Servizi
Contatti

Eventi


La nota poetessa veneziana torna a noi lettori di poesia con questo struggente poemetto che ha per tema la sofferenza e la morte del padre. La voce della Pierdicchi è di notevole spessore poetico e meriterebbe di essere più conosciuta a livello nazionale. La poetessa osserva il lento morire del padre in un itinerario che va dalla scoperta del male al suo inesorabile e quasi inavvertito (per gli altri) progredire. Inevvertito per gli altri, forse, ma non per la figlia che lo sempre molto amato e che ora è la prima persona che ne indovina nei tratti del volto e nei gesti il subdolo artiglio della signora in nero.

Con uno stile raffinato e composto l'autrice ne descrive l'iter doloroso, scandendo fatti, mutamenti ed impressioni in un fluire avvincente che rapisce emotivamente il lettore. Il tema è affrontato in due registri. Passato e presente si alternano e si rincorrono: alla ferita dell'oggi – lacerante – si contrappone il passato sorridente della fanciullezza quando il papà raccontava le filastrocche «...La donnina piccina picciò | fece una frittatina piccina piccina picciò...». «...Un mese di speranza solo un mese | a esultare per ogni novità | delle tante cure per il cuore | l'illusione regina di ogni attimo...». «La Lolettina che semina il grano | volta la carta e appare il villano...». «Arrivano di fretta ogni mattina | dopo una notte breve-molto breve | il giornale il pane un dolcetto | il cuore stretto». Grazie, carissima poetessa, per questa sofferta testimonianza che ci giunge bellissima e preziosa.

Recensione
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza