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Parole desuete
o inconsuete

in neretto le nuove parole inserite


acantabolo (a-can-tà-bo-lo, anche ancantòbolo) sost. m. sec. XVIII et. dal gr. akanthobólos [ákantha, spina]. Tipo di pinza chirurgica per estrarre schegge, spini o simili, o per estirpare i peli di palpebre, narici e sopracciglia; è formata da due mollette le cui estremità sono dentellate.

agiosidero (a-gio-si-dè-ro) sost. m. sec. XVII et. cfr. hágios santo, e síderos ferro, da cui la pronuncia agiosìdero. 1. lastra di ferro larga circa 7 cm e lunga 28 tenuta sospesa con una corda nel mezzo sopra la porta della chiesa; se ne servono i cristiani in Turchia nel caso che l’uso delle campane sia interdetto; 2. in Grecia, specie di ferro usato al posto delle campane per chiamare i fedeli in chiesa; il termine è in genere sinonimo di agiosimàndro.

agnomoni (a-gnò-mo-ni) sost. m. pl. sec. XIX et. dal gr a- alfa privativo, e gnómon indice, riga, propr. che conosce (gnomé conoscenza, intelligenza). Termine veterinario che si riferisce ai cavalli la cui età non è più possibile rilevare dai denti incisivi (Salvin.); si chiamano gnomóni (sinonimo di fagiuoli) gli incisivi dai quali si può valutare l’età del cavallo.

ancerrino (an-cer-rì-no) s. m. sec. XIX et. non riportata [anca? parte esterna arrotondata della poppa; fr. ancre? àncora] Perno di ferro che viene posto nell’asse della ruota dei cannoni per impedire che esca; è termine di uso soprattutto marinaresco.

alaoscopia (a-la-o-sco-pì-a) sost. f. sec. XVII et. non riportata [gr. a- privativo, láo video (aláos non vedente), skopía a sua volta da skopéo io vedo attentamente] Speculazione, spec. in filosofia, su argomenti o soggetti inconsistenti; per Card. I,55 termine letterario di origine greca.


alefangino (a-le-fan-gì-no) agg. sec. XVI et. incerta, forse da aloe (gigliacea il cui succo amaro viene adoperato in medicina) come uno dei suoi ingredienti. 1. di pillola composta da svariati e numerosi elementi; utilizzata nei disturbi dello stomaco o giovevole alla secrezione gastrica; pillole a. dette anche di Mesue, con diverse sostanze aromatiche (Ric. Fior.); 2. riferito a spezie, equivale a odorifere.

apulotico (a-pu-lò-ti-co) agg. sec. XIX et. incerta. Di rimedio che serve per cicatrizzare, producendo la granulazione, cioè la formazione di cellule su piaghe e ferite in via di guarigione; esiste anche la forma epulòtico, ritenuta variante per metafonesi a-e, non tanto certa secondo la scala vocalica di L. Serianni in Gramm. it. 13; l’et. della prima parte sembra provenire dal gr. epí, sopra, in quanto tale medicamente viene posto sulla parte interessata.

bareocolimbica (ba-re-o-co-lìm-bi-ca) sost. f. sec. XIX et. non riportata [gr. barýs, pesante; kòlimbos, uccello acquatico (Colymbus: Linneo), da cui il vr. kolýmbao, mi tuffo]. Parte della statica che tratta dei corpi gravi che galleggiano sull’acqua, ne studia il comportamento e fornisce indicazioni per sfuggire a eventuali pericoli.

brachiblasto (bra-chi-blà-sto) sec. XX et. dal gr. brachýs (breve, corto) e blastós (germe). 1. agg. di ramo che ha poco sviluppo; 2. sost. m. ramo che ha gli internodi assai ridotti nel senso della lunghezza e generalmente porta diverse foglie: lo si riscontra in particolare nel larice, in conifere (pini) e rosacee; contr. macroblàsto.


cafagnare (ca-fa-gnà-re) vr. non trans. sec. XVII et. non riportata. 1. preparare il terreno per piantarvi alberi; 2. fare buche apposite, larghe e poco profonde, denominate anche formelle, voce peraltro che da qualche autore si ritiene attinente al significato 1.

