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Federico Righi
Serigrafia |
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Yturralde
Flamenco Hands |
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| Roberto Fagagnel |
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| Miler Ramirez |
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Giovanna Maria Monti
Gioielli su tela |
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Roberto Yturralde
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Dante Pisani
Donna carsica |
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Elena Meneghini
Autoritratto |
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| Julieta Manrique |
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Elena Meneghini
Ritratto maschile |
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Linea d'arte
Una libera vetrina a disposizione dei talenti
Chi l’ha detto che i
mecenati di una volta non esistono più? Le iniziative culturali delle grandi
griffe sono sempre più numerose, è vero. Ma se da un lato queste sponsorizzano
mostre di qualità e valorizzano campagne pubblicitarie avvalendosi anche di
corti d’autore (Yang Fudong ha diretto “First Spring” per Prada 2010, mentre
David Lynch “Lady Blue Shangai” per Dior 2010); dall’altro legano gli artisti ai
loro percorsi commerciali.
Proviamo ad
immaginare, invece, un gruppo di privati colti, attenti, innamorati dell’arte,
che un bel giorno decidono di riunirsi e di promuovere gratis pittori
dimenticati dai grandi musei o trascurati dalle gallerie del settore. Questa
associazione esiste davvero e si chiama Linea d’Arte. Ha sede
a Trieste in via del
Lazzaretto Vecchio (una delle “Tre vie” di Umberto Saba), all’angolo con Salita
al Promontorio, proprio dietro Riva Gulli. Lo spazio espositivo della sede si
articola in un unico vano con soppalco e tre ampie vetrine. “La nostra mini
galleria – spiega il presidente Bruno Bartoli, che per la cronaca non è né
pittore né artista, ma solo raffinato estimatore del Bello e, nella vita
privata, manager di un’azienda – può contenere più o meno una trentina di opere,
anche se ci è capitato di arrivare a una quarantina. Stimolare e precorrere i
tempi è l’obiettivo che ci siamo prefissi”.
Attiva dal 2008,
“Linea d’Arte” annovera fra i suoi soci anche parecchi artisti. Ogni iscritto
paga una quota, con la quale l’associazione copre le spese del locale (affitto e
connessi). Poi ad ognuno è affidato il compito di segnalare opere degne di
attenzione. Il consiglio direttivo, a questo punto, convoca l’assemblea e tutti
votano le varie proposte. In vetrina, però, vanno solo gli artisti scelti
all’unanimità. “Noi cerchiamo di fare cultura – prosegue Bartoli – e, dal
momento che non siamo legati a nessun business, valutiamo con totale assenza di
pregiudizi ciò che ci piace e ci comunica emozioni”. La selezione infatti è
assai severa, ma il risultato è l’ottima qualità delle mostre. “Dopo la nostra
esposizione di alcuni artisti, Federico Righi e
Dante Pisani tanto per citarne
un paio, il Comune di Trieste ha deciso di dedicare loro una personale al museo Revoltella”. Ma l’attività dell’associazione, considerata un’art scout
seria e affidabile, si estende anche a tutto il Triveneto: le richieste da parte
di svariati enti museali da fuori città stanno ingolfando la posta elettronica.
In attesa di
allestire la prossima personale con le stridenti sculture di Virgilio Guidi,
“Linea d’Arte” espone in questi giorni alcuni quadri del maestro equadoregno
Roberto Yturralde. Tele esposte in vetrina senza particolari artifici, in modo
semplice, nudo, che trasformano questo angolo di città in un nucleo d’élite. La
«musica dipinta» di Yturralde, appartenente alla serie “La Alegria de las Manos”,
ha un ritmo incalzante: mani che suonano il pianoforte o che riposano sul corpo
di una chitarra, che fanno rullare la batteria o si tendono in posizione di
flamenco, lasciandoci immaginare il resto della danza.
All’interno della
piccola galleria spicca un “Nudo di donna” (acquerello su carta) della pittrice
sudamericana Julieta Manrique, che cattura l’occhio per la sua elegante
sensualità, mentre l’ironico “Omaggio a Monet” di
Paolo Kozman, pittore
triestino vissuto per trent’anni a Parigi, fa riflettere sulla grettezza della
contemporaneità emotiva. Kozman reinterpreta la famosa “Dama con l’ombrellino”
del maestro francese mettendole in mano una pistola. Il particolare non si nota
subito: proprio per questo risulta caustico e pungente.
Sparsi qua e là: “Il
Golfo di Trieste” di Tullio Sila, veduta suggestiva e inquietante della città.
Un “Ritratto di Biagio Marin” (mosaico-puzzle ligneo a colori), che è possibile
modellare come il cubo di Rubrick. Il sadico e oscuro “La Suonatrice di
Violoncello” di Federico Righi, assieme ad altre due serigrafie della serie. Uno
“Squarcio del Carso” (olio su tela) del goriziano
Roberto Fagagnel. “Che Guerava”
(caleidoscopico acrilico su tela di netta ispirazione warholiana) di
Miler Ramirez, che al buio, con riflettore puntato, cambia completamente colore. I
“Gioielli su tela” di Giovanna Maria Monti, irresistibili.
E per concludere un
“Ritratto maschile” (olio su carta di giornale) e l’ “Autoritratto” di
Elena
Meneghini, pittrice che visse buona parte della sua vita a Trieste, alla quale
“Linea d’Arte” ha appena dedicato una mostra importantissima, che ha avuto il
merito di riportare alla luce e riordinare la preziosa attività artistica della
Meneghini, oramai completamente dimenticata, ricavandone un prezioso catalogo.
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T. Alberti
Sculture |
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Bruno Chersicla
Ritratto di Biagio Marin |
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Miler Ramirez
Che Guerava |
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Federico Righi
Suonatrice di violoncello |
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Roberto Fganel
Paesaggio carsico goriziano |
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Claude Monet
La donna con l'ombrellino |
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Paolo Kozman
Omaggio a Monet |
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Roberto Yturralde
Pianoforte |
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Yturralde
Flamenco Hands |
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Yturralde
Batteria |
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Tullio Sila
Il golfo di Trieste |
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