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Ghost Writer

Anticamente si chiamavano "negri" ed erano conosciuti ovunque. Si trattava di giovani di belle speranze che compivano ricerche per rinomati docenti i quali alla fine le firmavano. Era la loro gavetta, ma sapevano che dopo un po' sarebbero stati premiati con un posto di assistente. Qualcuno scriveva anche per celebri scrittori a corto di idee e in anni recenti sono saltati fuori nomi e cognomi. Erano anche esistite delle vere e proprie officine letterarie, come quella di Dumas che impiegava un nutrito staff a scrivere le parti secondarie dei suoi ponderosi romanzi, ma le parti principali le scriveva lui.

Tuttora, a saper leggere, la differenza si vede. I poveri "negri" erano pagati il giusto, campavano decorosamente, mantenevano famiglie e potevano mandare i figli a scuola. Ora in molti paesi il ruolo ha acquisito un nome accattivante: ghost writer, cioè scrittore fantasma. Alcuni non fanno mistero di avvalersene e un celebre scrittore americano li paga con generosità: ogni romanzo un successo, ogni successo un film, ma è lui che ha tutto in testa.

E in Italia? Da noi è la giungla, ovviamente. Le case editrici pubblicano solo libri di gente famosa ma non si premurano di fornire all'autore una lista nazionale di fantasmi accreditati. Le agenzie letterarie leggono a pagamento e scrivono a tariffe salatissime testi spesso sgrammaticati e farraginosi. Allora? Allora il nostro autore già rinomato cerca da sé nel folto e insidioso sottobosco degli scrittori dilettanti. Ovviamente non è facile. La maggioranza dei dilettanti infatti non si presterebbe mai a scrivere per altri; una minoranza – per mettere assieme pranzo e cena – invece lo fa. Così molti vanno in televisione con il loro bravo libretto in mano ad annunciare che oltre all'attore, il cantante, il ballerino, il gigolò o chissà che altro, si sono messi anche a fare gli scrittori (applausi) e hanno scritto un romanzo (applausi) che immediatamente ha riscosso un successo trionfale (applausissimi), tanto che un amico regista ha deciso di farne un film (applausi con delirio) che qualche emittente ha deciso di finanziare (entusiasmo alle stelle) e che verrà trasmesso in televisione (standing ovation). Non si fa fatica a comprendere che cotanto miracolo è opera di un ghost writer. Poco male, si pensa, l'avrà pagato bene!

Ma qui sta il paradosso del mondo editoriale italiano. Si fa finta che questa figura non esista, si truffa apertamente il pubblico e poi si elargisce al collaboratore una cifra esigua che solo un disperato può accettare. Sì perché questi eclettici autori non vogliono pagare chi scrive per loro se non con elemosine vergognose, quando non arrivano alla perversione di promettere una percentuale delle vendite che il meschino intascherà dopo anni. Risultato? Romanzi scritti per 1000 euro o anche meno quando negli Usa la tariffa sindacale è di 25 mila dollari. Insomma tanti sedicenti scrittori di casa nostra non solo sono analfabeti, ma anche spilorci.

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