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La forza della Mail Art

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La forza della Mail Art, dai suoi inizi nella metà degli anni '960. (fino alla metà degli anni '990), era la sua scommessa per la comunicazione e la relazione tra persone. Soprattutto il suo impegnarsi per un linguaggio universale, obiettivo di tutte le utopie: la comunicazione continua e senza confini. Per questo fu supposto di spostare l'asse che manteneva l'arte nella sfera dello "scambio" per portarlo verso la sfera del "uso". Il lavoro artistico è così uscito dal campo delle merci, la compravendita nel mercato, e si è trasformato in uno strumento di dialogo, in prodotto di comunicazione. Questa è la rivoluzione di Mail Art. Una costruzione culturale ed artistica che ha puntato al cuore del sistema, a quello che lo mantiene unito: il denaro. E, anche, alla negazione della sua struttura (il mercato) e della sua conseguenza (il consumismo).

Comunque, la Mail Art è di questo mondo ed in questo mondo si è evoluta. All'apparenza, oggi noi siamo di fronte all'apertura di scelte nuove che cominciano dalla sua ricchezza incredibile. Anche il mondo sembra un altro dal momento in cui Ray Johnson ebbe l'idea brillante, negli anni '960, di spedire i suoi lavori a degli amici senza averli finiti, così che loro li completassero e glie li rispedissero ("Add & Pass"), mettendo così in opera le sue prime esposizioni sulla Mail Art a New York.

Così avvenne, prima il processo lento di istituzionalizzazione nella metà degli anni '980, quando gli organismi culturali associati all'arte ufficiale, come Gallerie e Musei, cominciarono ad organizzare esposizioni di Mail Art, (Ogni Biennale d'Arte si sentì incompleta senza organizzare la propria esposizione di Mail Art. Ogni Università si sentì carente verso il suo ambiente sociale senza creare una sezione di Mail Art.) e dopo la vendita degli archivi ... e tutto il resto.

Senza dubbio le due tendenze persisteranno per molto tempo: le convocazioni a progetti di Mail Art di tipo "dilettantistico" ("weekend paint") e quelle "professionali". Seguirono esposizioni senza appoggio economico, per "amore dell'arte", ed esposizioni gigantesche, con cataloghi spessi e a colori, di istituzioni commiste con l'apparato ufficiale: Gallerie, Musei, Agenzie di Posta Nazionali. Da un lato le esposizioni in cui era visibile il contributo di mailartisti rivolto alla comunicazione, e dall'altro le esposizioni organizzate dall'establisment dove i critici e le giurie imponevano i loro criteri.

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Estratto dalle riflessioni di Clemente Padín
a margine dell'International Art Exposition di Jeju
Corea del Sud, dal 18 al 27 ottobre 2001.

Esposizione Internazionale d'Arte di Jeju
Convegno sulla Mail Art

La Mail Art è stata accettata unanimemente come un movimento artistico e contemporaneo. Dovrebbe rimanere una struttura aperta, non-gerarchica. È anche un mezzo nuovo (arte postale) ed un movimento (Mail Art). La Mail Art offre una possibilità nuova e tremenda di fare arte nel nuovo millennio. La Mail Art è una tradizione stabilita in Nord America, Europa e Australia, e sta sperimentando nuova espansione in America Meridionale.

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La Mail Art è arte indigena del villaggio globale. Le categorie di Mail Art includono:

Lavori 2-D & 3-D, film, video, nastri sonori, e poesia visuale; arte spedita ad un altro artista come dono o come scambio, Postcard e cartoline usate come superficie dei lavori, Artistamps (francobolli artistici) ed altre immagini usate come affrancatura, anche le buste usate per spedire possono diventare lavori artistici, photo-copy art, immagini e-mail e/o effetti sonori, fax art ed ogni altra forma di comunicazione artistica; così come congressi di Mail Art, turismo di Mail Art, Mail Art meetings personali. La Mail Art è comunicazione artistica attraverso i vari media. Di quando in quando si sovrappone con le altre forme d'arte. Noi sperimentiamo la Mail Art come una sede per forme di arte alternativa. La Mail Art accetta tutti i contributi ad un progetto su una base uguale senza selezione o valutazione o imposizione di standard di qualità (nessuna giuria, nessuna tassa, nessun ritorno la documentazione a tutti i partecipanti), in contrasto con il corso principale dell'arte.

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La Mail Art è basata sullo cambio gratuito di arte e la comunicazione senza censura. La produzione, l'esposizione e presentazione di Mail Art dovrebbe rimanere non commerciali. Noi, nella consapevolezza che comunque non dovrebbe essere impedito agli artisti di coprire i costi di produzione della Mail Art attraverso la Mail Art stessa ed aumentare nello stesso tempo il finanziamento pubblico e privato a esposizioni ed eventi, sosteniamo e siamo pronti difendere la libertà artistica di ogni artista di Mail Art contro ogni genere di censura.

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Estratto dal documento approvato durante il "Peace Island Jeju International Art Show 2001", patrocinato da: Jeju Culture and Art Foundation, tenutosi in Corea del Sud dal 18 al 27 ottobre 2001.

Sottoscritto da: Jas W. Felter (Canada); Peter Netmail (Germany); Alberto Sordi (Italy); Snak-Y (Italy); Eun Chul Jang (South Korea); Young Jay Reads (South Korea); John Held, Jr. (United States); Michael Thompson (United States); Michael Hernandez de la Luna (United States) and Mia Spiral (United States).

Come riportato nel Catalogo dell'Esposizione dagli Amministratori di Jeju: Woo, Keun-Min, Yang, Chang Bo, Presidente di Jeju Provincial Congress, e Kim, Jae-Ho, Presidente di Jeju Culture and Art Foundation.

Clemente Padin
Nato nel 1939 a Lascano, Uruguay. Poeta, artista e disegnatore grafico, performer, videoartista, multimedia e netartworker. Si è laureato in Letras Hispanas all'Università de La Repubblica, in Uruguay. Direttore di periodici d'arte. Autore di libri pubblicati in Francia, Germania, Olanda, Italia, Venezuela, Stati Uniti e l'Uruguay.
Ha partecipato a esposizioni collettive ed a più di 1.500 esposizioni di Mail Art in tutto il mondo fin da 1971. Esposizioni personali in Stati Uniti, Italia, Corea, Argentina, Uruguay, Germania, Spagna, Belgio e Giappone. Invitato alla XVI Biennale di San Paolo del Brasile, 1981; Menzione speciale alla Biennale di L'Avana, 1984. Ha pubblicato note ed articoli su molte riviste e pubblicazioni tradotte in inglese, portoghese, francese, italiano, ungherese, olandese, tedesco e russo e ha partecipato a molti eventi in internet fin dal 1992. Ha compiuto performances in numerosi paesi.
Arrestato e processato dalla dittatura uruguaiana per vilipendio alla morale ed alla reputazione dell'Esercito fu condannato a quattro anni e incarcerato, liberato in anticipo grazie all'interessamento di molti artisti ed alla solidarietà internazionale, ha continuato e continua il suo impegno contro le armi e la violenza.

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