caleggioli (ca-leg-giò-li) sost. m. sec. XVIII et. prob. da canna, cannuccia; solo al pl. ma secondo i vari autori anche caléggioli, caléggiole al f. (Petr. II,139) e pure al sing. calèggiolo, tutte forme attestate; minuscole canne che crescono in forma di cespugli nei campi e sono dannose per il terreno (cfr. Soder.); virulenza dei c. (in Bol. I-58) per la loro capacità infestante.

cataptosi (ca-ta-ptó-si, o secondo altra sillabazione ca-tap-tó-si) sec. XX sost. f. invariato al pl. et. dal fr. cataptose, dal gr. katáptosis caduta, derivato a sua volta da katapípto io cado giù, composto da katá giù, e pípto io cado. Caduta improvvisa al suolo, generalmente causata da un attacco di epilessia o da colpo apoplettico.

cnissoregmia (cnis-so-reg-mì-a) sost. f. sec. XIX et. non riportata. Indisposizione di stomaco, dovuta a problemi digestivi o al tipo di cibo ingerito, per cui il soggetto emette rutti acidi.

diacile (dia-cì-le) sost. m. sec. XVIII et. non riportata. 1. pezzo di legno o pancaccio non movibile situato fuori dalla ruota che muove la batteria; è termine usato in ferriera; 2. sec. XX [et. di- è l’unica parte gr. della parola, da dyo, due: indica che è presente per due volte quel che segue; ac, lat. acido; -ile, suffisso della nomenclatura chimica internaz. che indica un gruppo monovalente. Quindi: una molecola che contiene due acili, cioè due gruppi monovalenti -COOH].

idatide (i-dà-ti-de; ant. idatíde) s. f. (pl. -i) sec. XVII et. dal gr. hydatís-ídos, propr. goccia. 1. forma larvale (simile a una vescica) dei Cestodi delimitata da una parete cistica alla quale possono essere attaccati uno o più parti terminali (scolici): tale forma si insedia in diversi organi, ma specialmente nel fegato, di vari mammiferi, compreso l’uomo; 2. ciste di modeste proporzioni detta anche idatidocèle (Petr. 523) e comunemente gallòzzola per la somiglianza con le bolle che fa l’acqua quando piove forte; più esattamente però l’idatidocele è un’ernia spuria dello scroto contenente acqua, detta pure idrocèle (Pagn. II,2); 3. in anatomia l’i. di Morgagni è un residuo embrionale annesso agli organi interni (epididimo, testicolo, mesosalpinge, fimbrie delle tube); 4. genericamente, sulla cute: piccola vescica ripiena d’acqua; 5. rigonfiamento dei vasi linfatici; 6. tumore pieno di materia sierosa; 7. verme che si riproduce nel corpo di certi animali: ha forma di vescichetta acquosa; / agg. idàtico, che riguarda l’i.; idatìdico, che contiene delle i.

esarcia (e-sar-cì-a; anche esàrcia, e-sar-cia) sost. f. sec. XVIII et. dal gr. esarkés, sufficiente. 1. tutti quegli attrezzi o corredi di un bastimento che non sono materialmente affissi al medesimo: voce del registro del console di mare, magistrato cui è affidata la cura delle entrate della dogana (in origine di Pisa) con la facoltà di decidere su eventuali controversie insorte tra i mercanti; 2. il sartiame nel suo complesso; / esarciàto, agg. che è provvisto di e.

froldo (fròl-do) sost. m. sec. XV et. prob. dal lat. fraus fraudis, frode, voce di area settentrionale. 1. anche argine in f., quello che costituisce la sponda naturale di un corso d’acqua; 2. nei corsi d’acqua, spec. in pianura, argine lambito direttamente dalle acque del fiume anche quando si trovano in magra, privo quindi di golena. / ‘sul troncone dei f. rotti’ (Bacchelli); 3. in idraulica, buca che si scava per la posa di tubi o sim. lasciando ai bordi la terra; da qualche autore sinonimizzato con soggrottatura, che però è termine pertinente alla viticultura, cioè fossa per piantarvi le viti con al ciglio il terreno di scavo; in ambedue i casi viene usata anche la locuzione ripa a picco.

galeantropia (ga-le-an-tro-pì-a) sost. f. sec. XIX, et. dal gr. galée, donnola, specie di animale che si tiene in casa come un gatto, e ánthropos, uomo. Delirio malinconico per cui chi ne è affetto crede di essere un gatto e ne imita i modi; un esempio di g. a scopi artistici appare il Duetto buffo di due gatti di G. Rossini nel quale le voci dei cantanti miagolano.

