i libri di Monica Florio

l mondo degli esclusi non è sempre facile da capire per chi è ben integrato nella società. A volte si intravede una verità che si cerca di soffocare per paura, per comodità, per egoismo. Qualsiasi siano i motivi alla base dell’emarginazione sociale, resta la consapevolezza della reale ineguaglianza delle opportunità di accesso alle risorse e ai benefici sociali per una serie di fattori: economici, culturali e politici. La società, in fondo, è un sistema complesso, a più strati, dove la mancata integrazione rientra in una sottocategoria a più facce: emarginazione sociale, religiosa, sessuale, genetica, politica, economica, culturale. Dimensioni diverse ma unite dallo stesso disagio che, spesso, si trasforma in discriminazione. Attraverso le parole della giornalista napoletana, Monica Florio, vengono alla luce le problematiche di disadattati, omosessuali e portatori di handicap. Una scelta forte che rivendica una condizione di normalità nella diversità, utile a rivelare l’alta dignità di ogni individuo. La sua opera promotrice si affaccia al pubblico attraverso scritti intelligenti, acuti e pieni di speranza. La prima raccolta di racconti sull’emarginazione risale all’anno scorso con la pubblicazione de Il canto stonato della Sirena, edito da Ilmondodisuk Libri. Storie delicate, raccontate con semplicità, lirica e un pizzico di speranza perché, in fondo, tutta la vita si basa su una spinta motivazionale. L’anno prossimo uscirà il suo prossimo romanzo La rivincita di Tommy, edito dalla casa editrice La Medusa. Un libro di attualità, incentrato sul bullismo omofobico, fenomeno sempre più diffuso nelle scuole.

Ciao Monica, vorrei iniziare con una domanda semplice e diretta: perché hai deciso di occuparti nei tuoi scritti di temi scottanti come l’emarginazione vissuta a Napoli e il bullismo omofobico?

Scrivo storie di emarginazione e di riscatto perché sono interessata alle problematiche delle minoranze e alle loro rivendicazioni. Purtroppo diamo per scontata la discriminazione di gay e portatori di handicap, questione che ho ripreso nel romanzo illustrato  La rivincita di Tommy, di prossima pubblicazione per la Medusa Editrice. Il libro, incentrato sul bullismo omofobico, uscirà nella collana “Focus attualità”, diretta da Claudio Elliott.

Inquadriamo insieme tre racconti a campione della tua raccolta narrativa Il canto stonato della Sirena: Nel primo racconto “Ultimo”,viene affrontata di petto l’emarginazione sul versante sociale. La piaga di questo secolo resta il lavoro che non c’è e il lavoro sottopagato e sfruttato. Napoli, dal canto suo, è la città dei disoccupati per eccellenza. Nel racconto il protagonista napoletano, Mimmo, è un disoccupato, ma la sua storia narrata in modo lineare, conciso e diretto, trova in sé molti aspetti nascosti da evidenziare. Nel racconto Mimmo si vede un perdente perché ha perso sia il lavoro che l’amore per un fatale scherzo del destino. Ma in questo perdersi si ritrovano tutti coloro, che vivono questo stato di forzata paralisi. Senza lavoro, non c’è dignità. La storia si chiude con una Napoli che culla i sogni infranti di chi si sente perso ormai. A che scopo raccontare questa doppia perdita?

“Ultimo” dipinge il destino di Mimmo, licenziato e tradito dalla propria donna e costretto a vivere sulle spalle della madre, vedova e pensionata. Ovviamente, la perdita del posto di lavoro, in una città come Napoli che non offre molto, comporterà per lui una serie di rinunce, ma non la perdita della dignità. Nell’epilogo spiazzante il caso benevolo punisce gli aguzzini di Mimmo, forse anche troppo severamente, in modo da far apparire lui, che sembrava un perdente, il favorito dalla sorte.

Sempre tratto dal libro Il canto stonato della Sirena si presenta un secondo racconto “Eroe per un giorno” che spiazza il lettore, inquadrando l’emarginazione napoletana sottoforma di disadattamento genetico alla dura realtà della città partenopea. Un uomo a caso, un uomo comune, un uomo solo, un lavoratore frustrato che sogna e realizza per un giorno la sua ora da supereroe per caso tra incredulità, misticismo e superstizione. Ne esce fuori una Napoli cruda, difficile da vivere e da gestire.

