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Anche senza conoscere il nome di chi ha scritto questi libri, avremmo giurato – per il contenuto e per il tono – che si tratta di una donna sensibilissima: tanta e tale è la presenza della femminilità che in essi si manifesta, ora irrompente ora insinuantesi. E qui intendiamo rendere omaggio al concetto della femminilità, perché solo ad essa appartengono certi fremiti e certe vibrazioni dell'anima, una sensibilità particolare che affonda le radici nel mistero del cosmo: «Porto il mio abito di donna | come segno di equilibrio».

Con un linguaggio semplice e a volte disadorno, ma non privo di suggestioni, Laura Pierdicchi ci conduce nel mondo che la circonda e in quello che vive dentro di lei, espone i suoi dubbi e le sue paure, ci fa partecipi delle sue riflessioni e delle sue ansie. Forse ha trovato davanti a sé un cammino incerto e difficoltoso, in cui le siano mancati una guida sicura cui appoggiarsi, calore e comprensione. È certo, però, che la sua poesia va dritto alla mente e al cuore del lettore, suscitando viva simpatia.

Ovviamente nel suo primo libro, A noi che siamo, l'autrice si mostra ancora un po' incerta e impacciata; ma spesso le sue composizioni raggiungono effetti di alta suggestione nella sinteticità, si direbbe nella lapidarietà, e colpiscono come delle fulgurazioni: «A noi che siamo | una parola basta. | Esser nel tempo come la pietra | e le radici in terra | e in fondo al mare».

Invece è nel secondo libro, Neumi, che la poetessa veneziana mostra di raggiungere una completa maturità e padronanza; si direbbe che essa si sia scaltrita nell'arte poetica, ottenendo effetti personalissimi con l'originale strutturazione delle composizioni, in cui riveste particolare importanza l'immagine visiva delle parole, e con la musicalità che a volte si snoda come suono d'organo. A quest'ultimo riguardo non si deve ignorare che i nèumi sono gruppi di suoni del canto gregoriano: « Fammi risentire il canto | e guidami | all'eremo della notte | dove continuerò | a perdermi negli adagi | del mistero» oppure «Basta una finestra aperta | per vagheggiare libertà improvvise».

Laura Pierdicchi: un nome petrarchesco, un'anima poetica, una voce di riguardo.

Recensione
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