gift (gìft) sost. m. invariato al pl. sec. XX dall’ingl. gift (dono, offerta); in it. ha senso restrittivo: piccolo oggetto che le aziende offrono ai loro clienti a scopo promozionale.

hallesismo (hal-le-sì-smo) sost. m. sec. XX et. dal fr. halles, mercati (in genere coperti), con particolare riferimento a quelli parigini (halles centrales, ora demolito; fino al 1968 occupavano un ampio spazio). Dottrina economica che propone una valuta unica mondiale (hallis) a cambio fisso, con l’istituzione di una camera di commercio e di una borsa mondiali e politicamente indipendenti; in origine tale dottrina separava in modo più netto economia e politica; hallesìsta, sost. chi aderisce all’h.; agg. relativo all’h.

harveizzare (har-ve-iz-zà-re) vr. sec. XX et. dall’inventore Harvey. Rendere l’acciaio più resistente con un processo speciale.

iarovizzazione (ia-ro-viz-za-zió-ne) sost. f. sec. XX et. dal russo jarovizacija, derivato da jarovoi, primavera, poi in ingl. jarovisation. Procedimento che riduce il tempo del ciclo vegetativo di una pianta sottoponendone i semi, prima di metterla a dimora nel terreno, a basse temperature. Ciò consente di estendere più a nord la coltivazione di piante che richiederebbero per il loro ciclo vegetativo climi più caldi. Tale metodo è stato ideato da Trofim Denisov Lisenko (1898-1976): viene anche detto vernalizzazióne.

idiotrofo (i-diò-tro-fo) agg. sec. XIX, et. dal gr. ídios, proprio, particolare, e trophé, nutrimento. Di animale che si ciba di esemplari della propria specie; in pratica anche un cannibale si può ritenere un soggetto i.

impolminato (im-pol-mi-nà-to) agg. sec. XIV et. da polmone. Si dice d’un uomo debole o flaccido, tendente al giallo per malattia, specialmente per itterizia o infezioni interne come l’idropisia. / ‘Era un uomo... molto giallo, e quasi impolminato e mal fatto’ (Sacchetti).

kleksografia (klek-so-gra-fì-a) sost. f. sec. XX, come et. si tratta di un ibrido (cfr. Glossario di metrica) dal ted. kleks, sgorbio o macchia d’inchiostro, e dal gr. graphía. Disegno che si ricava da una macchia d’inchiostro piegando e ripiegando il foglio su cui si trova; in psicologia la k. viene usata affinché il paziente descriva le eventuali figure che gli sembra di individuare.

lagòstoma (la-go-sto-ma) sost. m. sec. XIX et.dal gr. lagós, lepre (lago- come primo elemento che indica anche somiglianza con la lepre), e stóma, bocca; 1. impedimento a pronunciare in modo chiaro alcune lettere bilabiali (b, m, p) o labiodentali (f, v), difetto particolarmente riscontrabile nel labbro leporino (lagòchilo); 2. secondo alcuni autori sin. di labbro leporino; cfr. lagòstomi o lagostòmidi, famiglia di roditori americani che presentano caratteri morfologici fra il topo e la lepre.

lifo (lì-fo) s. m. invariato al pl. sec. XX et. acronimo composto dall’ingl. l(ast) i(n), f(irst) o(ut) propr. ‘ultimo a entrare, primo a uscire’. Criterio secondo il quale le merci giacenti in un magazzino vengono valutate ai prezzi d’acquisto correnti: formula valida quando vi sia un persistente aumento dei prezzi.

limnetico (lim-nè-ti-co, pl. limnetici; anche lìmnico, in tal caso et. dal gr. límne, lago, stagno, palude) agg. sec. XX, et. dal gr. limnétes, palustre. Che si riferisce ai laghi, sin. di lacustre, ma di uso più letterario o scientifico. | plancton l., che si forma nelle acque dei laghi. | deposito l. o limnico, strato di varie sostanze giacenti o in formazione sul fondo dei laghi.

maragnola, anche maragnuola (ma-ra-gnò[gnuò]-la) sost. f. sec. XIX et. non riportata. Mucchio di fieno in forma di bica o piramidale che si fa nel prato stesso oppure sull’aia; gli agricoltori la fanno direttamente sui campi dopo che il fieno si è seccato; è termine d’uso popolare o volgare.