Il tuo racconto parla di una città in crisi, Napoli o, semplicemente, di napoletani in crisi? Quali possono essere i rimedi pratici per uscire fuori da questo tipo di disadattamento genetico?

Anche il giovane praticante di “Eroe per un giorno” è una vittima della società, non gli resta che sognare ad occhi aperti e fantasticare di essere un supereroe e non uno sfigato. Alludo a una crisi che è, al tempo stesso, individuale e collettiva, di chi è emarginato perché non ha i mezzi economici e di una città in declino a cui resta solo il ricordo di un passato glorioso. Non suggerisco rimedi, mi limito a raccontare storie che scivolano spesso nel grottesco facendo ampio ricorso all’ironia per rendere meno amare vicende, altrimenti, sgradevoli.

Il canto stonato della Sirena racconta vite ai margini ambientate a Napoli. Nella storia intitolata “Round finale” viene rappresentata una realtà difficile, fragile, dolorosa come l’omosessualità repressa e, non a caso, in questo pezzo si accenna nel finale al richiamo suadente, nostalgico e illusorio del canto di una sirena che riporta il protagonista per un attimo indietro nel tempo. Un meccanismo di rabbia, mista a frustrazione che, argina l’anima di un uomo che ha cercato per anni di cancellare la sua vera natura. La vita, a volte, ci mettere davanti una verità difficile da digerire, soprattutto, se vissuta nella solitudine. A differenza di altri racconti, non un accenno a Napoli, quasi come se il vissuto di un uomo non fosse contestualizzabile in un luogo preciso. C’è una casa, un passato familiare, una serata di beneficenza per scacciare la noia della quotidianità ma, soprattutto, c’è un reality show “Veri per sempre”in cui annegare quella parte di sé persa.

In questo racconto non emerge solo un’emarginazione di carattere sessuale, ma anche sociale. Qual è il vero filone che centra questa storia, come scomporla?

Il riferimento a Napoli si avverte meno in “Round finale” perché la vicenda dell’anonimo protagonista, che incarna il prototipo del conformista, potrebbe aver luogo ovunque. Come molti telespettatori, anche lui, adora i reality-show e si identifica nella giovane star di “Veri per sempre” per poi scoprire che il suo idolo è legato sentimentalmente a un transessuale. L’indignazione stimola il protagonista a lasciare il vecchio per il nuovo, la casa con i suoi ricordi per l’ignoto, in una svolta che potrebbe essere positiva.

A breve uscirà il tuo ultimo lavoro, La rivincita di Tommy che riprende, con toni altrettanto forti, il discorso lanciato con la raccolta Il canto stonato della Sirena ma, in questo caso, ci si sofferma sul bullismo omofobico, raccontando la storia di Tommy. Chi è Tommy e quanti Tommy hai incontrato? Perché centrare la storia su un giovane adolescente? E, soprattutto, a chi si rivolge il libro e perché?

Ho scelto di raccontare il bullismo omofobico in La rivincita di Tommy perché mi interessava esplorare un fenomeno così grave da spingere le vittime all’abbandono scolastico e talvolta al suicidio. Tommy è un tredicenne emarginato dai compagni per l’aspetto asessuato e l’eccessiva timidezza. Il suo percorso è simile a quello di tanti altri adolescenti che devono rinunciare in parte alla loro sensibilità per non soccombere. Ho evitato di fare del mio personaggio un martire: il suo riscatto avverrà grazie allo sport e alla solidarietà di alcuni amici, anche loro segnati dal bullismo omofobico. L’uscita del libro è stata annunciata da Claudio Elliott, autore del romanzo sull’anoressia “Mia sorella è cambiata” (La Medusa Editrice), in un recente convegno, tenutosi a Potenza in occasione della Giornata Mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Come per il bel romanzo di Elliott, La rivincita di Tommy è rivolto a un pubblico di giovani ma, dovrebbe essere letto, in primis, dagli adulti: docenti, genitori, psicologi, testimoni di un fenomeno quale l’omofobia di cui loro stessi sono i veri responsabili.

rubrica


Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza