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L'evento personale assorbe tutto il dolore del mondo e la morte del proprio padre, come elegia funebre, intervallata dai ricordi-filastrocca in carattere infantile, assume nel testamento poetico, la forza e la pregnanza di un atto letterario, capace di universalizzarsi, per uscire dal privato e stabilire parametri confrontabili sulle analogie che hanno coinvolto tutte le tragiche perdite, di ciascun lettore.

La poesia di Laura Pierdicchi, celata per pudore nella stessa copertina che evidenzia l'editore ed il titolo e lascia appena scoprire il nome dell'autrice, mesto gesto di delicatezza rispetto al referente e alla forza espressiva del Cristo di copertina, sofferto anche graficamente dal suo autore eccellente Franco Rossetto, sottratta ad ogni orpello, come titoli, capitoli, strofe e altro, gioca di innesti tra il ricordo e il presente, affidandosi al corsivo, quando come litania, rievoca la figura paterna.

Il racconto si dipana e si cela contemporaneamente per indicare tracce di fatti, che poi si enuncino come riflessioni poetiche, filosofiche umane, nel tessuto di una "laude" che attraversa tre parti ed un epilogo (quattro pareti di una stanza bianca), che racchiude innocenza, candore, intellettuale, purezza di spirito, parole in sottrazione quasi per non ferire la pagina neutra.

Laura Pierdicchi che il prefattore Attilio Carminati del libro si preoccupa di porre in giusta evidenza per la notorietà e la qualità della sua poesia, senza analizzarne il merito, per una sia pure corretta riflessione circa la destinazione della poesia, in realtà sceglie la strada della fattualità e dell'espressione, consapevole delle problematiche avanzate, ma nello stesso tempo, ignara delle preoccupazioni editoriali.

La sua sinergia lirica espone un silenzio che zampilla in parole, coniuga parole che tendono al silenzio, nell'intimità di una riflessione evocativa che sacralizza un rapporto esclusivo, verso un referente tanto mitico, da divenire simbolo per l'insieme di intrighi sentimentali che connotano un rapporto padre-figlia e viceversa, come aspetto emblematico, che la poesia eleva ad amblema e traccia come verità, in un contesto diviso tra l'umano e il letterario.

Recensione
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