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Bisogna certamente ripensare a Beckett e al suo straordinario intuito dinamico sulla parola che si esprime in sillabe e fonemi di pari tempo e lunghezza al ritmo dell'oscillazione "avanti e indietro" di un Dondolo, nell'omonima piece teatrale (in inglese Rockbay), per ritrovare affinità (nella diversità di poetica), nella recente opera poetica della poetessa Laura Pierdicchi intitolata Altalena (di voci e pensieri).

E se la voce beckettiana indicata con la lettera "V", ponendosi in sovrapposizione alla voce di un registratore, diveniva doppia "V" e quindi "W" (iniziale della parola Woman=donna), anche per la Pierdicchi la moltiplicazione vocale nella metafora dell'altalena diviene motivo "teatrale" in cinque fasi, rispettivamente "VN" voce narrante, riferita al testo in prosa, "VC" voce concettuale, caratterizzata dal carattere corsivo, "C" coro con carattere in grassetto, "VB" voce bambina, carattere ristretto, "VA" voce attuale, carattere normale.

Insomma una polifonia di suoni, paragonabile al concetto di fonè già strabiliantemente attuato da Carmelo Bene, e un concerto di "caratteri" tipografici e psicologici, attraverso i quali la poetessa sperimenta nel linguaggio e nei concetti la gamma infinita dell'universo donna. La poesia della Pierdicchi si dipana su vari registri, si predispone all'evento attoriale e quindi procede in senso teatrale e di (paly), gioco ludico, ma anche serio, per una introspezione profonda del proprio vissuto e della propria ri-creatività artistica. Struttura poetica e linguaggio si incontrano nella stessa grafica espressiva e la pagina si vivacizza concettualmente e tematicamente.

Nuove forme e nuove frontiere di poesia, altalenante tra il recupero di un sentimento vigoroso e consapevole, non più convenzionalmente consolatorio, pone in simbiosi voci e pensieri e joyceanamente esplora altra e ulteriore possibilità alla tecnica del "monologo interiore".

Da sempre Laura Pierdicchi ci ha abituato alla sferzata di una poesia, mai omologata, sempre pregna di un grande afflato letterario ed esistenziale, un afflato così bene espresso nella copertina originalissima del pittore Franco Rossetto.

Recensione
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