marciacòtto (mar-cia-cot-to) sost. sec. XVIII et. assai incerta, pare dal fr. marque, marchio, e cotto perché il procedimento si esegue a fuoco; rivestimento vitreo dato a pentole, tegami o altri recipienti; è diverso dalla vetrificazione, nella quale il materiale subisce una trasformazione vetrosa o di consistenza simile al vetro.

mattalotaggio (mat-ta-lo-tàg-gio) sost. m. sec. XVI? et. da fr. matelot, marinaio (in olandese mattenoet). Stipendio e viveri del marinaio. ‘E peraltro il francese Matelotage scrםo scrםo’ (Fanf. 928): descrizione ripresa con piccole varianti grafiche dal Sassetti.

nagualismo (na-gua-lì-smo) sost. m. sec. XX et. da nagualli ‘essenza della divinità’, a sua volta da nagual ‘animale associato all’uomo’. Credenza degli indigeni dell’America Centrale secondo cui il destino di ciascun uomo è legato a quello di un animale: tale identificazione tra i due può arrivare a un legame così stretto che l’uccisione dell’animale potrebbe portare alla morte dell’uomo. [per le et. di origine gr. ci siamo avvalsi della consulenza di Gaetano Forno]


nemàtico (ne-ma-ti-co; pl. m. -ci, f. -che) agg. sec. XX et. dal gr. nematikós, intrecciato, a sua volta da nématos, filo o filamento; relativo allo stato di una materia fra il liquido e il cristallino, avente bassa viscosità e struttura filamentosa.

nomboli (nòm-bo-li) s. m. solo al pl. sec. XIX et. non riportata. In marina, cordicelle più piccole preparate per esser unite assieme e formare così corde più grosse; qualche autore le ìndica col termine cordoni o legnuoli ( lat. linoleus, di lino), tuttavia il primo termine può ingenerare confusione, il secondo riguarda filacce ritorte a spirale in senso contrario alle filacce stesse, dette con significato più ampio trefolo.

ortodromia (or-to-dro-mì-a; anche or-to-drò-mia) sost. f. sec. XVIII et. dal gr. orthodromêin, correre (ortós o orthós, diritto, e drómos, corsa) 1. linea diritta percorsa da una nave con lo stesso vento; 2. id. in genere; 3. percorso di un vascello o nave seguendo un arco di cerchio, il più breve tra due punti dati; 3. in geom. linea che congiunge due punti di una sfera secondo un arco di circolo, particolarmente per ciò che riguarda la superficie terrestre che viene considerata sferica. / navigazione per o. detta anche ortodròmica, compiuta basandosi sull’o. / agg. ortodròmico; linea o, (per ellissi del sost. vale come ortodromia), distanza o./ ortodromicamente, av. secondo la suddetta linea.

pispilloria (pi-spil-lò-ria) sost. f. sec. XIX et. voce onomatopeica da pissi (bisbiglio) con suffisso in -oria [pìspola, uccellino più piccolo dell’allodola, noto per il suo canto simile a pis-pis] 1. strepito che tanti uccelli fanno insieme, spec. passeri; 2. cicaleccio di più voci, rumore di persone che bisbigliano; 3. discorso lungo e noioso; 4. pop. o fig. discorso che si fa sottovoce alle spalle di qualcuno da più persone; pettegolezzo, mormorazione; / ‘delle allodole e dei cardellini che facciano pispilloria’ (Faldella); ‘Così tutta pomposa ne n’andò | A quella festa: ora considerate | Che pispilloria allora si formò. | Fra lor fecero mille cicalate’ (G. B. Fagiuoli, Rime II,10).

poscondola (po-scòn- do-la; anche con accento acuto: scón) sost. f. sec. XV? et. non riportata [lat. positus, situato; post, dopo; condere, racchiudere]. Piccolo prato che si trova tra le macchie e nei boschi (Soderini).

