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C'è una poesia nel nuovo libro di versi di Giovanni Chiellino Luce crepuscolare che sembra costituire la chiave di lettura dell'intera silloge. La poesia è Il viaggio, la quale inizia: "Un passo dietro l'altro | e si misura lo spazio, || un passo dietro l'altro | e si consuma il tempo..." e così si conclude: "Nessun dilemma turberà il viaggio | trovato il giusto passo | verso la nuova Luce".

La Luce crepuscolare di Chiellino non è dunque l'ultimo barbaglio che precede le tenebre, ma il chiarore che preannuncia l'alba: il che viene a dare al suo libro un significato escatologico di Redenzione e di attesa ispirato da una grande Speranza.

Ecco che allora anche le poesie più cupe e desolate della raccolta, come Auscbwitz, possono chiudersi con il presagio di una rinascita: "Specchio d'orrore mostraci l'Amore", mentre altre, già dall'inizio piene di consolazione e di speranza, quali Luce del Mezzogiorno, più lietamente si concludono nella conquista di una ritrovata certezza: "Chi strappa il velo nero della notte? | Occhio dell'alba | e il suo incantato sguardo".

Lo stesso sentimento di fiduciosa apertura dell'animo, teso al raggiungimento di uno stato di perfezione, colto dopo aver attraversato le prove anche molto dure che l'esistenza comporta, lo troviamo in una poesia come La tomba del Tuffatore, che ci introduce nella suggestiva atmosfera di una tomba, situata nei pressi di Paestum, dove un uomo che si tuffa, dipinto sulla lastra di copertura, pare suggerire l'ingresso esaltante in una nuova vita piuttosto che un sentimento di desolazione e di rimpianto per quanto con la morte si è perduto: "Si tuffa nel suo abisso | in cerca della luce | ... | e torna nei luoghi della sua radice". C'è anzi in questa poesia un esplicito richiamo ad un filosofo greco, Empedocle, e alla sua teoria dei cicli cosmici e delle eterne rinascite: "O sogno empedocleo che ti rinnovi | in ogni uomo che attraversa il giorno | attratto dai bagliori del tramonto | memoria d'aurora incipitaria!".

Nonostante questa sofferta e faticosa tensione, che sospinge il poeta dall'attuale dimora terrena verso la conquista di un Luogo nel quale sarà raggiunta l'umana perfezione e nel quale l'anima troverà la sua pace e il suo compimento, restano anche nel presente per lui alcuni punti fermi che costituiscono un solido appiglio, come quelli della poesia ("Sono l'eco della sillaba di

Dio, | il flauto e la tromba del mattino", Poesia) e dell'amore per la compagna della sua vita ("Tutto il cielo è nei Tuoi occhi, | il vento compone i Tuoi capelli, | morbida polpa di squisito frutto | sono le Tue labbra", Alla mia donna). Lo stesso può dirsi per il conforto offertogli dalle sempre risorgenti bellezze della natura, che alleviano le sofferenze giornaliere e donano pace: "Dense ombre mi schiacciano | al muro della notte. | Una lucciola passa e mi rincuora" (Lucciola).

E si vedano anche poesie come Il ritorno dei fiori, nella quale il pensiero dei cari scomparsi spinge Chiellino a figgere il suo sguardo nell'oltre, o poesie come Mattino con neve, dove i comignoli che fumano "negli incerti orizzonti del mattino" suscitano sentimenti di calore umano e di fratellanza.

Immerso "nel gioco dell'eterno mutamento" (Il nome di Sofia), il poeta può in tal modo apprendere la "saggezza" del vivere e intendere l'armonia del mondo: "Questo piccolo mondo che ci ama" (Il nostro mondo); un mondo pieno di innumerevoli meraviglie, come quella della Valle delle farfalle a Rodi o quella dell'improvviso "grido gutturale | del martin pescatore" a Capo S. Lorenzo o magari della visione del tronco contorto di una vite che "cerca vie di cielo" (La vite). Ciò che comunque maggiormente colpisce in questo nuovo libro di Giovanni Chiellino è il suo amore per la vita, emergente da poesie quali Il verbo della vita, Fanciulla sullo scoglio, Il tuo corpo luminoso, La, festa, ecc. E si tratta di un amore che resiste alle avversità della sorte e alle ingiurie del tempo sicché, anche quando la tristezza lo aggredisce, ciò che in lui prevale è sempre la forza che lo lega alla terra e ai suoi doni. E' quanto emerge in particolar modo da poesie quali Il nostro fuoco, Irma, Le rondini, Le viole, L'ultimo viaggio.

Molto significative appaiono inoltre in questa raccolta talune poesie che sembrano affacciarsi sul mistero, come L'attesa che così si conclude: "Tra un battito e l'altro del cuore, | si sente un rumore che avanza | ma non è il passo che attendo. || Il rumore attraversa il silenzio | e l'anima resta sospesa | nel vuoto del passo che manca" e L'ultimo viaggio che ha questo explicit: "Ma già il vento si alza | Si allargano le maglie della notte, | Cadono i nodi, | Bianchi velieri salpano dai moli", dove 1”attesa" che è alla base di questi versi pare confondersi con l'ansia di superare il sensibile per vedere la Luce di un'alba nuova: quella che, nella prospettiva di Giovanni Chiellino, ci attende oltre l'opacità del crepuscolo; e si tratta di un'alba nella quale sarà finalmente possibile legare “il precario all’Eterno” (Natale 2009) e leggere a fondo “nell’occhio azzurro di Dio” (Lo sguardo).

Quanto all’aspetto stilistico, è da dirsi che il libro si caratterizza per la limpidità del dettato e per la varietà dei ritmi, che vanno da quelli classici a quelli liberi, ma sempre adoperati con disinvolta scioltezza e con efficacia di risultati poetici.

Recensione
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