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trattino e lineetta

I segni paragrafematici (punteggiatura, accenti, ecc.) rendono la scrittura più precisa: oggi con il computer è possibile creare testi formalmente come in tipografia. Alcuni ritengono che trattino e lineetta siano la stessa cosa, ma non è proprio così.
Il trattino serve: 1. (-) a unire fra loro parole composte, es. italo-francese; 2. a sillabare una parola, es. trat-ti-no; 3. a indicare prefissi, desinenze e simili, es. mono-, -are.
La lineetta invece ha funzioni diverse dal trattino; ve ne sono di due tipi: breve () e lunga () la cui funzione è uguale. Serve: 1. per aprire un discorso diretto, es. – Dove vai? (appare superfluo metterne una in chiusura, salvo che vi sia un’interruzione, es. – Dove vai – disse Carlo – così di fretta?); 2. per introdurre un’incidentale al posto di virgole o parentesi, con la differenza che le virgole danno minor rilevanza all’inciso, mentre le parentesi lo isolano dal contesto; es. Non bisogna credere – come fanno molti – a certe fandonie.

Altri usi, sia del trattino che della lineetta, sono più occasionali o individuali. La distinzione fra trattino e lineetta permette di non ingenerare confusione:
• il trattino va sempre unito alla parola,
• la lineetta invece prima e dopo va spaziata.

Un consiglio generale che si può dare è di non abusare dei segni paragrafematici, ma di utilizzarli dove sono necessari.


 

 

 

trattino e lineetta

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