prossemica (pros-sè-mi-ca) sost. f. et. fine sec. XX secondo due et. a. dall’ingl. proxemics, vocabolo coniato dallo studioso americano E. T. Hall sulla base dell’interfisso séma, dal gr. segno; b. da prox(imity), in ingl. prossimità, con probabile suffisso -emics. Branca della semiologia che studia lo spazio fisico tra le persone, e più esattamente la tendenza di ogni individuo a porre tale spazio ta sé e gli altri in funzione comunicativa, anche in senso psicologico; la p. può venire estesa a gruppi o realtà sociali nel modo di porsi nello spazio e al modo di organizzarlo.

ritreppio (ri-trép-pio) sost. m. sec. XIX et. non riportata [ri- particella; treppio, triplo] 1. imbastitura fatta con punti molto larghi nel tessuto, perciò detta anche impropriamente tessitura o più propriamente sessitura; il r. si fa in genere in fondo alle vesti per allungarle o accorciarle secondo necessità, prima della cucitura definitiva; 2. la ripiegatura che si cuce provvisoriamente per misurare la lunghezza d’un vestito, gonna o sim. detta anche per sinonimia basta o piega (cfr. Pal. 996).

rocmo (ròc-mo) sost. m. sec. XVII? et. non riportata, tra le più probabili: a. dal lat. raucus, roco; b. più accreditata, dal gr. rògchos, il russare; suono che viene emesse tra le fauci durante il sonno; va quindi inteso il singolo suono, e non il russare nel suo insieme come fenomeno; si potrebbe sinonimizzare con russìo (Zing. 1396), che però è sost. frequentativo, o meglio con russo (ib.), il suono emesso.

sanforizzazione (san-fo-riz-za-zió-ne) sost. f. sec. XX et. dall’anglo-americano to sanforize, a sua volta dal nome dell’inventore L. Cluett Sanford. Procedimento che rende irrestringibili i tessuti, specialmente di cotone; tali tessuti vengono sottoposti all’azione congiunta di umidità e calore in un complesso di macchinari; nell’ultimo passano su un feltro sul quale prendono quelle dimensioni che resteranno inalterate anche durante l’uso dell’indumento; / vr. sanforizzàre, sottoporre un tessuto alla s.

scaramazzo (sca-ra-màz-zo) agg. sec. XVII et. incerta. Che non è ben tondo, ma presenta protuberanze: si dice soprattutto delle perle non perfettamente rotonde; / sost. f. scaramàzza: 1. la perla con irregolarità (termine usato da G. D’Annunzio); una collana di s.; 2. sin. di gibbosità.

schenobatica (sche-no-bà-ti-ca) sost. f. ma può usarsi come agg. (pl. m. -ci, f. -che) sec. XVIII et. non riportata, la più accreditata dal gr. skené tenda o scena, e báino, io vado. L’arte di ballare sulla corda; qualche autore lo sinonimizza con funambolismo (iperonimo), che però è camminare o fare esercizi su una corda tesa; la s. non ha senso figurato; / schenòbate o scenòbate è spesso sin. di funambolo (Zing. 1441).

sido (sì-do) sost. m. sec. XVI et. dal lat. sidus, astro o stella. 1. freddo di estrema intensità; dagli antichi fu detta antonomasticamente Sido la ‘stella della tramontana agli stidori del vèrno’ (Fanf. 1424); ‘morir di Sido’ (Burchiello), ‘nel s. dell’inverno armata muovi’ (Salvini); ‘Patrium sidus’ (Plinio Secondo) il clima del paese; 2. assideramento, cioè intorpidimento dovuto al gran freddo; 3. qualche lessicografo lo sinonimizza con ghiado nell’accezione di gelo o ghiaccio; ghiado significa anche coltello, dall’et. latina gladium (spada) e si trasferisce in s. tramite la locuzione figurata ‘freddo che ferisce’;

simfilia (sim-fi-lì-a) sost. f. sec. XX et. dal gr. sýn (con) e philía (amicizia). Proprietà che hanno certi invertebrati (artropodi) a vivere in simbiosi con le formiche e le termiti; cfr. sìnfilo, ospite di una società d’insetti; si differenzia da mirmecofilìa che riguarda insetti che possono vivere anche a discapito delle formiche ospitanti.

scoviglia (sco-vì-glia) sost. f. sec. XVIII et. non riportata [in veneto scova, scopa]. 1. sporco o immondizia che si toglie con la scopa; 2. sin. di spazzatura (Manf. 517).

strecola (strè-co-la) sost. f. sec. XIX et. non riportata. 1. Colpo o pugno dato sotto la gola; 2. colpo dato genericamente nel viso, tuttavia vanno specificati: grifone, dato sul muso; mascellone, nel mento; sergozzone, nella gola dal basso all’alto; 3. colpo qualsiasi, perlopiù inferto di taglio con la mano.

talassurgo (ta-las-sùr-go) sost. m. sec. XIX et. non riportata; si ritiene dal gr. thálassa mare, e -urgo, suffisso come secondo elemento da ourgía, derivato da érgon, lavoro. 1. chi si dedica alla pesca di mare; 2. anche agg. di mercante che esercita un traffico marino.

tambellone (tam-bel-lò-ne) s. m. sec. XIX et. da tabellone (lat. tabella). 1. mattone grande due o tre volte il normale e usato soprattutto per ricoprire la volta dei forni o costruire pareti di poco conto (termine particolarmente toscano) / ‘smunte catastrofi di tambelloni’ (Far. VII, 4-5) prob. per la loro scarsa consistenza; anche tavellòne (C. Passerini Tosi) che però è forato; 2. specie di argilla (litomarga) che si trova nei colori bianco, giallastro, rosso o bruno; facile da frangere, mostra grana fine, leggera, tenera, untuosa al tatto; non si fonde alla fiamma del tubo ferruminatore; 3. sin. di scimunito, o persona dappoco (si dice per ischerno) / ‘Eh eh, levateci, tambelloni, di che ridete voi?’ (Coluccio, Ist. nat.) / peg. tambellonàccio, anche nel significato 3.

teocrasia (te-o-cra-sì-a) sost. f. sec. XX et. dal gr. theòs, Dio, e kràsis, mistura o mescolanza; fusione di due o più divinità. Un caso di t. si riferisce al dio egiziano Ammone che nel II millennio a. C. venne assimilato al dio-sole Ra, e successivamente, per renderlo più universale, vi furono inclusi anche i caratteri del dio Osiride; ogni divinità quindi ha i caratteri delle altre unite per t. Per la Ss. Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo) più che di t. si deve parlare di consunstanzialità.

trafusola (tra-fù-so-la) sost. f. sec. XIX et. secondo Petr. da fuso. 1. piccole matasse di seta unite per pulirle, tingerle o avviarle alla torcitura; 2. più genericamente, qualsiasi matassa di seta (Pal. 1237).

troscia (trò-scia; pl. trosce) sost. f. sec. XIV? et. dal longobardo trau-san (cader giù) gotico ga.drau-sjan, ted. dreuschen (da qualche autore si ritiene voce onomatopeica, cfr. Sandron). 1. la riga che fa un liquido scorrendo lungo la bottiglia o su una qualsiasi superficie; anche stroscia; in questo caso riga generica di un liquido; / s. di lacrime, per iperbole; 2. piccola fossa di forma perlopiù quadrata e scavata in terra, profonda circa un metro, dove si tengono le pelli e i cuoi per la concia; è un termine dei conciatori; la voce però viene usata anche in idraulica; / ‘Fecemi buona concia nella t.’ (D’Annunzio); 3. sin. di pozzanghera; / ‘per le t. stagnanti’ (Pirandello); 4. rivolo d’acqua.

ule (ù-le) sost. f. sec. XVIII, et. ignota, qualcuno propone dal gr. (o)úlon, gengiva, per la forma. 1. cicatrice o macchia, generalmente biancastra, lasciata da una ferita che si è rimarginata; 2. specie di ulceretta che rimane dopo aver risanato la cornea.

volandiero (vo-lan-diè-ro) agg. sec. XX et. incerta: volante? volanda? nel senso di girare. 1. di trasporto effettuato con mezzi non di linea, ma predisposti tra il mittente e il destinatario; 2. relativo a tale trasporto; / accordi v., presi al riguardo; / traffico v., riferito a trasporti concordati; 3. detto di nave, noleggiata per un periodo determinato; / nave v., presa a nolo per crociere o viaggi singoli.

wawa o wa-wa s. f. invariato al pl. sec. XX et. da voce inglese di origine onomatopeica. Nel jazz: sordina di forma conica che si applica alla cornetta o alla tromba per ottenere particolari sonorità; anche agg. indeclinabile, es. effetti w.; in it. si pronuncia generalmente uàua (Sand. 2131).

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